Microtransazioni: sono il futuro dei giochi online?

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Il futuro dei giochi online e – forse – dei giochi in generale? Forse dovreste abituarvi alle microtransazioni, soprattutto se avete intenzione di giocare a titoli 2K Games o Rockstar, che sembrano aver ben compreso cosa significhi introdurre “spese ricorrenti per i consumatori” e ottenere un lucro da esse.

Qualche tempo fa, ad esempio, Il CEO di Take-Two Interactive Strauss Zelnick ne ha fatto cenno durante un incontro con gli investitori, affermando che le “microtransazioni” nei prodotti di Take-Two, la società madre di 2K Games, 2K Sports e Rockstar Games, potrebbero diventare una costanza, e che si è al lavoro per poterle rendere una priorità da integrare nell’esperienza di gioco generale.

Ad ogni modo, tutto ciò non dovrebbe essere una sorpresa. Grand Theft Auto Online e MyPlayer di NBA 2K18 hanno ottenuto ingenti risorse dagli utenti negli ultimi cinque anni, tanto che qualche mese fa lo stesso Zelnick si era vantato del fatto che le microtransazioni rappresentassero il 42% delle entrate della società per il trimestre.

“Abbiamo detto che puntiamo ad avere opportunità ricorrenti di spesa per i consumatori per ogni titolo che distribuiamo attraverso questa azienda. Potrebbe non essere sempre un modello online, e probabilmente non sarà sempre un modello di valuta virtuale, ma ci sarà una certa capacità di impegnarsi su base continuativa con i nostri titoli dopo il rilascio a tutti gli effetti” – ha precisato ancora Zelnick.

L’orientamento verso le tanto discusse microtransazioni arriva in un un periodo particolarmente florido per il mercato dei videogiochi, ma anche piuttosto decisivo, considerando che si sta decidendo il destino dei giochi single-player basati sulla trama. Qualche mese fa ad esempio Electronic Arts ha messo la spina su un ambizioso progetto di Star Wars scritto da Amy Hennig, già sceneggiatrice della serie Uncharted. Da allora, però, sono stati lanciati giochi con modalità single player molto importanti, come Assassins Creed Origins o Super Mario Galaxy nella stessa data. L’ultimo episodio della fortunata serie Call of Duty è stato lanciato integrando una consueta campagna per giocatore singolo e una suite multiplayer che prevede contenuti scaricabili di alta qualità.

Poco più tardi venne invece rilasciato Star Wars Battlefront 2, con una campagna per giocatore singolo abbastanza rapida (stimata per una decine di ore). Tuttavia, a seguito di una beta pubblica e di una vibrante protesta contro il sistema di spesa di Battlefront, Electronic Arts ha poi modificato il modo con cui gli oggetti possono essere sbloccati.

Sotto Zelnick, il capo dell’esecutivo di Take-Two negli ultimi 10 anni, i giochi Take-Two sono stati molto disciplinati nel seguire la sua visione e, dunque, è ben probabile che si possa sperimentare questa prospettiva anche nel breve e medio termine. L’editore ha in gran parte evitato titoli concessi in licenza, ad eccezione di poche serie. Da allora invece la società si è focalizzata su titoli che possiede o sono di proprietà dei suoi studi.

Insomma, da quanto sopra sembra che il modello GTA Online / MyCareer possa diventare lo standard per i grandi titoli di Take-Two Games nel prossimo futuro. E non è certo un caso che i giocatori si stiano attendendo un ambiente di tipo GTA Online per Red Dead Redemption 2, che verrà lanciato nella seconda parte di quest’anno, sebbene almeno per il momento Rockstar non abbia annunciato quali saranno le sue funzionalità online.

“Una delle cose che abbiamo imparato è se creiamo una solida opportunità, e un mondo solido, in cui le persone possano giocare in un modo sempre più ampio, continueranno a tornare”, ha detto Zelnick agli investitori, auspicando l’impegno per poter “monetizzare”.

Insomma, la tendenza sembra essere lanciata, anche se non in tutto il mondo sembra essere così apprezzata e così consolidata. Per esempio, una recente ricerca ha rilevato come gli utenti asiatici siano molto più inclini a effettuare delle microtransazioni all’interno dei giochi che scelgono di acquistare, al fine di ottenere vantaggi competitivi o un’esperienza di gioco sicuramente più appagante, mentre i consumatori occidentali siano molto più resttii verso questo genere di approccio, preferendo invece un’esperienza totale in modalità stand-alone senza necessità di supporti integrativi.

Si noti altresì come l’esperienza delle microtransazioni stia altresì prevalicando i semplici confini dei giochi online, andando ad esempio a interessare alcuni operatori contenuti in questo elenco casinò senza deposito, che stanno cercando di realizzare esperienze sempre più personalizzate per la propria utenza, in un contesto che dovrebbe altresì già essere piuttosto favorevole, considerata l’abitudine alla spesa nelle rispettive piattaforme.

In sintesi, il futuro sembra avere in serbo tante novità per il mondo dei giochi online, e già la seconda parte del 2018 dovrebbe consolidare alcune di queste, permettendoci di comprendere come si evolverà il comparto nel breve termine. Non ci rimane dunque che attendere ancora qualche mese e vedere in che modo i più noti e accreditati operatori decideranno di muoversi in questo frangente…

PR