Pescara, Vicecapogruppo D’Incecco su ‘caso’ Sansificio

Vincenzo D'InceccoL’emergenza inquinamento atmosferico è stata affrontata oggi in Commissione Ambiente

PESCARA – “Il sindaco Alessandrini si assuma le proprie responsabilità e, a fronte dei risultati negativi dei tre campionamenti eseguiti dall’Arta, firmi l’ordinanza per la chiusura del sansificio di via Raiale, che oggi ha sospeso l’attività solo sulla base di un ‘tacito accordo’ tra Enti, senza alcuna validazione formale del provvedimento.

È evidente che il sindaco sta tentando di tenersi ai margini della vicenda, sperando di sbolognare il problema sulle spalle della Provincia, ma forse Alessandrini dimentica che il suo ruolo è quello di primo tutore della salute pubblica, e non può ignorare il ‘caso’, specie a fronte dell’emergenza aria che Pescara sta vivendo.

Dopo la prima seduta convocata oggi dalla Commissione Ambiente, una seduta insufficiente vista l’assenza dei vertici dirigenziali, gli unici competenti a dare risposte concrete, ho chiesto la convocazione di una seconda seduta proprio con i dirigenti del settore e del sindaco Alessandrini, che deve dare delle risposte”. Lo ha detto il Vicecapogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Vincenzo D’Incecco al termine della seduta della Commissione Ambiente, convocata oggi come da richiesta protocollata il 15 gennaio scorso.

“Meglio tardi che mai, finalmente oggi siamo riusciti ad affrontare in Commissione l’emergenza inquinamento atmosferico in riferimento alla vicenda del sansificio di via Raiale – ha spiegato D’Incecco -, peccato che abbiamo potuto farlo avvalendoci solo di una relazione visto che nessuno dei dirigenti si è presentato per spiegare il ‘caso’ ai Commissari e rispondere agli eventuali quesiti. Dalla relazione è emerso che sino a oggi sono stati eseguiti tre campionamenti sulle emissioni del sansificio: il primo il 23 ottobre, con risultati consegnati solo il 2 dicembre; il secondo il 3 dicembre, risultati consegnati il 23 dicembre; il terzo il 15 gennaio scorso.

E in tutti e tre i casi è stato certificato lo sforamento dei valori limiti, cui hanno fatto seguito le semplici diffide della Provincia di Pescara a continuare nelle proprie attività permanendo le attuali condizioni. Tutto questo mentre il vicesindaco Del Vecchio da un lato smentiva in modo pilatesco l’esistenza di un problema ‘sansificio’, dall’altro affermava che comunque le Istituzioni non avevano alcuna competenza né potere. A questo punto sorge la nostra domanda: al di là delle autorizzazioni all’esercizio del sansificio, che fanno capo alla Provincia, perché il sindaco di Pescara Alessandrini, sul cui territorio opera e insiste il sansificio, dunque la città che per prima è stata penalizzata da quelle emissioni fuori norma, secondo la certificazione della Asl, non ha emesso una ordinanza formale per imporre la cessazione delle attività, ossia la chiusura del sansificio?

A nostro giudizio, quell’ordinanza non solo sarebbe stata e sarebbe ancora oggi legittima e legalmente possibile, ma è necessaria e obbligatoria. È il sindaco, primo responsabile della tutela della salute pubblica, a dover agire nei confronti di una fonte di presunto inquinamento. A oggi è vero che il sansificio è spento – ha proseguito il Vicecapogruppo D’Incecco -, ma è anche vero che la sospensione sarebbe avvenuta per una sorta di tacito accordo tra gentiluomini, come emerge da un verbale, ossia Provincia, Arta e azienda hanno concordato di non riaccendere gli impianti nelle more di un nuovo campionamento sulle emissioni da fissare con l’Arta. In realtà non c’è alcun atto né documento che impone la chiusura del sansificio, ordinanza che invece dovrebbe essere stata emanata e, nello specifico, spetterebbe al sindaco Alessandrini.

Se oggi il sansificio decidesse di riprendere a lavorare, oltre a una semplice diffida, cosa lo impedirebbe? Oggi avremmo voluto rivolgere i nostri interrogativi ai tecnici e dirigenti del Comune, chiedendo loro se quell’ordinanza fosse possibile, legittima e soprattutto obbligatoria, ma i nostri interlocutori erano assenti. Per tale ragione ho chiesto al Presidente Perfetto di riconvocare una nuova seduta della Commissione su tale argomento, seduta urgente e non rinviabile a marzo, premurandosi di garantire, questa volta, la presenza dei tecnici, dei dirigenti e dello stesso sindaco Alessandrini”.

(foto da pagina facebook di Vincenzo D’Incecco)