La colomba: leggende e origini del tipico dolce pasquale

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É un dolce apprezzato da tutti: ma dove si collocano le origini e, soprattutto, cosa serve perchè si possa parlare di “vera” colomba?

Tradizionale con glassa e mandorle, farcita, al cioccolato. Protagonista sulla tavola di questi giorni è senza dubbio lei: la colomba. Un sondaggio indica che il 57% degli italiani ha preferito all’uovo questo dolce, simbolo, per la sua forma, di pace e amore. Forse non tutti sanno però quali siano le origini della colomba, attorno alle quali sono fioriti miti e leggende.

Le radici

Secondo la tradizione le sue radici risalirebbero a Pavia nel 672. Si narra infatti che la regina Teodolinda avesse ospitato un gruppo di pellegrini irlandesi, guidati da San Colombano, i quali avrebbero rifiutato le carni che erano state loro offerte perchè ritenute troppo ricche in un periodo di penitenza quale era quello quaresimale. Di fronte al risentimento di Teodolinda Colombano, dopo averle benedette, avrebbe trasformato le pietanze  in colombe di pane, bianche come le loro tuniche monastiche.

Altre fonti parlano invece di una origine relativa al re longobardo Alboino, al quale, nel 610, dopo l’assedio di Pavia sarebbe stato offerto un pane dolce dalle forme del  volatile.

Una terza interpretazione la farebbe risalire alla battaglia di Legnano del 1176, anno della clamorosa vittoria dei Comuni della Lega Lombarda sull’Imperatore germanico Federico Barbarossa. Si narra che un condottiero del carroccio per celebrare il successo avrebbe fatto confezionare dei pani speciali in omaggio alle tre colombe che durante la battaglia si erano posate sulle insegne lombarde.

La colomba ai giorni nostri

Tralasciando le leggende, l’invenzione della colomba che noi tutti apprezziamo e conosciamo si colloca nella Milano degli anni ’30. L’autore è un certo Dino Villani, artista e pubblicitario mantovano nonchè ideatore del concorso che poi diventerà Miss Italia, al quale venne in mente di sfruttare gli stessi macchinari che la nota industria dolciaria Motta già utilizzava per produrre il panettone per creare un nuovo dolce pasquale dalla ricetta simile. Nacque così la colomba, innovativa soltanto per la forma che riprendeva il simbolo pasquale per antonomasia e per la superficie rivestita con glassa all’amaretto e mandorle. In breve tempo la nuova creazione spopolò.

Gli ingredienti

Nel 2005 il Ministero delle Attività produttive in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole ha stabilito con decreto gli ingredienti essenziali della “colomba”: farina di frumento, zucchero, uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d’uovo, o entrambi, in quantita’ tali da garantire non meno del quattro per cento in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantita’ non inferiore al sedici per cento; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantita’ non inferiore al venti per cento; lievito naturale costituito da pasta acida. Con facoltà di aggiungere latte e derivati, miele, malto, burro di cacao.

Per “colomba” si intende questo e soltanto questo. Senza il rispetto di tale disciplinare si potranno ugualmente ottenere prodotti ottimi alla vista e al palato ma si potà parlare soltanto di “dolce tipico pasquale”