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ROGER VIVIER: 60 ANNI DI STILE
Un libro edito da Rizzoli, con oltre 300 foto, ripercorre e racconta i 60 anni del marchio di calzature di lusso

Monsieur Roger Vivier è stato senz’altro uno dei più grandi designer di scarpe che la moda abbia mai avuto.Guidato dall’inconfondibile tocco parigino, in 60 anni di luminosa carriera (1907 – 1998), Vivier ha rivoluzionato il design e il decoro della calzatura femminile, trasformando le scarpe in pezzi unici, in un’autentica forma d’arte (che egli descriveva come “sculture”) segnando la moda come pochi altri.
É stato definito il Fabergé delle calzature a significare lo stile opulento, iconografico, dal fascino e dalla fattura esclusivi: la creazione del primo tacco a spillo concepito negli anni ’50 e quella del commaheel sono soltanto due esempi dell’eredità lasciata dallo stilista alla moda internazionale.

La storia e la suggestione delle creazioni di Roger Vivier rivivono nel volume omonimo edito da Rizzoli e presentato in anteprima a Parigi nella Boutique di Rue du Faubourg Saint-Honoré. Ambasciatori della serata,Ines de la Fressange (musa storica dello stilista) insieme al Direttore Creativo della maison, Bruno Frisoni. Una grande monografia illustrata su un marchio iconico: da emblema della calzatura femminile d’alta moda a sofisticata griffe di accessori, nel segno di un lusso insieme parigino e internazionale.
Le sue leggendarie creazioni incorporavano talento artigianale, eccellenza dei materiali, una rara inventiva e una chiara dose di visionarietà, al punto di guadagnarsi rapidamente lo status di oggetti di culto agli occhi di icone di stile da Elsa Schiapparelli a Catherine Deneuve, da Jackie Onassis a Brigitte Bardot, da Liz Taylor a Grace Kelly e Sophia Loren, senza dimenticare la Regina Elisabetta II, che calzava dei sandali Vivier in capretto dorato nel giorno della sua incoronazione, nel 1953.

Roger Vivier era un couturier. Suo il tacco a spillo, “quello che finisce la silhouette a colpi di matita” (creato per una collezione di pret-a-porter della Maison Dior), sua la ballerina squadrata, gli alti stivali cuissard di vernice, nonché una rigogliosa varietà di inserti decorati ispirati all’oreficeria, al mondo animale, ai capolavori della pittura. Pioniere nella creazione dei tacchi più diversi: a forma di palla, a forma di piramidi, di una conchiglia o di un arco. Conosciuto come scultore della scarpa, ha inventato modelli come Virgola, Cancan, Pulcinella, Guignol, ora esposti in molti musei del mondo, dal Victoria and Albert di Londra al Metropolitan di New York.
Ora il libro appena pubblicato, ne ripercorre la storia attraverso le prime creazioni, le decine di schizzi, le collaborazioni con Christian Dior (Vivier fu l'unico a cui il sarto permise di tenere il proprio nome quando lavorava per lui), Elsa Schiaparelli e Yves Saint Laurent, le sperimentazioni pop e quelle più all'avanguardia. Quello che ne viene fuori è un viaggio attraverso quasi un secolo di stile, un omaggio al creatore e alle sue idee geniali e ardite.
Lui, che disegnò le scarpe per Christian Dior e per Yves Saint Laurent, il maestro della couture che per primo ha intuito l’importanza del prêt-à-porter, non ha mai scelto un suo erede.
Il libro va oltre, raccontando anche la seconda vita della maison, quella che l'ha proiettata nel futuro. Il patrimonio artistico e le somme radici tradizionali di Monsieur Vivier hanno trovato nuova vita grazie all’acquisizione del brand (nel 2002) da parte di Diego Della Valle. Sotto la Direzione Creativa di Bruno Frisoni e Inès de la Fressange (modella e creatrice di moda che ne incarna il volto e l'immaginario), il lavoro e la visione di Roger Vivier continuano a vivere e nuovi capitoli si aggiungono a questa storia unica che va oltre l’expertise calzaturiero per accogliere borse, piccola pelletteria, gioielli e occhiali da sole.
La leggerezza e lo spirito pionieristico con cui vengono fatti sono gli stessi che aveva lui, reinterpretati secondo un'estetica contemporanea.

Parallelo ideale è l'incontro con Catherine Deneuve, incarnazione dell'estetica del designer quando per "Bella di Giorno" (torbido capolavoro di Buñuel) indossò le ballerine con la fibbia di metallo create per la collezione "Mondrian" di Saint Laurent. Ribattezzate "Belle Vivier", sono forse oggi le scarpe più celebri: fu lei a sceglierle perché ne cercava un paio che fossero chic ma non esagerate. Aveva compreso quanta sensualità ci fosse in quel modello dalla fibbia quadrata in apparenza così discreto.
Uno dei tesori del volume è la visita guidata negli archivi della Maison, per ammirare le foto inedite dei modelli vintage della collezione storica, bozzetti e schizzi originali del maestro ma anche i disegni e collages realizzati in tempi più recenti. Arricchiscono il volume i contributi inediti di appassionati esperti del settore moda, come Olivier Saillard, Virginie Mouzat, Loïc Prigent, Colombe Pringle e Elisabeth Sammelhack.
Questo straordinario volume è un tributo a un creatore assoluto, al suo estro e alla sua inventiva e celebra insieme la tradizione, un marchio unico al mondo, seguendone l’evoluzione da atelier di scarpe di fattura artigianale a icona degli accessori di grande lusso sinonimi dello chic francese.
Yves St. Laurent lo definiva capace di aggiungere al suo lavoro “un insieme insuperabile di fascino, leggerezza, ricercatezza e poesia”.
Courtesy of Press Office Rizzoli Illustrati
Credits: © Roger Vivier, Rizzoli, 2013

(di Rosalba Radica - del 2013-05-27) - articolo letto 1167 volte

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