Terremoto: Protezione Civile, 290 vittime e 388 feriti

Terremoto sismografoROMA – E’ di 290 morti il bilancio provvisorio delle vittime del terremoto nell’Italia centrale. Lo ha reso noto la Protezione Civile in un punto stampa. Sono 229 i morti nell’area di Amatrice, 11 in quella di Accumoli e 50 in quella di Arquata del Tronto e Pescara del Tronto. I feriti in ospedale sono 388.

Intanto la Commissione nazionale Grandi Rischi, che ieri ha tenuto una riunione presso il Dipartimento della Protezione civile per un esame della situazione all’indomani del terremoto che ha colpito l’Appennino centrale nella zona attorno ad Amatrice, ha fatto sapere che ci sono tre aree contigue alla faglia responsabile della sismicita’ in corso che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni e “hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo”, tra 6 e 7, quindi di intensita’ pari e oltre quella registrata nella notte tra martedi’ e mercoledi’ nel Reatino e nell’Ascolano.

Queste aree “identificano possibili futuri terremoti nella regione gia’ colpita dagli eventi degli ultimi anni”. Le tre zone contigue alla faglia (comunemente intesa come faglia di Amatrice, ma che coinvolge anche altre realta’) non sono indicate nella nota stampa riassuntiva della riunione, ne’ tantomeno e’ indicata la parte temporale, questa si’ di impossibile previsione allo stato dell’arte della ricerca scientifica.

E non a caso e’ rilevato che l’evento di Amatrice “si inserisce nella sismicita’ che ha sconvolto l’Appennino centrale negli ultimi secoli e decenni e puo’ essere considerato come un tipico terremoto appenninico, compatibile con la storia sismica e con il contesto sismotettonico regionale” e che “i dati disponibili non evidenziano anomalie nella sismicita’ nelle settimane precedenti, che possano essere collegate all’evento principale”.

Lo scopo della riunione era la valutazione dei possibili scenari evolutivi dell’evento, “alla luce delle informazioni attualmente disponibili”, e la “proposta di misure atte a ridurre la vulnerabilita’, con speciale attenzione alla salvaguardia della vita umana”. La Commissione Grandi Rischi rileva che nelle prime 36 ore la sequenza ha seguito il decorso tipico delle sequenze sismiche appenniniche, con un numero relativamente alto di scosse di assestamento.