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ALLA SCOPERTA DEI KARAK
Intervista alla band che ha vinto il Premio Pigro 2013

Ai nostri microfoni i Karak che abbiamo conosciuto più da vicino in occasione del Premio Pigro 2013 dove hanno ottenuto il premio per migliore cover band e miglior brano inedito. Nati per caso nel 2002 ci raccontano delle loro scelte artistiche, dell'esperienza in Abruzzo e dei loro progetti futuri.

Come nascono I Karak?
R - I Karak nascono per gioco. Tre Ragazzini che amano la musica si conoscono per caso, e nel lontano 2002 iniziano a suonare per divertimento. Il nome poi è il risultato di una dedica particolare al cantante di uno dei gruppi che hanno fatto la storia del rock internazionale: Robert Plant, voce dei Led Zeppelin. Il figlio, che si chiamava Karac , venne a mancare ancora troppo piccolo anche per capire che musica è vita, e noi, allora adolescenti, volevamo in qualche modo fargli arrivare la nostra musica.

Dopo un primo periodo dedicato a proporre cover di grandi successi internazionali, arriva l’esigenza di concentrarvi su un solo artista: la scelta cade su Ivan Graziani. Come mai proprio lui?
R - Un giorno, nella saletta improvvisata dove si provava, entrò Alfredo dicendo" Ragazzi, ascoltate qua che riff potente!", e imbracciando la chitarra si lanciò nell'esecuzione delle note de “Il Chitarrista”. Suonare quel brano ci fece capire che le canzoni di Ivan erano a pieno nelle nostre corde. Perché uno può suonare tutta la musica che vuole, ma solo una la vivi con il cuore, con il corpo e con la mente; e la nostra la trovammo nelle canzoni di Ivan. Da quel giorno, fondendo cd e cd contenenti tutta la discografia di Ivan Graziani, abbiamo pian piano scelto quelli che sarebbero stati i primi brani da inserire in repertorio. Fortunatamente i nostri genitori avevano avuto la possibilità di conoscere e ascoltare dal vivo questo grande artista, quindi reperire materiale sonoro non fu poi cosi difficile.

C’è molto di voi nel modo di riproporre i brani del grande rocker abruzzese: non manca la fedeltà ai brani originali, ma ci mettete molto del vostro personalizzando il tutto. In che maniera attuate questa ricerca che vi porta a mettere un tocco così personale in canzoni che hanno fatto la storia e quanto è difficile approcciarvi alla musica di Ivan?
R - L'approccio alla musica di Ivan per noi è sempre molto ragionato. Ogni canzone viene preparata con la partecipazione di tutti e quattro i membri. Decidiamo insieme cosa deve rimanere tale e quale e cosa invece può essere leggermente modificato. Il nostro rapporto si spinge al di là della semplice collaborazione artistica: siamo come quattro fratelli, e ognuno propone le sue idee in maniera spontanea, in un ambiente quasi “familiare” in cui ci sentiamo liberi di esprimerci come meglio crediamo, e di dare tutto quello che possiamo. Ci piace anche considerare le visioni di altri musicisti che occasionalmente suonano con noi, così come le interpretazioni degli altri gruppi che eseguono le canzoni di Graziani. Avendo ognuno di noi diverse esperienze musicali alle spalle, siamo molto aperti a nuovi confronti. Si ha sempre qualcosa da imparare. E ascoltare i gruppi che si sono esibiti nell’ esecuzione dei brani di Ivan Graziani al Premio Pigro ci ha dato molti spunti per nuove idee.

