Ryanair chiude la base operativa di Pescara

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Aeroporto d'AbruzzoLa Compagnia irlandese  motiva l’abbandono dell’Abruzzo con  il rincaro delle tariffe aeroportuali

PESCARA –  La  compagnia aerea Ryanair chiuderà la base all’aeroporto di Pescara e ridurrà il programma voli a due destinazioni a partire dal 27 ottobre 2016. I voli per Londra, Francoforte, Bergamo, Barcellona, Dusseldorf, Parigi e Charleroi saranno garantiti sino alla fine dell’estate 2016. La società  irlandese lo ha comunicato  alla Saga, la società regionale che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo, ma  ha  anche “indicato una disponibilità a rivalutare le decisioni assunte” in caso vengano previste forme compensative a tali incrementi. La decisione di abbandonare l’Abruzzo sarebbe determinata  dal rincaro delle tariffe aeroportuali: un aumento di 2,50 euro  che porta a quota 9 euro l’ammontare dell’ “addizionale comunale sui diritti d’imbarco dei passeggeri sugli aerei”.

I commenti di Forza Italia e M5S

Foschi di Pescara – Mi piace :“La Saga ha dovuto far cadere il velo e confermare i nostri sospetti: Ryanair lascia Pescara, chiude la base operativa, smantella il personale e toglie l’aeromobile.

Da mesi continuiamo a denunciare una gestione drammatica dello scalo d’Abruzzo – ha ricordato Foschi -: ormai la Saga non riesce a produrre utili, forse aumenta il numero dei passeggeri, ma ha chiuso il bilancio al 31 dicembre 2014 con una perdita di 7milioni 740mila euro. Il 26 gennaio 2015 la Regione ha deciso una nuova ricapitalizzazione, per 7 milioni di euro, dopo che già la ricapitalizzazione del 2014, per 5milioni 972mila euro, era stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale visto che la Regione non aveva ricevuto l’approvazione preliminare della Commissione Europea, l’unica abilitata a giudicare se si trattasse di aiuti di stato compatibili. Sperando di bypassare tale inghippo, il Governo D’Alfonso si è inventato una nuova ‘ricapitalizzazione come aiuto al funzionamento dello scalo’, che però non esiste nella legge europea, e comunque poteva essere varato solo dopo l’approvazione del Piano industriale, ratificato solo il 7 settembre scorso, ovvero otto mesi dopo l’erogazione dei 7 milioni di euro. Ma comunque le continue iniezioni di denaro, mascherate sotto la parvenza delle ‘ricapitalizzazioni’, non salveranno i conti, visto che la Saga fa acqua da tutte le parti.

Nei mesi scorsi abbiamo raccolto tutte le carte e abbiamo inviato il faldone all’esame della Corte dei Conti e dell’Enac chiedendo di commissariare la Saga e siamo in attesa delle determinazioni successive. Da ieri però sono arrivate voci drammatiche, oggi confermate – ha ripercorso Foschi -: Ryanair ha lasciato Pescara. Dunque da fine ottobre non ci saranno più i collegamenti diretti con le principali capitali europee, Londra, Francoforte, Parigi, Barcellona, Dusseldorf, scomparirà un patrimonio fatto di investimenti, di immagine, di economia, turismo, la morte stessa dell’aeroporto di Pescara.

Assurde le affermazioni del consigliere regionale D’Alessandro, secondo il quale il nostro scalo, che dovrà abbandonare i collegamenti diretti con le capitali europee, si reggerà semplicemente facendo da ponte, ossia si partirà da Pescara per andare a Roma o Milano e poi imbarcarsi, con un altro vettore per raggiungere l’Europa, affermazioni di chi, evidentemente, non ha alcuna conoscenza del settore dei trasporti. Innanzitutto dovrà spiegarci, D’Alessandro, perché un turista dovrebbe venire a Pescara, foss’anche da Teramo, per prendere l’aereo fino a Roma e poi volare per Londra, quando sarà molto più economico e comodo andare ad Ancona per prendere un volo diretto, sempre della Ryanair. Ma soprattutto il nostro aeroporto, secondo D’Alessandro, dovrebbe competere con quella funzione che oggi già svolgono, in maniera eccezionale, gli autobus con una trentina di collegamenti giornalieri con Roma, Ciampino e Fiumicino, a prezzi irrisori, 10 euro andata e ritorno.

