Erika Gottardi, un mix di professionalità, di freschezza e di talento

ROMA – Frizzante, sorridente e professionale, così può essere definita a buona ragione la conduttrice ed esperta di moda Erika Gottardi che ci svela – durante un’intensa chiacchierata a cuore aperto – i segreti per condurre alla grande…

Erika, presentati ai nostri lettori con pregi, vizi e virtù…

“In realtà sono una donna semplice. Molto più di quanto si possa immaginare o di quanto possa apparire. Chi mi conosce lo sa: mi entusiasmo per le piccole cose, oltre che per il lavoro ovviamente. I miei riferimenti sono la famiglia ed i miei cani e sono felice anche solo di giocare nel mio bosco con loro.

Condivido la mia vita professionale con un grande Uomo e professionista che è Massimiliano Piccinno, al quale vanno grandi meriti. Woman & Bride è un progetto imponente, la cui realizzazione richiede dedizione ed impegno e Massimiliano è il fautore della maggior parte dei contenuti editoriali e publiredazionali. Insieme svolgiamo tutte le attività, dividendoci i ruoli, poi chiaramente ci sono eccellenti collaboratori: grafici, fotografi, traduttori, giornalisti ma il cemento armato della nostra azienda siamo noi, Massimiliano ed io.

Mattiolo Couture by Gai MattioloLa conduzione di eventi infine è ormai un attività che va di pari passo con quella editoriale, soprattutto è una grande, grandissima emozione, ogni volta sempre diversa. È iniziata qualche anno fa per caso ed è diventata una grande passione ed oggi un irrinunciabile professione.

Infine, la mia nomina in Camera Nazionale della Moda Svizzera lo scorso anno, ha rappresentato per me un grande traguardo ma anche una altrettanto grande responsabilità. Proseguo con incredibile soddisfazione il percorso con CNMS e con il suo presidente, Franco Taranto, cercando di dare sempre il massimo delle mie possibilità. Il Ticino poi è diventato con il tempo la nostra seconda Patria e siamo professionalmente ed emotivamente legati a questo splendido territorio.

Per quanto riguarda i miei pregi, vizi e virtù, sicuramente ho molti difetti e pochi pregi ma devo dire che ho imparato ad avere un eccellente rapporto con me stessa e ad oggi non cambierei nulla. Con il tempo ho imparato a riconoscere i miei difetti ed ad ottimizzarli nel modo giusto. So quali sono i miei punti di forza e di debolezza e, onestamente, non me ne faccio un cruccio. Bisogna imparare ad amarsi ed a valorizzarsi se si desidera dare il meglio di sé a coloro che ci circondano altrimenti si rischia di far passare un messaggio errato. Attenzione non parlo di presunzione o eccesso di edonismo ma di semplice, sana autostima”.

Sei una donna di spettacolo e si intravede immediatamente la tua preparazione e la tua classe. Ma a chi ti ispiri quando conduci?

“Chi mi conosce sa che la mia icona professionale è Raffella Carrà, per il suo talento, la sua grazia e la sua incredibile eccellente bravura. Chiaramente lei è inarrivabile ed io non posso neanche lontanamente paragonarmi a lei ma, almeno posso apprendere e guardare ad una vera grande professionista come ormai ce ne sono poche”.

Quali sono – secondo te – le qualità essenziali che deve avere una brava conduttrice?

“Non esistono dei requisiti e parametri prefissati, sicuramente, come dico spesso, è fondamentale essere sé stessi e non cercare mai di apparire qualcosa di diverso da ciò che si è. La naturalezza è d’obbligo per il rispetto che portiamo al nostro pubblico.

Quando si è in scena non siamo soli ovviamente, davanti a noi abbiamo un pubblico, una platea che merita rispetto e noi siamo lì per loro. Non dobbiamo mai deluderli, non dobbiamo recitare ruoli che non ci appartengono, dobbiamo mostrarci per ciò che siamo, le persone ci sentiranno più vicine.

Sergio Arcuri, Erika GottardiAltro elemento fondamentale è avere sempre tanta voglia di imparare, di osservare coloro che hanno più esperienza, avere tanto amore per la professione ed il pubblico al quale ci rivolgiamo e, sicuramente, avere tanta voglia di emozionarsi. È assolutamente bandita invece qualsiasi forma di presunzione.

Tecnicamente è fondamentale avere una corretta pronuncia senza inflessioni dialettali, un buon corso di dizione è sempre importante. Ancora più decisivo poi “il rapporto con il microfono”, può far sorridere questa affermazione, me ne rendo conto, tuttavia quando si è in scena si è “soli con il microfono” e la sua corretta gestione è alla base di una buona conduzione. La giusta distanza, i tempi di espressione né troppo veloci né troppo lenti, l’intonazione vocale e tanti, tanti, tanti altri elementi come ad esempio la capacità di “problem solving” quando accade qualche evento non previsto durante una diretta. Fondamentale la capacità di mantenere la calma, il sorriso e saper gestire la situazione senza che il pubblico ne risenta troppo. Le capacità si possono acquisire con lo studio e l’esperienza ma bisogna tener conto che è davvero fondamentale non pensare mai di aver imparato tutto”.

E un bravo conduttore?

