Rivalutazione delle pensioni: entro il 31 dicembre si può fare ricorso per bloccare la prescrizione

Silvia Malandrin
Silvia Malandrin

MILANO – Il 31 dicembre 2016 è la data entro cui presentare ricorso per evitare di far cadere in prescrizione il diritto al rimborso della rivalutazione della pensione. A quella data potrebbero essere oltre 6 milioni le persone che si saranno rivolte ai tribunali italiani: tanti sono infatti i pensionati interessati dalla sospensione della rivalutazione delle pensioni disposta dal Governo Monti con il decreto “Salva Italia” (circa il 36% dei pensionati italiani). Hanno diritto a chiedere il rimborso degli arretrati e la rivalutazione della propria pensione tutti i beneficiari di una pensione di importo uguale o superiore a 1.450 euro lordi al mese.

Sul blocco dell’indicizzazione, dichiarato incostituzionale dalla Consulta (sentenza 70/2015 Corte Cost.), nel 2015 è intervenuto il governo Renzi, attraverso il D.L. 65/2015, che ha riconosciuto soltanto una parte degli arretrati (“bonus Poletti”) o, in molti casi, niente.

Attualmente sono sei i tribunali che ad oggi hanno accolto i ricorsi presentati dai pensionati italiani che contestano la costituzionalità del decreto Poletti (e molte altre ordinanze sono ancora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale): i tribunali di Brescia, Milano, Palermo, Genova e Napoli oltre alla Corte dei Conti per l’Emilia Romagna.

Recentemente anche la Corte dei Conti Lombardia ha accolto le istanze di incostituzionalità del D.L. 65/2015 e si è oggi in attesa che l’ordinanza venga pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e che la Corte Costituzionale fissi l’udienza di discussione.

Dopo la fine del 2016, i pensionati interessati dalla sospensione della rivalutazione delle pensioni, potranno ancora ricorrere in giudizio per riottenere le somme non pagate, ma si ridurranno via via i mesi per cui si potrà chiedere la restituzione.

Dal punto di vista tecnico, il ricorso consiste nella richiesta al giudice competente di ritenere la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art 1 comma 1 del d.l. 65/2015, convertito in legge n. 109/2015, e di rinviare la causa alla Corte Costituzionale. Qualora la Consulta dichiari l’illegittimità costituzionale della norma, il giudizio sarà praticamente vinto e si avrà diritto alla ricostituzione della pensione secondo i parametri precedenti al decreto Renzi.

L’iniziativa Rimborsopensioni.it è nata per offrire un supporto tecnico-giuridico a tutti quei pensionati che hanno visto leso un loro legittimo diritto e che adesso vogliono provare ad ottenere ciò che realmente spetta loro sulla base di quanto disposto dalla consulta”, dice Silvia Malandrin di Rimborsopensioni.it. “Grazie al nostro intervento e alla decisione di sette tribunali italiani la Corte Costituzionale si esprimerà una seconda volta su una questione che era già stata definita”.