Purtroppo il Pd sta determinando la chiusura dello scalo d’Abruzzo, che non sopravviverà solo con i collegamenti con Bergamo e Bruxelles, gli unici due che resteranno. Ma ora dobbiamo capire cosa c’è veramente dietro l’abbandono di Ryanair. Non crediamo alla favola delle addizionali comunali: la Saga si riferisce – ha spiegato Foschi – alla ‘tassa d’imbarco’, un’addizionale già compresa nel biglietto del passeggero che la compagnia deve versare alla Saga, ma il presunto aumento di 2,5 euro, imposto dal Governo Renzi, li paga il passeggero, ovvero non ricade né sulle casse della compagnia né in quelle della Saga, e la somma complessiva finisce in parte nella cassa piloti in parte all’Erario. Ma quella somma la Ryanair, stando ai conti della Saga, non li ha mai versati, perché andavano in compensazione con le somme che a sua volta la Saga avrebbe dovuto versare alla compagnia stessa, dunque era poi la Saga a dover versare quelle somme all’Erario e anche su queste partite abbiamo chiesto chiarezza inviando il faldone alla Corte dei Conti e all’Enac.

Dunque dobbiamo capire perché Ryanair abbandona Pescara, specie dopo che si fanno sempre più insistenti le voci circa la volontà della Regione Abruzzo di tentare di nuovo la carta con altri vettori, ma ci chiediamo a quali condizioni e con quali potenzialità. Ormai è chiaro che l’unica strada per restituire serenità al comparto del trasporto aereo a Pescara è il Commissariamento della Saga, che torniamo a chiedere con forza all’Enac”.

Il capogruppo di Forza Italia in Regione Abruzzo, Sospiri: “Dopo il ‘caso’ del porto di Pescara, sottomesso d’imperio all’Autorità di Ancona, Pescara e l’Abruzzo rischiano di veder declassare, ovvero chiudere, anche l’aeroporto con l’abbandono di Ryan Air”. 

Le rassicurazioni giunte, vuote e tardive, dalla maggioranza del Pd onestamente hanno solo alimentato preoccupazioni e sospetti – ha sottolineato il Capogruppo Sospiri -, e quando non si ha nulla da dire, sarebbe meglio tacere. Nel 2014, con la gestione Laureti del nostro aeroporto, avevamo lasciato una situazione in assoluta crescita: aumentava in maniera straordinaria il numero dei passeggeri, aumentavano le rotte, tanto da attrarre l’interesse anche di altre compagnie e per quella ottima gestione parlano i numeri. Il nostro obiettivo era quello di rendere lo scalo di Pescara il terzo aeroporto di Roma, sfruttando la vicinanza, i collegamenti facili, la velocità, un obiettivo in divenire, ma che pure non era lontano. 

Purtroppo in un anno e mezzo abbiamo visto crollare tutto quanto costruito: cambiata la governance di Saga, la società che gestisce i servizi a terra dello scalo, cambiata la governance politica della Regione, stiamo assistendo a una serie di fallimenti spaventosi, grazie anche al contributo del Movimento 5 Stelle. Addirittura oggi siamo arrivati all’ultimo capitolo della Ryan Air, pronta a chiudere i rapporti con l’Abruzzo, la base operativa, a smantellare il personale, bene che vada dovranno trasferirsi all’estero tutti i dipendenti, e a cancellare il nostro scalo. Una chiusura che, come ben sa il Presidente D’Alfonso, significherà il fallimento della Saga e la chiusura del nostro stesso aeroporto, una mazzata insopportabile per la nostra economia turistica e commerciale che oggi si è organizzata anche in funzione di quei voli con l’Europa garantiti da Ryan Air e per i quali, a oggi, non avremmo mai un rimpiazzo.