Quando suonate una canzone di Ivan non temete il commento dei fans più sfegatati, sempre pronti magari a cogliere ogni sfumatura di una sua canzone?
R - Fortunatamente questa è una cosa che non ci ha mai spaventato molto. L'umiltà con cui saliamo sul palco e con cui ci mettiamo al servizio della musica di Ivan ci ha sempre ripagato. Il nostro obiettivo è far tornare indietro nel tempo chi oggi ha qualche capello bianco, e far conoscere alle nuove generazioni un artista che non ha avuto il rilievo che meritava. C'è molto da ascoltare nelle canzoni di Ivan Graziani: la musica non è mai banale; ci sono accorgimenti che rendono le sue canzoni uniche. Per non parlare dei testi, che raccontano storie, vere o inventate, tristi o allegre, ma pur sempre coinvolgenti al punto da trasportare chi ascolta nell’universo che Ivan aveva immaginato componendo. Ed è proprio la passione di Ivan nel raccontarle che ci affascina. A noi piacerebbe molto non essere sul palco mentre suoniamo. Ci piacerebbe ascoltare un concerto di Ivan Graziani anche solo una volta come pubblico, anziché come artisti. Per cantare quelle canzoni, per andare a tempo con le mani, per divertirci con la sua musica.

Parliamo invece del vostro progetto inedito: di cosa si tratta precisamente e che direzione musicale avete scelto?
R - Il nostro progetto inedito è in cantiere da diverso tempo. Nel frattempo ci siamo tolti altre soddisfazioni con le nostre canzoni. Abbiamo anche vinto altri premi. Ci spiace dover ammettere che in Italia funziona quasi tutto per conoscenze, e queste a noi mancano. Abbiamo molti brani da far ascoltare. Da registrare. Da proporre. Pensiamo che il premio ci abbia dato un buon motivo per non mollare il cammino lungo questo percorso. Anche in questo ci troviamo molto in sintonia con la musica di Ivan Graziani. Come a lui, anche a noi piace scrivere storie e raccontarle: episodi ricchi di personaggi semplici e veri, che potreste incontrare nel vostro quotidiano o perché no, essere proprio voi; se poi il tutto viene condito con un pizzico di ironia e con le giuste dosi di realtà e immaginazione, viene fuori quella che è la nostra idea di musica. Non a caso la canzone con la quale ci siamo aggiudicati il premio, che si intitola "Margherita a portar via", è la storia cantata di un pizzaiolo stanco di fare pizze tutte le sere, il quale si innamora perdutamente di una ragazza che entra nel suo ristorante e ordina una Margherita a portar via... Come finisce? Andate ad ascoltarla! Divertente, attuale e di buono e leggero ascolto.

Il Premio Pigro 2013 vi ha regalato grandi emozioni: premio per migliore cover band e miglior brano inedito. Per voi è un nuovo punto di partenza o una consacrazione del vostro buon lavoro finora? Quanto vi inorgoglisce aver vinto un premio dedicato proprio ad Ivan?
R - Dobbiamo essere sinceri. Ultimamente a Roma abbiamo trovato molta difficoltà nel proporre serate dedicate a Ivan Graziani. I gestori dei locali purtroppo sanno che Ivan non attira come una tribute a Vasco… Comprensibile! Andare a suonare al Premio Pigro ci ha fatto rendere conto di quante persone sono ancora legate sentimentalmente alla musica di Ivan. Abbiamo capito che è arrivato il momento di spostarci di zona e di provare a suonare nella stessa terra in cui qualche anno prima aveva suonato lo stesso Ivan. Quindi possiamo definirlo un nuovo punto di partenza per quanto riguarda il progetto Tributo. Ancora di più ci ha stimolato il premio vinto con il nostro inedito: è stata per noi la prova che la nostra musica piace, diverte, e viene apprezzata anche da chi di musica se ne intende sul serio. Questa vittoria ci dà motivo di credere che sia il caso di non smettere di scrivere, ma di continuare a farlo, sempre con la stessa passione e umiltà che non ci hanno mai abbandonato da undici anni a questa parte. Fino a che saremo capaci di rispettare la musica, avremo ancora modo di divertirci.

Progetti futuri dei Karak ….
R - Suonare. Suonare. Suonare tantissimo. Speriamo di riuscire a collaborare in zone nuove, con persone nuove. Stiamo tentando di espandere il nostro progetto alle Marche, all’Abruzzo, all’Umbria e al Molise, luoghi in cui Ivan Graziani è ancora vivo nel ricordo delle persone che l'hanno amato e che lo amano tuttoggi.
E poi noi ci divertiamo. Ci divertiamo un mondo.

Foto di Silvia Massari
(di Redazione - del 2013-08-29) articolo visto 1976 volte
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