“Amicizia”, la bellezza della poesia con cui Flavio Insinna ha salutato Frizzi

ROMA – Alla fine della celebrazione funebre, in una gremita Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo, con il saluto che Flavio Insinna definisce non ultimo ma un altro desiderato e sentito saluto “a lui che ringraziava sempre tutti”, si è aperta la poesia “Amicizia” di Jorge Luis Borges già dedicatagli “qualche tempo fa in una piccola meravigliosa serata tra amici” come il conduttore rimembra con la voce rotta dalla commozione davanti una bara con il viso tipicamente sorridente di Fabrizio Frizzi e un manto di tulipani gialli.

“Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita,
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te.
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro,
però quando serve starò vicino a te.
Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cada.
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei,
però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.

Non giudico le decisioni che prendi nella vita,
mi limito ad appoggiarti, a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi.
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore,
però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere,
solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico,
in quel momento sei apparso tu…
Non sei né sopra né sotto né in mezzo,
non sei né in testa né alla fine della lista.
Non sei né il numero uno né il numero finale e tanto meno ho la pretesa di essere io il primo, il secondo o il terzo della tua lista.
Basta che tu mi voglia come amico.
Poi ho capito che siamo veramente amici.
Ho fatto quello che farebbe qualsiasi amico:
ho pregato e ho ringraziato Dio per te.
Grazie per essermi amico.

Una percepibile inclinazione si avverte quando lo ricorda in memoria assumendo la coscienza di averlo perduto per sempre nella materialità: “In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico, in quel momento sei apparso tu…” e la conclusione che lo solleva da un grado di importanza numerica infondendo nell’amicizia un senso di puro volersi abbracciare e sostenere nella vita, nelle difficoltà e nei successi evadendo dalle meschinità delle gelosie e dei giochi di inciampi. “Basta che tu mi voglia come amico. Poi ho capito che siamo veramente amici. Ho fatto quello che farebbe qualsiasi amico: ho pregato e ho ringraziato Dio per te. Grazie per essermi amico”.

Insinna rivela un sentimento condiviso, lo ricongiunge ai presenti che rigati in volto accolgono la sensazione di aver perso un artista, un uomo gentile, un amico.

Cosa è l’amicizia se non portarsi per mano senza intralciarsi in un confrontarsi reciproco, un aiutarsi e sostenersi senza pretese di assoluzione e padronanza.

L’amicizia è un nobile sentire che sprigiona libertà e approvazione, infonde spirito di serenità e accoglimento senza giudizio e dettami. “Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita, Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori”: l’amicizia non è opportunismo né prestare un mancato servizio genitoriale. L’amico ti vuole bene per ciò che sei e dimostri: “Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere, solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico”.

E di questo Frizzi porta eco in ogni cuore lì in piedi stretto in una morsa di sofferenza, la poesia è del tutto sua, in ogni verso rivolta a lui con la sua spontaneità coinvolgente.

Chi trova un amico trova un tesoro, dice un usurato proverbio ed è proprio così. Tanto è arduo trovare un amico che non sia necessariamente adulato come “il numero uno” quanto superlativo e prestigioso è averlo nel proprio cammino. Di amicizia si nutre l’animo umano, si rispecchia e si riflette nei suoi difetti acutizzando e limando le pene, trovando riverbero nelle gioie senza imposto contraccambio. Un amico lo scegli ed è un bene, ti aiuta nel tuo realizzare l’indole che sgomita per uscire e dà allegria alle tue giornate, diviene parte del tuo sentire in modo adulto, diventa sintomo del tuo appartenere ad una dimensione non più familiare ma sociale, di essere umano, ti rapporta all’altro e ti fa maturare. L’amico è colui a cui ti confidi, ti denudi con i tuoi tempi, è colui che rende benvenuti i tuoi passi in avanti. L’amico è un tassello che ti aggrazia nel tuo grezzo peregrinare. Dunque tanto è grande il sostegno che un amico riesce a trasmettere quanto profondo il vuoto che lascia nella sua assenza, tanta l’amarezza e la mancanza.

Eppure sappiamo, Fabrizio, che non sei andato lontano, non almeno da quanti ti hanno voluto bene nelle tante intensità possibili. Non sentirti solo perché chi ha provato e dato affetto ha seminato in eterno. Vogliamo vivere con questa verità certi che possa dare senso vero a valori e sentimenti divini come l’amicizia, impegnativi quanto egregi nelle loro manifestazioni. Buon volo, Fabrizio.

Monica Baldini