La Crocifissione di Guadagnuolo esposta ad Ardea per la Settimana Santa

L’analisi del saggio Renato Mammucari che afferma: “Il Cristo è sempre più vicino alla condizione dell’uomo d’oggi e alla sua immagine che incarna la lotta per la dignità umana”

Guadagnuolo- Crocifi ssione, , olio su tela 300×200 cm

ARDEA (RM) – Il pittore Francesco Guadagnuolo documenta, in occasione della Santa Pasqua ad Ardea, vicino alla Capitale, un eccezionale capolavoro pittorico, la “Crocifissione”, dalle misure 3 x 2 metri che sarà esposta nella mostra a lui dedicata Domenica delle Palme 9 aprile 2017, con inaugurazione alle 18,30, al Centro di Cultura Domus Danae, via Pratica di Mare, 9 e si potrà ammirare sino a martedì 18 aprile 2017.

Scrive Renato Mammucari:

“Nella crisi che ha pervaso tutto il Novecento, gli artisti hanno ricercato quella spiritualità abbattuta proprio nel tema del Cristo e della “Crocifissione”, che diventa così il soggetto sacro più rappresentato. Il Crocifisso è l’archetipo umano e il Volto di Cristo dialoga con l’uomo contemporaneo per dare ancora delle risposte riguardo ai crimini sul pianeta e al male dilagante”.

“Nel 1987 il siciliano Francesco Guadagnuolo realizza una sua “Crocifissione”, nel dramma dell’uomo contemporaneo, che viene presentata a Roma all’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, sorprendendo i presenti per aver prodotto una nuova immagine della Crocifissione; grazie a tale opera viene indicato dalla critica come l’interprete del nuovo realismo del dopo Guttuso”.

“Nell’opera di Guadagnuolo, Cristo continua a morire in un mondo ancora da salvare. L’artista fa vedere i vizi dell’umanità e i mutamenti dei popoli e dimostra che la classe politica, nonostante le sue insidie, menzogne e fallimenti, sia ancora a governare. Vediamo in quest’opera il nostro pianeta ferito, afflitto dall’ingiustizia, dallo spasimo umano e dalla cosiddetta cultura della morte (terrorismo), piaga nel terzo Millennio. Il tema prevalente in quest’opera è la meditazione sull’inquietudine e la crisi umana dei nostri tempi: l’uomo vive nel dubbio e trovandosi carente di certezze diventa inabile nel dare risposte circa la propria esistenza”.

“Il dolore personale, unendosi allo strazio degli altri uomini, diventa universale. Ci si domanda quale destino sia riservato all’umanità: l’essere umano vive di rinunce, ma viene ancora sorretto da certi valori etici, nell’attesa di un’esistenza più umana. L’uomo riuscirà a dare senso alla propria vita? Questo interrogativo appare in tutta l’opera che è avvolta da un senso metafisico sul mistero della vita, della morte e della Resurrezione. Predomina la figura di Cristo, il cui corpo pare mutarsi in anima avvolta da intensa luce solare, che apre alla redenzione dello spirito”.