Via Crucis, Papa Francesco: “Mediterraneo e Mar Egeo insaziabile cimitero, immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata”

Via Crucis - Colosseo di notteROMA – Venerdì 25 marzo consueto appuntamento, sotto il segno della Misericordia, con il rito della Via Crucis 2016 presieduto da Papa Francesco al Colosseo di Roma.

Il Santo Padre, al termine della celebrazione che attraverso le 14 stazioni ha fatto ripercorrere gli attimi conclusivi della vita terrena di Gesù, ha rivolto la parola ai fedeli.

Per ventotto volte ha ricordato la Croce di Cristo, strumento di morte e via di Resurrezione che tocca i volti di coloro che hanno perso la vita in mare, delle vittime della violenza e della sofferenza, degli anziani abbandonati, dei bambini denutriti e scartati.

“Croce di Cristo ti vediamo nei ministri infedeli che invece di spogliarsi nelle proprie vane ambizioni spogliano perfino gli innocenti della propria dignità … ti vediamo in coloro che giudicano gli altri perfino fino alla lapidazione senza vedere i proprio peccati e colpe … ti vediamo nei fondamentalisti e nel terrorismo dei seguaci di qualche religione che profana il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze. Ti vediamo ancora oggi in quelli che ti vogliono togliere dai luoghi pubblici e dalla vità pubblica in nome dell’uguaglianza che tu stesso ci hai insegnato…”.

Il Mediterraneo e Mar Egeo visti come insaziabile cimitero immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata. E la Croce vista anche “nei potenti e venditori di armi che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fratelli e danno ai loro figli da mangiare il pane insanguinato. Nella Santa Croce si vede Dio che ama fino alla fine e l’odio che acceca i cuori e le menti di coloro che preferiscono le tenebre alla luce”.

La preghiera che si conclude con un forte desiderio e speranza che diventa certezza come per tutti i fedeli quella della Resurrezione la domenica di Pasqua:

“Salvaci dal male e dal maligno, svegliaci dalle seduzioni della vanità desiderio di Dio e della luce insegnaci che l’alba del sole è più forte dell’oscurità della notte insegnaci che l’apparente vittoria del male si dissipa davanti alla tomba vuota e difronte alla certezza della Resurrezione e dell’amore di Dio che nulla può sconfiggere o oscurare o indebolire”.