Cfs accorpato ai carabinieri potenzia il presidio del territorio

corpo-forestaleROMA – Un potenziamento del livello di presidio del territorio e’ uno dei punti di forza che derivano dalla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei carabinieri, perche’ mette insieme l’attuale assetto del Cfs con la cooperazione della capillare rete di strutture dell’Arma, delle sue capacita’ investigative e delle sue proiezioni internazionali per le attivita’ preventive e repressive. Insieme a questo ci sono il potenziamento della tutela agroambientale, l’efficientamento dei costi (risparmi fino a 100 milioni in tre anni).

E mantenendo comunque la specialzizazione del personale del Cfs sulle materie agroambientali. E’ quanto e’ stato sottolineato nella conferenza stampa con cui ieri, nella sede del Comando Generale dell’Arma dei carabinieri dove sono intervenuti il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, il comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, e il capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrono, sono state illustrate le principali novita’ derivanti da questa riorganizzazione.

Da essa nasce il Comando per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare, ed e’ stato sottolineato che si trattera’ di una grande forza, fatta di 7mila addetti impiegati sul campo, “che potenzia le capacita’ dell’Italia di preservare e difendere il suo patrimonio paesaggistico, ambientale e agroalimentare”. La scelta di accorpare il Cfs ai carabinieri nasce dal fatto che l’Arma, per il modello organizzativo e operativo di presidio del territorio, garantisce il piu’ alto livello di potenziamento della tutela agroambientale.

Negli anni proprio i carabinieri hanno sviluppato anche competenze specifiche in questo campo con strutture specializzate come i Nac (Nucleo Anticontraffazioni Carabinieri) e Noe (Nucleo operativo ecologico), oltre all’attivita’ dei Nas (Nucleo antisofisticazioni). Riorganizzare non vuol dire porre fine alle competenze di una o dell’altra parte, e infatti nel nuovo comando viene assicurata la specializzazione attraverso l’impiego del personale del Corpo Forestale dello Stato e anche i nuovi immessi verranno specificamente formati, cosi’ da garantire un alto livello professionale nelle materie agroambientali.

Sottolineato, quindi, che il personale del Cfs mantiene le competenze possedute e viene impiegato nell’attuale sede di lavoro e incarico ricoperto. Ed ecco quindi nascere in quest’ottica i ‘Ruoli forestali nell’Arma’. Anche le progressioni di carriera vengono salvaguardate rispettando i criteri attualmente esistenti. La riorganizzazione prevede poi il trasferimento di 750 agenti ad altre forze di polizia o amministrazioni, in particolare il reparto antincendi confluira’ nei vigili del fuoco.

E’ stato fatto inoltre rilevare che con la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato e le altre misure contenute nel decreto legislativo vengono efficientati i costi di gestione e si potranno generare risparmi. Il nuovo comando e’ alle dipendenze funzionali del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali “a conferma dello stretto collegamento del comparto di specialita’ con le competenze, le tematiche e gli obiettivi” del dicastero.