Francavilla: psichiatra, “Filippone ha coperto sisma interiore”

CHIETI – “Nulla cambia e accade di così drammatico in una sola notte. In realtà è come un terremoto che viene reso possibile nel corso di lunghe settimane precedenti e di lunghi mesi precedenti. C’è poi il grande sforzo che ha fatto questa persona di negare, di coprire e poi, di far apparire tutto normale, tutto quotidiano e tutto assolutamente regolare, mentre dentro la sua mente nel corso delle settimane si andava prefigurando una sorta di tragico cataclisma, una sorta di drammatico terremoto che come i terremoti, e come i maremoti, è esploso domenica mattina, ma che per certo e sicuramente aveva la sua incubazione nella mente di Filippone, molte settimane e molti mesi prima”.

E’ l’opinione di Massimo Di Giannantonio, ordinario di Psichiatria all’Università degli studi D’Annunzio di Chieti, che è stato per ore sul viadotto Alento, insieme a forze dell’ordine e mediatori, a cercare di convincere Fausto Filippone a desistere dai suoi propositi suicidi, parlando della tragedia accaduta domenica mattina fra Chieti Scalo e Francavilla al Mare (Chieti).

Francavilla al Mare: psichiatra, “L’uccisione della figlia? Gesto programmato”

“Dobbiamo attenerci ai fatti e disgraziatamente io sono stato testimone oculare di quei fatti. E mi chiedo: quale padre prenderebbe per mano la figlia di dieci anni, la condurrebbe per mano lungo uno dei viadotti più alti di tutta l’autostrada, le farebbe scavalcare il guard rail, la metterebbe in piedi con lo sguardo e il corpo verso il vuoto, la cingerebbe col braccio e all’arrivo della macchina della Polizia Stradale con un gesto immediato, irreversibile e non bloccabile, la spingerebbe volontariamente di sotto?”.

Lo ha affermato il professor Massimo Di Giannantonio rispondendo alle domande sulla volontà o meno di Filippone di non voler, almeno nella idea iniziale, di risparmiare la figlia dal suo folle gesto.

Filippone l’ha condotta in luogo e situazione ‘irreversibile’

“Come facciamo a pensare che non ci fosse un pensiero, un progetto, molto ben radicato e deciso, e addirittura molto ben programmato? Non è avvenuto un incidente per caso. È stato un gesto volontario in un luogo scelto appositamente che non dava nessuna possibilità di scampo”, ha aggiunto Di Giannantonio.

Francavilla: psichiatra, solo 3,5% Pil per salute mentale

“Il disagio sociale, la crisi economica e la crisi di valori, della coppia, la crisi delle interazioni sociali, degli affetti all’interno delle famiglie e più in generale la crisi delle relazioni predispone un terreno drammaticamente fertile alla realizzazione di queste tragedie immani. Questa è una tragedia immane che ci fa riflettere in modo drammatico sopra la fragilità, la vulnerabilità, la possibilità che crisi esistenziali e della vita possano dare origine a delle tragedie senza purtroppo, e parlo da tecnico, darci dei segnali anche minimi, per poterci far intervenire a livello della prevenzione e a livello della terapia. Questo susseguirsi di fatti drammatici ci indica il grado di sofferenza mentale, sociale, relazione e affettiva che è uno dei punti che caratterizza il nostro sistema sanitario nazionale”.

Così il professor Massimo Di Giannantonio denunciando la poca spesa sanitaria destinata alla cura nel nostro Paese delle malattie mentali.

Di Giannantonio: Francia e Germania arrivano al 12%, qui peggiora

“Per la salute mentale l’Italia spende il 3,5 % del Pil, mentre altri paesi europei quali Francia, Germania e Gran Bretagna arrivano a spendere oltre il 12% del Pil. Se la salute mentale peggiora, drammaticamente peggiora la salute dell’intera società italiana”, ha detto Di Giannantonio.