Come sopravvivere alla Pasqua senza farsi rompere le uova: le regole dei fedifraghi

MILANO – Quello dei fedifraghi è un vero e proprio club, che però non condivide il principio di non avere regole, ne esistono fin troppe che si tramandano di bocca in bocca. Questa volta però è stata fatta un’eccezione: se a Natale siamo tutti più buoni, a Pasqua gli infedeli non sono stati da meno regalando un piccolo vademecum a tutti i traditori seriali.

Incontri-Extraconiugali.com ha raccolto i consigli migliori dei fedifraghi per sopravvivere alle festività pasquali. Il 36% ha usato il più antico dei trucchi: farsi coinvolgere in impegni lavorativi per evitare pericolose tavolate imbandite che, oltre a deliziare il palato con splendide pietanze, lasciano sempre l’amaro in bocca per le mille domande e le imbarazzanti conversazioni.

Un buon 28%, in queste occasioni, fa sempre in modo di riuscire a ritagliarsi almeno una volta al giorno un appuntamento con l’amante. Un incontro che è una boccata d’aria fresca, una sorta di sospiro di sollievo dopo i mille sbuffi di noia dovuti ai barbosi obblighi familiari.

Il 23% ogni anno decide di partire. In effetti, una bella gita fuori porta rende il tutto più sopportabile! Un nuovo paese da visitare, qualche scorcio da scoprire, musei da ammirare e altri mille modi per rifarsi gli occhi per svuotare la testa dai mille pensieri.

Una piccola percentuale, il 13%, forse ancora affetta dalla sindrome di Peter Pan, usa la stessa scusa che da piccolo rifilava alla madre per non andare a scuola: la febbre. Termometri accuratamente posizionati accanto a fonti di calore e TADAN!… si rinuncia alla farsa della famiglia felice in favore di quella del malato immaginario.

“I fedifraghi adorano essere solidali e sono sempre in cerca di nuove scuse per sfuggire ad ogni tipo di obbligo, ecco perché non hanno esitato a raccontarci le loro scappatoie preferite!”, spiega Alex Fantini, fondatore del portale.