APE, il nuovo sistema di pre-pensionamento

La legge di Stabilità che permetterà ai nati tra 1951 e il 1954 di andare in pensione anticipatamenteAPE-pensione_anticipata

Il nuovo sistema pensionistico introdotto dal Governo Renzi prevede un sistema di pensionamento anticipato, chiamato APE.

Con questa manovra il lavoratore avrà la possibilità di andare in pensione in anticipo rispetto all’età pensionabile, e specificando che la L. Fornero resta in vigore, gli assegni verrebbero pagati (del tutto o in parte) attraverso un finanziamento erogato da una banca o da una finanziaria.

Una volta raggiunti i 66 anni, il pensionato sarà obbligato a restituire le somme prese in prestito, attraverso una trattenuta sul futuro assegno erogato dall’INPS.

Chi beneficerà di questo pre-pensionamento, tuttavia, dovrà accettare un taglio dell’assegno che peraltro avrà entità variabile, calcolato sulla media degli ultimi stipendi percepiti, e sui contributi versati.

I Dettagli dell’operazione Ape sono ancora da definire, ma valutando la situazione lavorativa attuale appare chiaro che la manovra costituirà una necessità per coloro che hanno perso il lavoro, non avendo raggiunto i requisiti per la pensione, e allo stesso modo per i lavoratori in esubero ma non licenziati, dovrà essere chiarito quale sarà l’onere a carico del lavoratore e quale quello dell’impresa.

Per quanto riguarda infine i lavoratori che sceglieranno volontariamente il prepensionamento, a meno che non si tratti di una scelta dettata da necessità specifiche, perché scegliere un’uscita anticipata che costerebbe come un mutuo?

In questo modo l’Ape, costituirebbe una manovra di risanamento delle casse pubbliche, oltre che del bilancio statale, ma anche una nuova forma di decreto “salva-banche”.