Il fascino delle “infiorate”: origini, curiosità, aneddoti storici

infiorateCosa non si fa con i fiori

Inimmaginabili creazioni di fiori con persone che si adoperano per giorni e giorni nell’Infiorata di Noto (che ha preso il via nel 1980) all’interno della primavera barocca, con tanto di corteo, personaggi in costumi risalenti a periodi storici e figure che allietano musicalmente le vie storiche. L’origine si perde nella notte dei tempi e, spostandoci nella città di Genzano, le persone vi si dedicano anima e corpo realizzando metri e metri (oltre 120, con la presenza di circa 15 bozze) di disegni con fiori di tutti i tipi.

Se i fiori son tanti ma proprio tanti…..!

A Vignanello con la collaborazione della collettività le vie del centro sono attraversate da uno manto di fiori ma tutto il lavoro viene svolto dal pomeriggio antecedente la festività del Corpus Domini, prosegue per tutta la notte mentre la processione ha inizio dalla Chiesa Collegiata. A Bagni Misteriosi (teatro Franco Parenti) oltre ventimila fiori vengono impiegati per accogliere la primavera e l’infiorata è realizzata dal maestro Fabio Carturen. A Pescasseroli nel mese di giugno, dal 1990, si svolge l’infiorata nell’abbazia dei Santi Pietro e Paolo.

Alle “vie chiort” e alle “vie ritt”

Nel Seicento nella zona del Vaticano cercarono di realizzare e creare opere d’arte con fiori, poi, propagatosi ai Castelli Romani; il lavoro dura per tutta la notte: si colorano i petali dei fiori e, facendo appello a reminiscenze storiche, ci dicono che la prima Infiorata predisposta per il giorno del Corpus Domini ebbe l’incipit solo sul finire del Settecento. In passato vi erano solo gli altarini decorati con fiori ed erbe (detti spun’ ch ) con lo svolgimento di non una ma ben due processioni e, precisamente, una il giovedì (alle vie chiort) e una di domenica (alle vie ritt).

Un tappeto di 1000 metri quadri

Un’altra infiorata è dedicata a S. Luigi Gonzaga a Città della Pieve: un vero e proprio incontro che i cittadini hanno con i turisti ed ogni anno lo spettacolo è sempre più bello per dar vita, così, ad un enorme tappeto (non quello delle “Mille e una notte”) di circa 1000 metri quadri. C’è anche l’infiorata di Poggio Moiano in cui, seppur l’iter ha subito variazioni nel corso degli anni, gli infioratori si ritrovano sul posto in oltre cinquecento; il tragitto inizia a prender forma dalla notte del venerdì antecedente.

La luce: poca!

Volendo scoprire qualche segreto: c’è tutto un procedimento dietro per arrivare al prodotto finale; i fiori, dopo essere stati staccati dal proprio gambo, subiscono un altro processo: son lasciati essiccare in ambiente poco illuminato e, successivamente, ridotte in polveri. Le infiorate si svolgono anche in altri posti quali Spello, Scarperia dove i fiori più usati sono i garofani, Pietra Ligure, Montefiore dell’Aso, Corridonia in cui la manifestazione è intervallata, nella notte del sabato, dal rilascio di lanterne illuminate nel cielo.

A cura di Mariacristina Salini