Cambio dell’ora: Ora Solare, ecco gli effetti sull’organismo

Si accorciano le giornate e per un italiano su 2 arrivano ansia e malumore

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Secondo uno studio condotto da In a Bottle (www.inabottle.it) con il parere di 30 esperti tra psichiatri, psicologi e nutrizionisti, con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 2.300 italiani tra i 20 e i 55 anni, il passaggio alla stagione autunnale è fonte di disagio psico-fisico per l’organismo umano. Ben un italiano su 2 (52%), prova complessivamente malumore (31%) e ansia (21%).

Solo in pochi riscontrano sensazioni positive: il 7% prova una certa felicità e appena il 4% rilassatezza. E se l’8% avverte una certa intolleranza, non mancano coloro che si sentono rassegnati (17%) o tristi (12%). Sono gli effetti di quello che è stato clinicamente definito Seasonal affective disorder (SAD). Per vincerli gli esperti consigliano più vita sociale, sana alimentazione e corretta idratazione.

L’autunno è ormai alle porte e tra non molto, complice anche il cambio d’ora, le giornate diventeranno più corte. Così con meno ore di luce a disposizione e le condizioni meteo più sfavorevoli dovute alla stagione fredda, un italiano su 2 (52%) sa già che è prossimo a provare ansia e malumore.

Ad angosciare maggiormente sono la perdita del senso del tempo (38%) e l’ansia di non riuscire a far tutto (22%); per un italiano su 3 (31%), invece, è il freddo che rende più indisposti, e a seguire, troviamo la nebbia (16%) e la pioggia (11%).

Gli esperti avvisano: “Per approcciarsi al meglio al cambio di stagione occorre non chiudersi in casa e curare ancora di più la vita sociale, unitamente ad una sana alimentazione ed una corretta idratazione”.

La riduzione delle ore di luce sembra essere la principale fonte di angoscia, così il 38% dei soggetti coinvolti è inquieto per via della perdita del senso del tempo causato dal cambio dell’ora. Circa 2 italiani su 10 (22%) fanno i conti con l’ansia di non riuscire a fare tutto, mentre il 21% non sopporta di dover lavorare nelle ore di buio. Il 16%, infine, lamenta la percezione di non avere tempo per la vita sociale.

Queste sensazioni negative causano inevitabilmente degli effetti che si ripercuotono sull’organismo umano: circa un quarto dei soggetti monitorati (24%) ammette di avere problemi con il sonno e di dormire poco e male. Il 27% si sente triste e ha difficoltà nel rapportarsi con le altre persone durante le normali faccende quotidiane. Il 19% ammette di trovare rifugio nel cibo, mentre il 18% si scopre poco reattivo e abbastanza apatico. Infine, il 9% degli italiani indagati, ammette di avere un calo del desiderio sessuale.

Secondo il parere del 34% degli esperti coinvolti è necessario non chiudersi in casa, ma continuare a coltivare la propria vita sociale.

Approfittando del freddo infatti, si può scegliere di andare al cinema, al teatro o di organizzare cene e aperitivi con gli amici in casa per allontanare la solitudine. Per 2 esperti su 10 (22%) occorre poi non lasciarsi andare, complice anche la noia, ad un’alimentazione sregolata: una dieta sana deve essere accompagnata da una corretta idratazione, dal momento che l’acqua riesce a mantenere idratato il cervello e, di conseguenza, tenere alte le facoltà intellettive. Il 16% degli esperti, infine, suggerisce l’approccio cromatico: indossare vestiti e accessori colorati fa da contrasto con il clima e i colori grigi dell’autunno e dà un certo relax e sollievo alla vista.

Afferma Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano: “La luce è un biotropo, ovvero un’agente esterno al nostro organismo che ha la capacità di influenzare direttamente il funzionamento interno, cellulare e, ancor di più, intracellulare, con la trascrizione di RNA. Produce cambiamenti nel funzionamento del nostro organismo. In particolare agisce attraverso la retina ed il chiasma ottico, quindi attraverso l’occhio. Uno dei circuiti che influenza maggiormente – aggiunge – è quello ormonale che si pensa essere implicato nella genesi della depressione. La riduzione della luce che avviene in autunno ed inverno produce in alcune persone predisposte, uno stato di vera e propria depressione che ha caratteristiche biologiche peculiari”.

“L’acqua è un alimento che viene spesso ignorato o quantomeno sottovalutato rispetto al suo potenziale influenzamento del nostro stato di salute – conclude Cucchi – È dimostrato per esempio che un innalzamento del consumo di acqua in chi beve poco produce un miglioramento della sintomatologia depressiva soprattutto in riferimento ai pensieri negativi all’addormentamento ed al risveglio. Viceversa una riduzione del consumo di acqua produce un peggioramento della sintomatologia”.