Pescara, “Pensaci bene. Non avere fretta”

Pensaci bene. Non avere frettaLo spettacolo andrà in scena venerdi, sabato e domenica 22, 23  e 24 gennaio 2016 al Piccolo Teatro Guascone di Via dei Marsi 41  

PESCARA – Lo spettacolo “Pensaci bene. Non avere fretta” risultato di un progetto di Teatro-Terapia finanziato dall’ASL di Pescara, che vede coinvolti gli utenti dell’Associazione Familiare Regionale “Percorsi” per la Tutela della Salute Mentale di Pescara. La cura dell’allestimento scenico e del laboratorio di Teatro-Terapia è affidata a Raffaella Cardelli medico psicoterapeuta, nonchè membro della Compagnia dei Guasconi di Pescara.

Continua la rassegna teatrale “In-visibili” al Piccolo Teatro Guascone.
Perchè il progetto “ In-visibili”? Il teatro per sua natura dà voce e corpo a ciò che rimarrebbe, diversamente, immateriale,celato dietro l’inchiostro e la cellulosa della carta;è il luogo dove i sogni diventano visibili e condivisibili o quantomeno è quello che la Compagnia dei Guasconi crede. Con il progetto “In-visibili” s’intende dare visibilità e corpo a coloro che non l’hanno non perchè frutto della fantasia di un autore e quindi occultati tra le pagine di un libro ma che, pur avendo un corpo ed una voce, il mondo tende a nascondere al proprio sguardo….perchè scomodi, perchè incrinano le certezze di cui ci nutriamo….in altre parole, invisi, non voluti.

“In-visibili” vuole essere un percorso che mira a svelare l’esistenza di alcuni tra i tanti invisibili di cui il mondo è pieno e offrire allo spettatore uno spunto di riflessione, un ricordo da portarsi dietro che gli serva come prova che gli “in-visibili” in fondo non esistono,siamo solo noi a non volerli vedere. In occasione del III° appuntamento della Rassegna va in scena “Pensaci bene. Non avere fretta”.

In-visibili non sono solo i diseredati, i poveri delle periferie del mondo, le persone che impegnano la propria vita per portare conforto agli ultimi, ma anche i malati mentali. Il progetto di teatro-terapia che coinvolge la Compagnia dei Guasconi nella persona di Raffaella Cardelli in duplice veste di regista teatrale e medico psicoterapeuta con l’Associazione Percorsi di Pescara è oramai al suo secondo anno.

La messinscena “Pensaci bene. Non avere fretta.”narra una storia ispirata a fatti realmente accaduti. Siamo nel 1992, durante la guerra jugoslava, a Domanovici, una piccola cittadina erzegovese che ospitava quello che una volta veniva chiamato manicomio. Nella primavera del 1992 i pazienti vengono trasferiti a Mostar,una città assediata e sottoposta ai tiri di artiglieria dell’JNA (Esercito Federale Jugoslavo). Ma un giorno, lontano da qualunque clamore mediatico,accade l’inaspettato: l’ospedale viene colpito dalle bombe e scoppia un incendio che propagandosi sta per arrivare al deposito delle bombole di gas e ossigeno. A questo punto, di fronte al pericolo, i pazienti, ovvero coloro considerati fino al giorno prima “malati di mente”e pertanto “invisibili”, si organizzano e si danno da fare per salvare il loro ospedale e ci riescono. Ma la loro esperienza andò anche oltre: cominciarono a collaborare con gli anziani,le donne,gli uomini della città, dando loro una mano ad approvvigionarsi con viveri ed acqua e a sgomberare le strade dalle macerie … “ i normali accettarono i pazzi senza i pregiudizi che avevano prima della guerra “.

Sono almeno tre anni che Raffaella Cardelli (curatrice del progetto) e Orazio Di Vito portano avanti uno studio sull’area balcanica, in particolare sulle culture e le tradizioni dei territori dell’ex Jugoslavia. Studio che si riverserà in una trilogia teatrale titolata “Del sangue e del miele. Tre messinscene sui Balcani”. Lo spettacolo “Pensaci bene. Non avere fretta” è allo stesso modo influenzato da questo percorso. Negli anni novanta durante quella che, vale la pena ricordarlo, è stata l’unica guerra avvenuta in Europa dopo la fine del secondo conflitto mondiale, sono accaduti fatti tristi, terribili, di una violenza inaudita e mascherati in qualcosa di altro. Ma in quei giorni dal sapore di sconfitta ci sono stati anche tanti avvenimenti che danno speranza, che fanno venire voglia di andare avanti per vedere come va a finire. La storia dei pazienti di Domanovici è una di queste, una storia che ha insegnato a molti che è complicato se non impossibile tracciare un confine netto tra “normalità” e “pazzia”,soprattutto durante una guerra.Oltre ogni retorica del caso, il teatro riesce ad essere un luogo dove questo confine da linea marcata e spessa diventa un esile filo di seta pronto a spezzarsi alla prima sollecitazione. La storia dei “matti” di Domanovici è stata riportata dallo storico e studioso Angelo Lallo nel suo libro“Il sentiero dei tulipani. Psiconazionalismo in Bosnia ed Erzegovina “ 2011 – Infinito Edizioni.

Il progetto di teatro-terapia è sostenuto dall’ASL di Pescara ed è stato fortemente voluto dall’Associazione Familiare Regionale per la Tutela della Salute Mentale “Percorsi” di Pescara, che esiste e lavora sul territorio da più di venti anni con attività di vario tipo.

Lo spettacolo vedrà in scena oltre agli associati della “Percorsi”anche l’operatrice psicologa Beatrice Massacesi e alcuni attori della Compagnia dei Guasconi (Andrea Maria Costanzo, Viola Carboni e Raffaella Cardelli, che oltre ad essere la titolare del progetto è anche l’autrice del testo). Si andrà in scena venerdi, sabato e domenica 22, 23 e 24 gennaio 2016 al Piccolo Teatro Guascone di Via dei Marsi 41 a Pescara. Il venerdi e sabato con inizio alle 20.30, la domenica alle 18.00. È obbligatoria la prenotazione ai numeri 331-3084486 / 085-75055 o ai seguenti indirizzi mail compagniadeiguasconi@gmail.com oppure percorsiabruzzo@libero.it o se preferite sulla pagina facebook Compagnia dei Guasconi.