The Boy, la recensione del thriller di William Brent Bell

“Sembra la casa di un film” afferma spontaneamente Lauren Cohan all’inizio del film The Boy, di fronte ad una sorta di castello gotico sperduto nelle campagne inglesi, che di lì a poco diventerà la sua nuova casa. Infatti nei panni della protagonista del nuovo film di William Brent Bell, che sarà nelle sale italiane dal 12 Maggio, la star di The Walking Dead è una ragazza in fuga da un passato violento, che vuole ricostruirsi una vita lontano da casa e accetta l’incarico di babysitter per il figlio di un’anziana coppia inglese che nasconde un segreto alquanto bizzarro.

Brahms, il bambino di otto anni di cui Greta deve occuparsi è una bambola di porcellana a grandezza naturale che i signori Heelshire trattano come un bambino vero. Quando questi ultimi partono e lasciano Greta da sola con Brahms in quella casa enorme ed inquietante, strani rumori ed insolite coincidenze si susseguono, alimentando un’atmosfera tra realtà e suggestione, che necessita di una spiegazione razionale. Malcolm (Rupert Evans), incaricato di consegnare ogni giorno la spesa in casa Heelshire, è l’unico essere umano che interagisce con Greta, aiutandola ad affrontare una serie di inspiegabili avvenimenti legati da un dubbio costante.

The Boy - scena del filmUna storia ai limiti del soprannaturale prende forma, coinvolgendo la protagonista in un’avventura ricca di colpi di scena, chiaramente ispirata a titoli del passato. La sceneggiatura di Stacey Menear è lineare e discreta nel costruire la suspance e nel rendere i personaggi credibili, ma più volte il film si incastra in sequenze poco originali che si arrendono a cliché del genere thriller horror.

La tensione si costruisce gradualmente nella prima metà del film, per poi giungere ad un finale travolgente che tiene lo spettatore con il fiato sospeso. William Brent Bell è un regista che non ha realizzato grandi film, ma è stato sempre fedele ad un certo filone horror come L’altra faccia del Diavolo e il discusso Stay Alive. Anche con The Boy non convince del tutto, ma riesce comunque a mantenere uno stile personale nell’affrontare una storia che poteva facilmente cadere nella mera copia di film precedenti come Chucky – La Bambola Assassina e Annabelle, o rendere semplicemente ridicola. Invece di scimmiottare il passato, The Boy è un thriller in gran parte riuscito seppur con qualche punto debole e snodi narrativi superficiali.

Letizia Rogolino – Fonte News Cinema