“Open-generazioni a confronto” al Museo Mastroianni di Marino (RM)

Open-generazioni a confronto3° edizione di “Open – generazioni a confronto”, dall’11 novembre al 3 dicembre presso il Museo Civico Umberto Mastroianni di Marino (RM)

Dall’11 novembre al 3 dicembre torna “Open – generazioni a confronto”. Un progetto ideato e curato da Paola Valori che focalizza l’attenzione sul confronto intergenerazionale tra artisti. Una serie di attività espositive, giornate di ricerca e incontri di approfondimento.

L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, sarà ospitata al Museo Civico Umberto Mastroianni di Marino (RM). Una suggestiva sede, ex-chiesa di Santa Lucia, una delle rare testimonianze gotiche nel Lazio. Trasformata dal 2000 in Museo, si affaccia oggi come vivace realtà culturale nell’area dei Castelli Romani. La mostra resterà visitabile al pubblico fino al 3 dicembre 2017 negli orari del Museo. Sarà inaugurata sabato 11 novembre alle ore 18 alla presenza degli artisti.

L’iniziativa itinerante è promossa dall’Associazione Michele Valori in collaborazione con Micro Arti Visive e con l’Archivio Antonio Del Donno. In partenariato con il Comune di Marino, punta a sondare in questa tappa autunnale i potenziali legami che uniscono il maestro beneventano Antonio Del Donno (1927) e l’artista romano Alessandro Sansoni (1963). La generazione schiacciata tra vecchi e nuovi idoli è scelta dalla curatrice della mostra Paola Valori.

Spiega Paola Valori:

“Mi interessava affiancare a quest’Italia della bottega, del ferro e della Fiat 500 una contemporaneità caotica e globale attraverso l’opera fotografica di Alessandro Sansoni. Alessandro Sansoni proviene dal campo pubblicitario e ha sempre ricercato nella sua tecnica la combinazione di metodi tradizionali con le nuove tecnologie. Tra digital art e fotografia.

I suoi scatti in giro per il mondo rivelano un’umanità cosmopolita in continua evoluzione. Le sue sono icone contemporanee. Dalla frenesia dell’aeroporto di Barcellona, alla bimba che osserva la città dai grattacieli di Tokyo, al bestiale lavoro di Bangkok , per finire ‘on the road’ a New York.

Il diverso sguardo dei due artisti, così lontani nel tempo, fanno comprendere quanto la società sia mutata in soli circa cinquant’anni. Da una vocazione locale, aperta a scenari popolari, ad un’aspirazione globale, che vede le rivoluzioni attuarsi e ingerire o agevolare i suoi fruitori”.