Franco Siddi e le sfide per lo sviluppo del settore radiotv italiano

Franco SiddiROMA – La migrazione dalla banda 700MHz per fare spazio alla banda larga mobile di quarta e quinta generazione; un intervento legislativo che metta mano in modo organico al riordino dei contributi pubblici a favore dell’editoria, specie per evitare l’affondamento dell’emittenza locale; dare sostanza al ddl cinema e audiovisivo e alla riforma in materia di attivita’ culturali; fare in modo che l’Agenda digitale non continui a ignorare la televisione come volano per il successo del progetto di infrastrutturazione che annulli il gap dell’Italia con la Ue.

Senza dimenticare l’esigenza di rimuovere le asimmetrie normative e regolamentari con gli operatori di Internet che rischiano di perpetuare “un iniquo vantaggio competitivo in una fase di mercato cruciale per lo sviluppo del nostro settore”, sfruttando “rendite di posizione” non certo a beneficio dei consumatori.

Sono queste alcune delle principali sfide per lo sviluppo del settore radiotelevisivo italiano, cosi’ come le ha disegnate Franco Siddi, presidente di Confindustria Radio Televisioni (CRTV), nella relazione in occasione dell’assemblea generale che quest’anno ha per tema portante “Televisioni e radio, broadcasting e oltre”. Siddi e’ a capo di CRTV da qualche mese, indicato dal Cda e dal dg Rai.