“Sinfonie in Sal maggiore” in scena al Teatro Augusteo di Napoli

Da venerdì 16 fino a domenica 25 marzo 2018, Sal Da Vinci sarà in scena con 50 musicisti, diretti dal Maestro Adriano Pennino, nello spettacolo “Sinfonie in Sal maggiore”. Un viaggio nella musica e nella storia

"Sinfonie in Sal maggiore" in scena al Teatro Augusteo di NapoliTutti a bordo di una nave popolata da divertenti viaggiatori diretti da Napoli a New York, Sal Da Vinci porta gli spettatori al Teatro Augusteo di Napoli, per ripercorrere la storia degli italiani. L’artista sarà in scena dal 16 al 25 marzo con “Sinfonie in Sal maggiore”.

Ricordi di un passato che ha permesso alle nuove generazioni di essere quello che sono oggi. Un passato di sforzi compiuti dai padri nella speranza di migliorare la condizione dei figli. Una lotta per la sopravvivenza delle proprie origini, che oggi più che mai continua a coinvolgere popolazioni intere del nostro pianeta. Un viaggio nel segno della forza dell’amore per la vita che lotta. Un seme che curato restituisce sempre nuova vita.

Tra i compagni di viaggio di Sal Da Vinci un’orchestra formata da 50 elementi diretti dal Maestro Adriano Pennino. Oltre alla voglia di cantare i suoi cavalli di battaglia e un mix ben dosato tra la melodia classica napoletana e brani mai interpretati prima dal cantautore. Sogni, ricordi, e un equipaggio sgangherato e comico che renderanno la traversata molto divertente.

A dirigere i lavori come saggio timoniere c’è Marco Carniti, che vanta un curriculum eccezionale, avendo curato gli allestimenti di molti lavori da Strehler al teatro lirico e non solo. Un regista visionario per assemblare la prosa scritta dallo stesso Sal e da Ciro Villano, in scena con Gianni Parisi e Floriana De Martino; e per governare la nave tra le canzoni riarrangiate dal direttore d’orchestra Pennino e i monologhi che narrano i ricordi e i sogni del cantautore napoletano. Passando poi per gli sketch che si ispirano ai gran varietà degli anni d’oro del teatro e della televisione, senza rinunciare al gusto di raccontare temi profondi e scomodi come l’emigrazione di ieri, di oggi e di sempre.