La nuova veste unplugged dei Simple Minds

Nel disco Acoustic la band scozzese si reinventa per l’ennesima volta

cover-cd-simple-minds-acousticQualche mese fa la notizia di un album acustico dei Simple Minds in uscita a novembre: immediata la curiosità di vedere fin dove si sarebbe spinta la band scozzese che ha fatto storia per il suo sound unico e caratteristico, ma anche per la voglia di cambiare ad ogni uscita discografica.

Ecco dunque la sensazione di stupore nell’apprendere questa scelta, ma soprattutto nasceva dentro di me il desiderio di capire come si sarebbero trasformati in unplugged i loro tanti capolavori.

Chiariamo subito ogni dubbio: Acoustic è un disco magnifico, avvolgente, la voce di Jim Kerr é ancora una volta superlativa e gli arrangiamenti sono fantastici.

Andando avanti nell’ascolto, brano dopo brano ci si accorge di come i Simple Minds si siano ancora una volta reinventati, dando alle loro canzoni una nuova veste, diversa ma allo stesso tempo rispettosa delle versioni originali. Lo stesso Jim Kerr ha definito questo disco un “Party Album” per descrivere il fatto che è un unplugged, ma non toglie nulla all’energia e alla carica della musica della band.

Nella loro lunga carriera le “Menti Semplici” hanno attraversato tanti generi musicali, partendo dalla musica elettronica, alla New Wave, fino al rock sconfinando nell’impegno politico, tornando con il penultimo lavoro Big Music ad esplorare territori più vicini ai loro esordi.

simple-mindsOra era giunto il momento di fare qualcosa di ancora più diverso: ecco dunque questo spogliare le canzoni e “staccare la spina”.

L’obiettivo è stato centrato in pieno: Acoustic è veramente godibile dalla prima all’ultima traccia e ad ogni ascolto riesce a coinvolgere sempre di più.

Sono dodici le canzoni nel cd e quindici nel vinile: tanti i momenti alti di un disco che rasenta la perfezione.

Un appunto da fare? Non aver inserito dentro alcuni brani come Big Sleep o Book of brilliant things o ancora Love song …. Un dettaglio ovviamente, vista la produzione ultratrentennale della band.

Le session di Acoustic hanno visto un ritorno alle origini, alla città di Glasgow e alcune canzoni sono state incise proprio dove Jim Kerr e Charlie Burchill mossero i primi passi, ai Gorbals Studio.

simple-minds-tour-2017Questa atmosfera “casalinga” ha giovato non poco al disco che sa di freschezza e intensità allo stesso tempo.

In questo nuovo progetto a far compagnia a Jim e Charlie ci sono Ged Grimes al basso e cori, Sarah Brown ai cori, Gordy Goudie alla chitarra acustica, armonica e Cherisse Osei alle percussioni.

Ospite nel singolo di lancio Promised you a miracle la splendida voce di KT Tunstall.

Difficile identificare i punti più alti di Acoustic. Su tutte però si ergono New Gold Dream (81-82-83-84) (incredibile ascoltare in acustico un pezzo che ha fatto epoca nella new wave!), la carica di Sanctify yourself, Waterfront, Alive and Kicking e la celeberrima Don’t you (forget about me), l’apertura con The American (sorprendente questo suo nuovo arrangiamento) e Chelsea Girl (ma chi avrebbe mai pensato che un pezzo così elettronico avrebbe avuto una versione che spagnoleggia nella chitarra?).

Si potrebbe continuare l’elenco con Someone Somewhere in Summertime assolutamente da brividi, una See the Lights che lascia senza fiato e Glittering prize che sembra quasi trovare una sua nuova dimensione in questa veste.

L’unico inedito presente è l’intensa ballad che chiude il cd, Long black train, cover del cantautore Richard Hawley.

Nella versione in vinile, come detto, compaiono tre brani in più, Stand by love, Speed your love to me e Light travels.

Acoustic è un progetto promosso dunque a pieni voti al quale farà seguito un tour che arriverà nei teatri italiani ad aprile 2017 per sei date:

Torino il 21 (Teatro Colosseo)

Ancona il 22 (Teatro delle Muse)

Roma il 23 (Auditorium della Conciliazione)

Bologna il 25 (Teatro Manzoni)

Firenze il 26 (Teatro Verdi)

Milano il 27 (Teatro degli Arcimboldi)