Abruzzo: Codacons lancia oggi mega-class contro lo Stato per il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici

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71.892 lavoratori possono chiedere  8.800 euro ciascuno di risarcimento per il blocco illegittimo degli stipendi  e per il ritardo nella esecuzione della sentenza della Corte Costituzionale che impone il rinnovo contrattuale dal 1.1.2016. Sul sito del Codacons le istruzioni per aderire all’azione collettiva e l’elenco delle Pubbliche Amministrazioni  interessate

ABRUZZO – Parte oggi l’azione collettiva del Codacons contro lo Stato per l’illegittimo blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici dell’Abruzzo, fermi dal 2010. L’associazione dei consumatori ha pubblicato sul proprio sito internet la pagina attraverso la quale tutti i lavoratori interessati possono aderire alla class action e ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali subiti.

Come è noto – spiega il Codacons – la sentenza della Corte Costituzionale n. 178 del 24 giugno 2015 ha stabilito che il blocco dei contratti del pubblico impiego attuato con il DL n. 78/2010, conv. in Legge n. 122/2010, è illegittimo ma ha limitato tale illegittimità solo al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza stessa.

Per tale ragione i 71.892 pubblici dipendenti dell’Abruzzo possono ora chiedere un indennizzo da “attività legittima” dello Stato che ha bloccato per 6 anni la contrattazione e, contestualmente, possono chiedere un vero e proprio risarcimento per inadempimento dell’obbligo per il periodo successivo alla pubblicazione della sentenza, ossia a far data dal 30 luglio 2015 fino all’effettivo rinnovo.

Con la stessa azione il Codacons chiede insieme ai dipendenti pubblici il rinnovo dei contratti collettivi per il personale pubblico dipendente dall’ 1.1.2016, obbligo direttamente scaturente dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015.

La richiesta che ciascun pubblico dipendente può formulare dunque è di 100 euro al mese a titolo di indennizzo per il periodo che va dal 2010 al 30 luglio 2015 e di 200 euro al mese per il periodo successivo al 30 luglio 2015, perdurando l’inadempimento ormai chiaramente sanzionato dalla Corte stessa, per un totale di 8.800 euro a lavoratore.

Sul sito www.codacons.it le istruzioni utili per aderire alla class action.