Rapine seriali a un pensionato invalido, tre arresti a Pescara

AnzianoPESCARA – Volevano denaro, e per ottenerlo piu’ facilmente si erano ‘specializzati’ in rapine a un pensionato invalido, percosso anche con una mazza da baseball. Per questo tre giovani pescaresi, di cui uno minorenne, sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Investigativo per rapina aggravata in concorso.

Due dei tre ragazzi sono stati individuati anche quali autori delle rapine consumate al povero malcapitato nei mesi di marzo, aprile e maggio, circostanze avvenute dopo che l’invalido aveva ritirato la propria indennita’ mensile di pensione, unica sua fonte di sostentamento. I due arrestati maggiorenni, finiti in carcere, sono un 19enne e un 24enne, entrambi di Pescara, mentre il minorenne ha 17 anni. I carabinieri ritengono che i tre siano riusciti a carpire la fiducia dell’invalido, al quale tenevano compagnia al bar, giocando a carte con lui o bevendo un caffe’ insieme, per tenergli compagnia.

In questo modo sarebbero riusciti a entrare nella sua abitazione, per poi portargli via i soldi. La prima rapina risalirebbe al mese di di marzo quando all’invalido e’ stata portata via da due degli indagati la pensione, pari a 280 euro, appena ritirata. Le altre rapine sono avvenute a aprile e maggio, non sempre per l’ammontare totale della pensione, e la vittima sarebbe stata percossa con una mazza da baseball.

Ad accorgersi che qualcosa non andava e’ stato il fratello del pensionato, dopo aver notato la mancanza di soldi e vedendo il fratello con i lividi. Poi sono stati i carabinieri a convincere la vittima a denunciare tutto. L’ultimo episodio risale a qualche giorno fa: il primo giugno uno dei tre ha annunciato al pensionato che il 3 avrebbe dovuto consegnargli il denaro ma il giorno prestabilito i tre hanno trovato ad attenderli i carabinieri che hanno bloccato la cessione di 140 euro.

I maggiorenni sono stati condotti in carcere, a Pescara, il minorenne nel centro di prima accoglienza dell’Aquila. “Una storia triste”, hanno commentato il maggiore Massimiliano Di Pietro e il colonnello Giovanni Di Niso, mettendo in evidenza che il protagonista e’ un invalido, non anziano, che “vive solo e ha bisogno di compagnia” e che, per non svelare l’accaduto, “ha finto di essersi procurato i lividi cadendo”. Del caso si sono occupati i pm Andrea Papalia della procura di Pescara e Antonio Altobelli, della procura presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila.