Giornale Online
Notizie Abruzzo
L'Opinionista Giornale Online su Facebook Giornale Online su Twitter LinkedIN L'Opinionista Giornale Online Pinterest Giornale Online
Giornale Online - Ultime Notizie dall'Italia e dal Mondo L'Opinionista Giornale Nazionale Online
Aggiornato a:
PERCHÈ PAESI IN VIA DI SVILUPPO?
Analizzare il concetto di sviluppo da diversi punti di vista per conoscere ulteriori sistemi di misura e scoprire le contraddizioni di alcuni contesti mondiali.

Paesi definiti comunemente “sottosviluppati” o in via di sviluppo, il cui sviluppo è stato rallentato non solo a causa di fattori economici ma secondo il concetto di sviluppo umano a causa di una serie di problematiche tra le quali:
Le condizioni che determinano:
- accesso all’acqua ridotto;
- assenza di sicurezza alimentare;
- forte presenza di malattie infettive;
- forte vulnerabilità ai disastri naturali.
Dal concetto di sviluppo umano elaborato negli anni 80’ dall’UNDP Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo nasce l'Indice di sviluppo umano. (http://www.undp.org/); Indicatore calcolato sulla base di differenti fattori quali: il PIL procapite, l'alfabetizzazione e la speranza di vita.
La scala dell'indice è in millesimi decrescente da 1 a 0 e si suddivide in quattro gruppi:
Primo 25% dei paesi: paesi a molto alto sviluppo umano
Dal 25% al 50% dei paesi: paesi ad alto sviluppo umano
Dal 50% al 75% dei paesi: paesi a medio sviluppo umano
Ultimo 25% dei paesi: paesi a basso sviluppo umano.
In Africa sub sahariana stando alle ultime statistiche realizzate dal Programma alimentare mondiale, sarebbero circa 350 milioni: il 46% della popolazione, le persone che soffrono cronicamente la fame e, a causa del recente aumento dei prezzi, altri 100 milioni non sono più in grado di assicurarsi un approvvigionamento alimentare sufficiente.
Di conseguenza paesi come la Repubblica Democratica del Congo e lo Zimbabwe misurano rispettivamente un indice di sviluppo umano pari allo 0,239 e 0,140 e occupano gli ultimi posti della scala.
Le cifre indicate non richiedono ulteriori commenti, ma la domanda ricorrente che studiosi, cittadini, geografi, agronomi continuano a porsi è perché l’Africa e anche se in minor parte l’America Latina,, sebbene la grande ricchezza di risorse naturali a disposizione continuano a soffrire la carenza di alimentazione primaria per il sostentamento dell’individuo(?).
Molti paesi africani, pur ammettendo che l'agricoltura è il motore della crescita della loro economia, non hanno mai stanziato fondi sufficienti, né sviluppato politiche adeguate e programmi volti a rendere l'agricoltura il punto focale, al contrario molti stati in Africa spendono oltre il 20% del loro bilancio nazionale per l'acquisto di materiale militare e di altri lussi inutili, mentre il finanziamento destinato all'agricoltura è ancora inferiore al 10%.
Il problema non consiste tanto nella necessità di sviluppare la produzione per aumentare la sicurezza alimentare, quanto nella necessità di ottenere uno sviluppo più equilibrato e consapevole in modo da riassorbire la povertà rurale. Ridurre l'insicurezza alimentare nelle campagne significa quindi rafforzare i meccanismi di protezione sociale delle famiglie rurali e rendere sicure le loro attività agricole.
La cooperazione nei paesi in via di sviluppo vuole invertire questa tendenza rafforzando e riaffermando il valore delle risorse umane partendo dalla rieducazione dal basso. (vedi Paulo Freire “Pedagogia degli oppressi”).
(di Valeria Sciarretta - del 2011-04-13) articolo visto 1439 volte
SFOGLIA ARCHIVIO NOTIZIE
sponsor



Fotogallery



Footer L'Opinionista Press