“Non ci sono grandi differenze tra una conduttrice ed un conduttore. I requisiti tecnici, professionali ed emotivi sono sostanzialmente gli stessi. Spesso ho assistito a conduzioni maschili e femminili disastrate per più di un motivo: ad iniziare dalla pronuncia per proseguire con l’incapacità di argomentare e dialogare con il pubblico durante un imprevisto e terminando con l’utilizzare addirittura parole fuori luogo pur di risultare “simpatici” a tutti i costi. Ecco, chi vuole fare questo lavoro ed approcci ad un qualsiasi testo che insegni a parlare in pubblico, si renderà conto che il sorriso è fondamentale, la battuta forzata e fuori luogo no”.

Chi stimi maggiormente tra i maschietti?

“Sono tantissimi i nomi che potrei fare: famosissimi anchorman, uomini di grandissimo spessore professionale ed umano. Claudio Bisio, Gerry Scotti, Paolo Bonolis, Carlo Conti. Ogni conduttore che si voglia definire tale non dovrebbe esimersi dal seguire l’esempio dei grandi. Ad Aprile ho avuto il grande piacere di partecipare alla trasmissione “Ciao Darwin” come concorrente e dunque ho avuto la possibilità di vedere all’opera Bonolis. Si rimane letteralmente “a bocca aperta” ad ammirare dal vivo le sue capacità professionali. Instancabile, eclettico, versatile, spesso lavorava a braccio. Lo ritengo un vero genio”.

ERIKA GOTTARDI - Mattiolo Couture by Gai MattioloTi piacerebbe co-condurre con loro?

“Certo che si! Sarebbe davvero meraviglioso! Devo dire che ultimamente sono stata molto fortunata sul palco perché ho avuto accanto a me eccellenti professionisti. Il mio collega Stefano Dani con il quale condivido il palco per gli eventi firmati Camera Nazionale della Moda Svizzera e l’attore, produttore e presentatore Sergio Arcuri, fratello della splendida Manuela, ammirato ed amato dal grande pubblico per la sua evidente bellezza ed incredibile stacanovista di incredibile talento e bravura”.

A proposito, come ti prepari per una co-conduzione?

“Se è la prima volta che lavoro con un nuovo collega, chiaramente è fondamentale concordare il tutto con un certo anticipo, se diversamente si ha già un certo affiatamento, sicuramente il lavoro è più semplice e basta davvero anche solo uno sguardo per capirsi al volo. Comunque in generale, concordo tutto in anticipo e studio la scaletta di entrambi ovviamente”.

Quali sono le maggiori difficoltà che si possono riscontrare quando si conduce con altre persone?

“Sino ad ora per fortuna non ho avuto grosse difficoltà. Ciò che può accadere è che si registrino dei “fuori programma”, interventi più lunghi rispetto al tempo stabilito in scaletta, può accadere che ci sia un problema tecnico: una luce che smette di funzionare o altro. L’importante è gestire sempre la situazione senza che il pubblico ne debba risentire. Il pubblico è lì per noi, per lo spettacolo e merita tutto il nostro amore e la nostra attenzione”.

A proposito di difficoltà: come le affronti?

“Sul palco? Come accennavo, la capacità di “Problem Solving” è, a mio parere, uno dei requisiti fondamentali per chi svolge la mia professione. Può accadere purtroppo che qualcosa vada diversamente da come si era previsto ed è necessario e doveroso in tal caso essere all’altezza della situazione, mantenere la calma ed il sorriso e procedere a dialogare ed intrattenere il pubblico durante tutto il tempo necessario al ripristinarsi della normalità. Purtroppo è un difetto che invece ho riscontrato in alcuni colleghi che “vanno in palla”, una volta ho assistito addirittura al cosiddetto “palco vuoto”, una musica che non parte ed un presentatore che non interviene, qualcosa di impensabile davvero! Nella vita è un pò come sul palco, è sempre fondamentale mantenere la calma e cercare la soluzione migliore per tutti. Di questi tempi purtroppo si sente parlare sempre più spesso di difficoltà ed io per prima ne ho affrontate parecchie sino ad ora. Alla fine le difficoltà fanno parte della vita e tutti le affrontiamo, l’importante è fare in modo che tutto si trasformi in un bicchiere mezzo pieno, in un esperienza di crescita positiva”.

E le novità? Ti spaventano o ti affascinano?

“Mi affascinano e mi incuriosiscono. Dinanzi ad una nuova avventura professionale non vedo l’ora di viverla e studio e mi preparo sempre al massimo per affrontarla al meglio”.

E che cosa – in particolare – oggi affascina Erika Gottardi?

“Professionalmente le nuove sfide, ad esempio studiare ed iniziare percorsi anche diversi da mio se pur paralleli come la recitazione. Grande fascino su di me esercitano sicuramente gli incarichi professionali che mi portano a conoscere nuove città, nuove culture e persone, una conduzione in una città che ancora non ho visto ad esempio. Anche nella vita sono affascinata dalle nuove esperienze, dai luoghi nuovi. Sono felice quando percorro Km e Km con la mia macchina, mi piace stare con me stessa. Sono altresì felice quando ho il tempo di stare a casa mia con la mia famiglia ed i miei cani. Sono affascinata dalle epoche, ad esempio amo gli anni ’50 e ’60 e sono una instancabile ricercatrice di oggetti vintage”.