Ester Campese, l’artista delle donne

Campey con Riccardo BramanteSPOLETO – Si è conclusa domenica 24 luglio, con un eccellente successo sia presso il grande pubblico sia presso gli addetti ai lavori, l’esperienza presso la mostra Spoleto Arte della pittrice internazionale Ester Campese in arte Campey che ha visto la sua partecipazione attraverso una propria mini-personale, a Palazzo Leti Sansi.

Campey ha dedicato questa exibition al produttore Riccardo Bramante che condivide con lei la quotidianità.

L’evento concomitante al Festival dei due Mondi è stato organizzato dal manager Salvo Nugnes ed è stato curato da Vittorio Sgarbi che ha selezionato personalmente le sette opere esposte. La sua parole e i suoi consensi nei confronti della sua arte, hanno emozionato e riempito il cuore di orgoglio alla Campese.

La tematica scelta da Campey è quella dedicata alle “donne” con un attraversamento nel tempo e nelle varie sfaccettature. Troviamo – infatti – nei suoi quadri la donna passionale “spagnola”, quella più moderna e “celebrale, passando dalla rievocazione di un antico ottocentesco o di passato man mano sempre più recente fino a raggiungere agli anni Anni Venti e a una visione contemplativa dell’ essere femminile , accostata alle rose.

Campey con SgarbiMa vediamo di conoscere meglio e da vicino Ester Campese …

Fin da bambina ha sempre avuto la curiosità di sperimentarsi in varie discipline artistiche tra cui la danza, la musica e la pittura. Da una forte componente contemplativa e un urgente bisogno di comunicare ha pian piano incanalato le energie verso la pittura, prima sporadicamente, poi come un percorso interiore fino a divenire una costante, quasi una necessità. Autodidatta, diventa fondamentale la permanenza in Brasile, dove nel 2000 sperimenta un uso del colore vivace con accostamenti talvolta inusuali. Le viene riconosciuto in una delle prime critiche questo uso del colore definendola colorista polimaterica.

Sperimenta infatti nel percorso artistico l’utilizzo di vari materiali quali creta, juta, polvere di vetro, gesso, carta, acrilico, fino ad approdare alla tecnica olio su tela.

Le donne di CampeyAma l’astratto e gli slanci dei futuristi cui si ispira. In particolare quando si orienta verso leopere informali ed astratte si riferisce spesso ad Alberto Burri, Joan Mirò e Vassily Kandinsky.

Una volta rientrata in Italia nel 2001 si stabilisce a Roma, città in cui attualmente vive. Si è affiancata a laboratori con altri artisti, di volta in volta, sia italiani che stranieri con cui ha potuto scambiare le varie e personali esperienze. In questo ambito si è spostata verso la tecnica olio su tela ed il figurato, mantenendo un legame verso i grandi maestri del passato cui si ispira ma reinterpretandoli in una chiave personale.

Le prime mostre l’hanno subito portano in scenari fuori dal nostro Paese.

Tra le mostre all’estero segnaliamo le seguenti:

Campey e suoi quadriBratislava –Palazzo Palffy
Londra –Galleria PallMall
San Pietroburgo –Galleria Centrale Unione
Volgograd e Mosca – Central House of Artists
Barcellona – Crisolart Gallery
Parigi Montmartre – I-Gallery
Miami –Hotel Victor
Osaka – Systema Gallery

In Italia ha partecipato a biennali e svariate mostre, quali, tra le altre:

Umbertide – Biennart- Biennale Internazionale d’Arte in Umbria
Roma – Romart – Biennale Internazionale di Arte e Cultura Romart – polo fieristico RM
Venezia – Words and Works – Galleria Venice Art Factory – (concomitante Biennale VE)
Spoleto incontra Venezia – Palazzo Giustinian – Venezia – (concomitante Biennale VE)
Spoletoarte – Palazzo Leti Sansi – anno 2015
Spoletoarte – Palazzo Leti Sansi – anno 2016
Bologna –Arte a Palazzo – Galleria Farini
Roma – Sale del Bramante
Roma – Complesso Museale Agostiniana
Roma – Villa Eur
Roma – Galleria Domus Romana