Governo: il saluto del Presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni

Governo: il saluto del Presidente del Consiglio uscente Paolo GentiloniIeri, in data 25 maggio, il Presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni, ha salutato Palazzo Chigi nonché tutti i dipendenti e collaboratori della Presidenza del Consiglio

Con il nuovo Governo esecutivo, quello uscente ha ceduto il posto. Così il Premier uscente Paolo Gentiloni nel saluto accolto dagli applausi:

“Il mio mandato completa un percorso di tre governi, Letta, Renzi e il sottoscritto. La legislatura era nata in circostanze sia economiche che istituzionali a dir poco complesse. Penso che a cinque anni si possa dire che comunque la si pensi dal punto di vista politico, lasciamo un Paese con più crescita, tutto sommato anche con più lavoro, con più diritti. Con i conti in ordine, con più chiarezza, avendo inferto dei colpi molto importanti al traffico clandestino di esseri umani. E avendo credo, occupato il posto che compete all’Italia nel contesto internazionale, europeo, mediterraneo.

Questo lavoro certamente non ha cancellato le ferite, le cicatrici di una crisi lunghissima che è stata la crisi più grave del nostro dopoguerra. E il risultato delle elezioni è lì a ricordarcelo in modo molto serio. E tutto deve fare chi governa, tranne che mancare di rispetto ai risultati delle elezioni. Quindi non c’è il minimo dubbio che quei passi in avanti che abbiamo fatto con questi tre governi, di per sé non hanno eliminato le conseguenze di quelle ferite, di quelle cicatrici ancora aperte nella nostra società. Bisogna prendersene cura di queste cicatrici, della rabbia, del disagio, delle difficoltà economiche, delle paure che provocano. Ma bisogna stare molto attenti a prendersene cura senza dilapidare il lavoro che è stato fatto in questi anni.

Poi il consiglio al nuovo governo:

Risalire una china per cinque lunghi anni come in fondo l’Italia ha fatto, non solo i governi ma soprattutto le comunità, le famiglie, le imprese, i lavoratori italiani, non è semplice. Il lavoro richiede perseveranza costanza impegno, sacrificio, professionalità. Purtroppo per andare fuori strada non servono cinque anni, bastano pochi mesi, talvolta addirittura poche settimane. Se vi guardate intorno, in giro per il mondo avete esempi di paesi che hanno scelto strade che hanno portato molto rapidamente a situazioni difficili. Quindi dobbiamo prenderci cura delle ferite che sono ancora aperte, ma dobbiamo farlo cercando di andare avanti, mantenere qualità, responsabilità, impegni, nell’azione di governo. Credo che sia molto importante farlo, e che sia l’unico messaggio che è giusto mandare al governo che nei prossimi giorni, sostituirà quello che io ho presieduto”.