“Trilogia del silenzio” alla White Noise Gallery di Roma

Questi gli artisti in esposizione Jason Shulman, Lee Madgwick, Mar Hernandez

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Trilogia del Silenzio è il nuovo progetto espositivo, ad ingresso libero, declinato in tre mostre in programma dal 28 gennaio al 31 luglio alla White Noise Gallery, via dei Marsi, 20/22 – Roma, con la curatela di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti.

3 artisti internazionali, 3 mostre personali, 3 linguaggi differenti riuniti in un’unica traiettoria di pensiero: raccontare l’umanità attraverso la sua assenza con l’obbiettivo di creare il Silenzio. Comprimere un intero film in un’unica immagine.

Dipingere il mondo come se l’umanità fosse, improvvisamente, scomparsa nel nulla. Rappresentare lo spazio attraverso le tracce di una presenza passata.

Questa la sfida raccolta da Jason Shulman, Lee Madgwick e Mar Hernàndez con “Fast Forward”, “Stand-By” e “Rewind”, titoli delle rispettive mostre e uniche condizioni in cui il suono esiste ma non può essere percepito.

Come un lungo videotape regolato da questi comandi, la Trilogia del Silenzio inaugura il 28 gennaio con “Fast Forward”, personale fotografica dell’artista inglese di fama internazionale Jason Shulman, capace di comprimere migliaia di frame di film cult in un’unica fotografia.

Il progetto prosegue l’8 aprile con “Stand-by” in cui il mondo viene congelato in un’eterna istantanea nei dipinti del britannico Lee Madgwick, e si chiude il 14 giugno con “Rewind” dell’artista spagnola Mar Hernàndez, che, con le sue opere tra disegno, incisione e fotografia, rappresenta la realtà attraverso le tracce fantasmatiche di un passato che non esiste più.

Capitolo 1:

Jason Shulman – “Fast Forward”, 28 gennaio – 25 marzo 2017.

Capitolo 2:

Lee Madgwick – “Stand-By”, 8 aprile – 31 maggio 2017.

Capitolo 3:

Mar Hernández – “Rewind”, 14 giugno – 31 luglio 2017.

WHITE NOISE GALLERY

La White Noise Gallery è stata fondata nel 2014 da Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti. La galleria deve il suo nome al fenomeno fisico del rumore bianco e suggerisce attraverso di lui il suo obiettivo principale: essere in grado di captare ed elaborare tutte le frequenze che risuonano nel mondo dell’arte contemporanea.