UILPA: “La partita sul rinnovo dei contratti PA va giocata sul tavolo del confronto”

Logo Uil PaROMA – “A un anno dalla sentenza della Corte Costituzionale, che ha sancito l’illegittimità del blocco della contrattazione e la violazione dei diritti sindacali di cui all’art. 39 della Costituzione e dopo il superamento dell’ultimo paletto ostativo all’avvio delle procedure di rinnovo contrattuale con l’accordo sulla ridefinizione dei comparti, niente più alibi per il Governo”.

Lo afferma in una nota il Segretario generale della UILPA, Nicola Turco, aggiungendo: “Ci vediamo invece costretti a constatare come sul tema del rinnovo dei contratti non si vada oltre il vaniloquio pretestuoso, a partire da quello dell’interlocutore numero uno, il Ministro Madia, che continua a collezionare perle di vaghezza sul tema della riapertura della contrattazione e dei suoi contenuti”.

Prosegue Turco: “Le chiacchiere stanno a zero, noi vogliamo i fatti e non siamo disposti a tollerare ulteriori e ingiustificabili ritardi. Il Ministro Madia non pensi che i suoi tweet possano assolvere ad una funzione rassicurante o, peggio, giustificativa di ulteriore indugio. Il tempo è scaduto, dopo 2.356 giorni senza contratto la pazienza dei dipendenti pubblici è esaurita, si proceda all’inizio del confronto! Ed è in quella sede che si dovrà parlare di contenuti, di cifre e di risorse in modo chiaro ed inequivocabile”.

“La stessa Corte dei Conti – evidenzia il Segretario Generale della Uilpa – ha lanciato l’allarme sul perdurare del blocco dei contrattazione, evidenziandone le nefaste conseguenze su efficienza e funzionalità della macchina pubblica. E su questo tema il Ministro non può continuare a ritardare il dialogo con la controparte, affidando le sue considerazioni a sibillini riferimenti nel corso di interventi pubblici o al vento dei social network! La partita dei contratti va giocata sul tavolo del confronto, con le modalità previste dalla vigente normativa e nel pieno rispetto dei regole e delle modalità che regolano la contrattazione nel Pubblico Impiego”.

“E sia chiaro – incalza Turco – che risulta assolutamente inaccettabile ipotizzare un contratto che discrimini i lavoratori sulla base del reddito, si tratterebbe di un presupposto palesemente viziato da illegittimità costituzionale. Detto questo, riteniamo prioritario superare le parti della legge Brunetta, intese a penalizzare le retribuzioni dei dipendenti pubblici, mentre la valutazione del merito potrà trovare il suo alveo naturale nella contrattazione di secondo livello, a seguito dell’individuazione di strumenti trasparenti e criteri oggettivi che consentano di perseguire una premialità obiettiva e non viziata da possibili parzialità”.

Conclude Turco: “Al Ministro Madia, che sulla scia del suo Governo mostra di perseguire una politica che mina alle basi l’unità del mondo del lavoro, non abbiamo voluto rispondere con un tweet: sarebbe stato estremamente riduttivo comprimere in 140 caratteri il nostro dissenso su un modo di procedere che si palesa assolutamente illegittimo, antidemocratico e irrispettoso nei confronti di quei 3milioni lavoratori che quotidianamente assicurano il funzionamento della Pubblica Amministrazione e l’erogazione dei servizi pubblici all’intera collettività”.