I Pooh sbancano l’Olimpico di Roma

In esclusiva per L’Opinionista la data romana del “Reunion Tour L’Ultima Notte Insieme”, il tour della più popolare band italiana che festeggia i 50 anni di carriera dando l’addio alle scene

ROMA – Numeri da capogiro per il tour dei Pooh negli stadi italiani, quattro date tutte sold out: due a Milano a San Siro di Milano, una allo Stadio Olimpico di Roma e infine al San Filippo di Messina.

Un trionfo che ha colto di sorpresa anche gli stessi Pooh che, a detta loro, non si sarebbero mai aspettati un successo così grande. Noi dell’Opinionista abbiamo seguito il concerto di Roma.Pooh Roma

Tre ore di live: in scena uno spettacolo assolutamente perfetto che non ha nulla a che invidiare alle grandi band straniere, un palco monumentale come mai i Pooh avevano avuto nella loro lunga carriera, una scenografia pazzesca, ben 50 canzoni e …. per la prima volta in cinque dal vivo con il ritorno di Stefano D’Orazio alla voce e batteria e Riccardo Fogli alla voce e chitarra.

Non poteva esserci modo migliore per festeggiare il prestigioso traguardo dei 50 anni di carriera: inizialmente erano previsti solo i concerti negli stadi ma, visto l’affetto smisurato dimostrato dai fans, il tour sarà esteso prima con la data al “Moon and Stars” di Locarno in Svizzera il 9 luglio, poi con le tre date all’Arena di Verona (8, 9 e 11 settembre) ed infine con i concerti nei maggiori palasport della nostra penisola fra fine ottobre e novembre.

A Roma si è toccato con mano la storia della musica italiana: brani riarrangiati, ma sempre con un occhio attento alle versioni originali, con i cinque “orsacchiotti” in grandissima forma.I Pooh sbancano l'Olimpico di Roma

Il pubblico ha risposto salutando i suoi beniamini con tanti applausi e “ola” che si sono ripetute più volte sugli spalti.

Alle 21.20 si comincia quando parte sui grandi schermi, posizionati a lato del palco, un conto che va da 1 a 50 per poi lasciare spazio ad un getto di fumo al centro che saluta l’ingresso dei Pooh in quattro sulle note di “Giorni Infiniti”.

Si prosegue con “Rotolando Respirando” e poi “Dammi solo un minuto”, ma l’attesa più grande è per l’ingresso di Riccardo Fogli salutato a gran voce sulle note di “Banda nel vento” cui fa seguito una parte dedicata alle origini della band con l’esecuzione di pezzi storici come “Vieni fuori”, “In Silenzio”, “Piccola Katy” (cantata a squarciagola da tutti), “Nascerò con te”, “Io e te per altri giorni”.

Fogli, pur facendo trasparire la sua emozione nel trovarsi di fronte a tanta gente, si mostra decisamente a suo agio in questo ritorno nei Pooh e impreziosisce le canzoni con la sua splendida voce.

Sonorità assolutamente perfette, voci che si incontrano a meraviglia … la magia è assicurata!Olimpico di Roma - Pooh

“Se c’è un posto nel mio cuore” viene cantata, come nell’album “Asia non Asia”, da D’Orazio che mostra smalto e maestria nell’uso della voce e poi spazio ad “Amici per sempre” che potrebbe racchiudere tutto il senso di un’avventura musicale lunga 50 anni.

“L’altra donna” e “Stai con me” chiudono una parte più pop del repertorio per proseguire verso una più prog in cui trovano spazio le strumentali “La gabbia” e “Risveglio” nelle quali si esaltano le capacità dei singoli musicisti e poi “Il ragazzo del cielo (Lindbergh)”, “L’aquila e il falco” stupendo ritorno a sonorità seventies tratto dall’ultimo album di inediti della band “Dove comincia il sole”, un vero gioiello in bilico fra rock e pop. E poi come non citare l’altro strumentale “Viva” e la splendida e potente “L’ultima notte di caccia”?

Torna sul palco Riccardo Fogli per il momento forse più emozionante dell’intera serata.

L’inizio del set acustico, nel quale il gruppo si sposta davanti, è scandito dalla voce di Roby Facchinetti che, nell’annunciare “Pierre”, dedica il pezzo, scritto ben 40 anni fa, alle giovani vittime del recente attentato ad Orlando.

Le emozioni si susseguono con in sequenza una incredibile “In diretta dal vento”, “Stare senza di te”, “50 primavere”, “Alessandra”, “Uomini soli”, “Quando una lei va via”, “Nel buio” …. in quest’ultima Red Canzian passa momentaneamente il suo basso a Riccardo Fogli che torna al suo originale ruolo di bassista seppur per una sola canzone.

Si arriva così al toccante momento per il compianto Valerio Negrini in “Domani”: per Facchinetti senza il suo prezioso apporto nulla sarebbe stato possibile e soprattutto i Pooh non sarebbero mai arrivati fino ai 50 anni di carriera.concerto Pooh Roma

Quando parte “Parsifal” è l’apoteosi fra luci, laser e fiamme: la lunga suite ha cambiato all’epoca il modo di fare musica dei Pooh ed è ancora oggi uno dei punti di forza del loro repertorio. Dodi Battaglia ne impreziosisce l’esecuzione con un assolo da manuale.

Senza bisogno di commento una “Per te qualcosa ancora” da pelle d’oca e “Cercando di te” in una versione eccezionale a due voci (Canzian e Fogli insieme).

Stefano D’Orazio torna alla voce in “La ragazza con gli occhi di sole” e poi un nuovo tuffo negli anni’70 con “Ci Penserò domani” e “Pronto, buongiorno è la sveglia”.

Facchinetti si rimpadronisce della scena in “La donna del mio amico” e si va verso l’ultima parte del concerto.

Si salta sulle note di “Canterò per te”, si sogna con “La mia donna” e poi di nuovo la scena a D’Orazio in “Dimmi di sì” l’unico vero tormentone estivo della carriera dei Pooh tratto da “Un posto felice”.

Il pubblico è incontenibile e si riversa più volte sotto il palco.

live Pooh“Noi due nel mondo e nell’anima” viene proposta nella nuova veste 2016 più rock rispetto all’originale, parte poi “Il cielo è blu sopra le nuvole”.

Non può mancare “Tanta voglia di lei”. Un altro sussulto per “Io sono vivo”, brano tratto da uno degli album più riusciti dei Pooh, “Viva” del 1979. Si salta ancora con “Non siamo in pericolo” e “Chi fermerà la musica” nel nuovo arrangiamento 2016.

Ormai vi va verso la fine ed arriva l’immancabile “Pensiero”, anche questa proposta nella versione a cinque voci 2016.

Si chiude con l’inedito uscito da pochi giorni in radio “Ancora una canzone”, un altro esempio di pop alla Pooh, a testimonianza dell’unicità di una band che ha saputo far breccia nei cuori di cinque generazioni e rimanere sempre al top del successo.50 Pooh

È veramente finita e Roby, Red, Dodi, Stefano e Riccardo guadagnano il fronte del palco correndo da una parte all’altra sulle note di una base registrata. È il momento di salutare un pubblico che non avrebbe mai voluto che la serata finisse, ma soprattutto non vorrebbe mai che una storia lunga 50 anni si concludesse veramente alla fine del 2016 come i cinque hanno annunciato.

Questo “Reunion Tour L’ultima notte insieme” è davvero il modo migliore per i Pooh di chiudere una carriera unica che non avrà mai eguali nel panorama musicale italiana.

Foto gentilmente concesse da Rita Di Girolamo, membro dell’A.c. Fotoclub di Chieti