Il Codice della strada è un complesso
di norme emanate per regolare la circolazione stradale dei pedoni,
dei veicoli e degli animali.
Ogni Stato definisce il contenuto e le modalità di esecuzione
e attuazione di tali norme, in base al proprio ordinamento interno
e agli accordi internazionali.
Nel nostro Paese, per esempio, le norme sulla circolazione stradale
attualmente in vigore sono state approvato con Decreto Legislativo
30 aprile 1992, n. 285, mentre il loro Regolamento d'Esecuzione
è stato approvato con il Decreto del Presidente della
Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495.
Le strade degli antichi romani non furono le sole a solcare
la nostra penisola, eppure costituirono una delle prime reti
più organizzate.
All'inizio si presentavano come sentieri polverosi e irregolari,
ma in seguito furono trattate con maggior cura, diventando sempre
più preziose per le necessità militari, commerciali
e di comunicazione fra le varie province.
Ai loro lati spuntarono pietre miliari, locande per mangiare
e dormire, fontane per bere e stazioni per il cambio dei cavalli.
Si sa che Giulio Cesare, un anno prima della sua morte, promulgò
la Lex Iulia Municipalis. Questa legge comprendeva un insieme
di regole riguardanti l'accesso e la conduzione dei carri all'interno
della città. Ai mezzi pesanti, per esempio, era vietato
il transito dall'alba sino al pomeriggio inoltrato. Tale divieto,
però, non toccava i veicoli della nettezza urbana, quelli
utilizzati per i materiali da costruzione di edifici pubblici
o di culto e i carri che trasportavano sacerdoti e sacerdotesse
durante le cerimonie.
Sicuramente altri simili regolamenti sono stati dettati anche
nei secoli successivi, in varie parti del mondo, per quanto
non sia sempre facile documentarli.
Si arriva così al marzo del 1865, sempre in Italia, quando
fu emanata una legge che stabiliva alcune regole sulla velocità
e il corretto comportamento per i conducenti dei veicoli a trazione
animale.
Nel 1923, con un regio decreto vennero dettate le norme per
disciplinare il traffico di quel tempo. Cinque anni dopo venne
creata la Milizia della Strada, il cui compito era quello di
far rispettare le regole fissate con il regio decreto. Tale
milizia fu destinata a evolversi negli anni seguenti, sino a
quando si costituì il primo vero organo di Polizia Stradale,
gestito dal Ministero dell'Interno: siamo nel 1947.
Nell'estate del 1959 entrò in vigore il famoso "Testo
Unico" sulla circolazione stradale: il D.P.R. che porta
la data appunto del 15 giugno 1959, n. 393. Era composto da
147 articoli, più i 607 dell'annesso Regolamento. Questa
legge ha accompagnato gli italiani per un terzo di secolo, cioè
sino al cosiddetto "Nuovo Codice della Strada" del
1992.
Collana Carola