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“MACCHISSENEFREGA” HO FATTO TUTTO QUELLO CHE MI ANDAVA DI FARE
Ai microfoni de L’Opinionista, Massimo Di Cataldo racconta il suo ritorno dopo 4 anni con il suo nuovo successo

Massimo Di Cataldo nasce a Roma il 25 aprile 1968. Nel 1993 partecipa al “Festival di Castrocaro” arrivando in finale. Due anni dopo si classifica secondo al “Festival di Sarnremo” nella sezione Nuove Proposte con la canzone “Che sarà di me”. Nello stesso anno esce il suo primo album “Siamo Nati Liberi”, pubblicato in 35 paesi, dove duetta con Ramazzotti e Renato Zero. Nel ’96 è di nuovo al “Festival di Sanremo” nella sezione Big con la canzone “Se Adesso te ne vai” classificandosi sesto. La canzone conquista in poco tempo la Hit Internazionale. Successivamente esce l’album “Anime” conquistando 3 dischi di platino. Lo stesso anno vince la trentaduesima edizione di “Un Disco per l’Estate” con il brano “Con li cuore”. Nel 1997 arriva l’album “Crescendo” che contiene “Come sei bella”.
Nel 2006 partecipa al programma televisivo condotto da Simona Ventura “Music Farm” arrivando in finale insieme a Pago e Ivana Spagna e classificandosi secondo. Al termine del 2006 esce la raccolta “I consigli del cuore”, con i suoi successi dal ’95 al 2006. Dopo un silenzio durato 4 anni Massimo Di Cataldo torna sulle scene musicali con l’album “Macchissenefrega” anticipato dal singolo “Schegge di luce” che lo vede impegnarsi anche nella veste di produttore.
“Universo” è il nuovo singolo tratto dall’album; una canzone sull’integrità razziale. Il videoclip è stato girato durante un recente viaggio in Asia (guarda il videoclip del singolo "Universo").
Dopo aver ascoltato le canzoni del suo 7° lavoro “Macchissenefrega” ed aver letto attentamente i testi delle canzoni, decido di soddisfare le mie curiosità verso questo nuovo album:
Massimo, come mai il tuo silenzio è durato 4 anni?
R – C’è voluto tempo per prendere il coraggio e tirar fuori un lato inedito di me, con delle canzoni che vanno al di là dei canoni discografici ma per me importanti perché di grande liberazione. Non avendo una scadenza con il mercato discografico non mi sono affrettato per riuscir a buttar giù tutto quello che avevo dentro; diciamo che è stata una necessità personale.
A cosa è dovuto il titolo dell’album “Macchissenefrega”?
R – Mi è piaciuta l’idea, oltretuttto è anche il titolo di una traccia del cd e riuscendo a decontestualizzare la parola diventa provocatorio. Il significato non implica una rinuncia sia chiaro, ma dover essere ciò che io non sono; è uno sprono a me stesso per andare avanti e non concedere più del necessario al lavoro.
Uno dei singoli per lanciare il CD è stato “Universo” …
R – Si, ho cercato di descrivere in questa canzone quella che è la mente che va oltre ad una persona. Facciamo parte di un universo infinitamente grande ma così infinitamente piccolo. L’uomo, come volevano gli umanisti, è al centro di questo; ma il centro dell’universo può essere ovunque; ognuno di noi a suo modo è un universo.
Per te l’amore è il suo rimedio sicuro?
R – L’amore dovrebbe essere il solo rimedio sicuro o meglio è una convinzione comune. L’amore è pace, comunione, riavvicinamento. L’amore dovrebbe essere considerato oltre il rapporto tra due persone, ma come apertura verso l’amore universale.
A te ha mai deluso l’amore?
R - Sono rimasto deluso dall’amore; da atteggiamenti e da situazioni più grandi di me. Mi sono sentito spettatore egoista e ognuno di noi può esserlo involontariamente solamente per salvaguardare se stessi. Sono rimasto deluso anche a me stesso però, perché in alcune situazioni dovevo comportarmi diversamente.
Cocaina consumata dentro i cessi; soldi sporchi arrotolati in tasca, attricette e figli di politici arrivisti. Tutta gente per bene che sottolinea il proprio stato a botte di contanti liofilizzati nel naso […] nelle notti delle belle feste italiane…
R - Beh il testo è esplicito. Ascoltando queste parole mi vengono in mente scene di film, telegiornali. C’è un pizzico di ironia. E come se fosse un annuncio televisivo dove ti fanno vedere talmente da vicino questa “brutta realtà” tanto da confortarla e mitizzarla. Mi viene in mente “Scarface” … Al Pacino … Le nuove generazioni dovrebbero intravederne il ridicolo. Questarealtà provoca guai. < br> Riferendomi alla canzone “Quello che mi andava di fare”. Qual è quella cosa che ti andava di fare a 16 anni?
R – Pensavo già al mio futuro, volevo esprimere quello che tenevo nascosto dentro me attraverso disegno, pittura, canto e scrittura. Poi andando avanti mi sono sentito intrappolato da un imprevisto, la fama. Ti crea un’idea preconcetta di te che sei “famoso”, le persone ti prendono come stereotipo. A me però piace stare tranquillo e libero … Mi piace andare al cinema e fare la spesa. Ho sempre cercato di difendere la mia libertà evitando gossip che farebbero di me un personaggio.
Degli altri artisti cosa pensi?
R – Mi piace lo scambio con altri artisti anche più grandi di me per fama, carriera ed età. Spesso è buffo vedere persone “capricciose” che si occupano dell’anticipo, dei rendiconti con le case discografiche facendosi sfuggire che hanno scritto pezzi e storia della musica italiana.
Perché la canzone “Dio siamo noi” ha due testi diversi ma titoli uguali?
R – C’è un richiamo tra le due canzoni; ci sono accordi e ripetizioni. Due contesti: uno spirituale ed uno politico.
Credi in Dio?
R – Risposta complessa. Credo nel momento in cui vivo, in un’essenza spirituale che circonda la vita di ogni cosa. Sono curioso di andare oltre l’indottrinamento; ed anche se le religioni non sono tutte uguali, alla base dovrebbero servire a riconciliare libertà di credere … libero arbitrio.
Cosa ti ha spinto a diventare un cantante?
R - La musica è la forma di espressione più alta; astratta. Sono stato rapito. E’ una dea, una musa.
Ti sei ispirato a qualcuno?
R - Da ragazzino a Battisti e alla musica italiana in generale. Avevo il 45 giri di mio padre e mia madre (sorride). Ma anche i Pink Floyd, ricordo “The Wall”, il progressive, il rock. Negli arrangiamenti mi piace usare tutto ciò che conosco.
Se ti dico “Se adesso te ne vai” …
R – (ride compiaciuto) ti rispondo “non ne frega niente”. Tutte le canzoni d’amore non contengono un risvolto d’orgoglio, senza pregarla di non andare. Questa è una canzone forte e provocatoria ed ha avuto un incredibile successo internazionale.
A quando l’inizio del tour?
R – In primavera … aprile, maggio. Spero vada bene, altrimenti …. Macchissenefrega! … (sorride)
(di Tania Masci - del 2010-02-12) articolo visto 2590 volte
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