Ma quello che non riusciamo a capire è come si è potuti arrivare a un tale deterioramento dei rapporti istituzionali, che chiama in causa direttamente il Presidente D’Alfonso e la presidenza della Saga da lui voluta. Com’è possibile che da un giorno all’altro la Ryan Air abbia deciso semplicemente di smantellare Pescara e che nessuno se ne sia accorto per tempo, almeno per lanciare un allarme alle Istituzioni? Oppure qualcuno sapeva e ha machiavellicamente taciuto? E allora, cosa c’è dietro? Fino a pochi mesi fa, nei giorni della ricapitalizzazione, lo stesso D’Alfonso mostrava un ottimismo fuori misura sulle sorti e lo sviluppo dello scalo d’Abruzzo, più o meno lo stesso che mostrava parlando del nostro porto oggi di fatto commissariato dall’Autorità portuale di Ancona, demolendo la nostra immagine, autorevolezza e indipendenza.

A questo punto c’è un’esigenza di chiarezza – ha affermato il Capogruppo Sospiri – se i vertici di Regione Abruzzo e di Saga si sono dati alla fuga per non incontrare i vertici di Ryan Air, delegando non si sa bene chi, dovrà essere il Consiglio regionale a interessarsi direttamente della vicenda: convocheremo i dirigenti di Ryan Air in Commissione Vigilanza e poi, se necessario, anche nell’Assemblea del Consiglio regionale per capire cos’è accaduto dal maggio 2014 a oggi e cos’ha causato lo strappo tanto definitivo tra l’Abruzzo e la compagnia irlandese, partendo dal presupposto che noi alle ‘ritorsioni’ istituzionali non vogliamo credere”.

Sara Marcozzi (M5S) su SAGA: Da Chiodi a D’Alfonso, una gestione fallimentare un disastro a lungo annunciato dal M5S

“Sarebbe bastato leggere i documenti per comprendere la gravità della gestione fallimentare decennale di SAGA che, con ogni probabilità, avrà gravissime ripercussioni sull’economia della nostra Regione” è quanto torna a denunciare Sara Marcozzi (M5S) “E’ da oltre 1 anno, da quando il M5S ha avuto accesso ai documenti, che denunciamo tutte le criticità di SAGA fra esposizione debitoria, contratti eccessivamente onerosi, mancanza di trasparenza e spese fuori controllo. Se solo il Governo regionale avesse impiegato meglio il suo tempo, approfondendo le problematiche per cercare soluzioni, invece di limitarsi ad apostrofarci come “allarmisti e denuncisti”, forse non ci ritroveremmo a dover affrontare una situazione che sembra, ormai, irreparabile.”

La situazione attuale vede una società di gestione che negli anni ha puntato, per la maggior parte dei propri collegamenti, su un unico vettore, RyanAir, creando, di fatto, una dipendenza dai risvolti rischiosi. “Si trattava di applicare i principi basilari dell’attività manageriale: non affidarsi ad un solo partner! – commenta Marcozzi – Un management attento avrebbe dovuto differenziare l’offerta dei voli affidandosi a più vettori, riducendo al minimo il rischio di paralisi dello scalo nell’eventualità di abbandono dello scalo da parte di una compagnia.”

Abbiamo già rilevato l’inadeguatezza della gestione, dai Governi regionali che si sono succeduti a SAGA, rei di non aver saputo utilizzare, nelle pur strette maglie delle nuove direttive europee, i contributi con cui Regione Abruzzo avrebbe potuto finanziare l’incentivo alle nuove rotte, attirando, attraverso manifestazioni di interesse pubblico, altre compagnie aeree.

“Un governo regionale del M5S” aggiunge Marcozzi “avrebbe chiesto alla dirigenza di SAGA di predisporre un piano di sviluppo dell’aeroporto con un duplice obiettivo: da un lato, capacità di rispondere alla domanda di mobilità ordinaria (business-family), dall’altro capacità di incrementare economia e turismo attraverso l’attivazione di pacchetti vacanza per la promozione dell’incoming”.

L’attuale società di gestione, SAGA, presenta esposizioni milionarie, come già evidenziato dal MEF a seguito delle visite ispettive, ma il governo sembra non accorgersene. “E’ un quadro economico assai allarmante che, come denunciato in passato, non lascia intravedere un futuro roseo per SAGA. Sarebbe auspicabile che la politica di governo, questa volta, cercasse di giocare d’anticipo, iniziando a valutare l’ipotesi di un nuovo soggetto per la gestione dello scalo abruzzese”.