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I PROGETTI FUTURI DELLA SCENEGGIATRICE ANTONIA TOSINI
Intervista a tutto tondo sui suoi ultimi lavori

Antonia Tosini regista e sceneggiatrice, che vive a Napoli da oltre trent'anni, proviene da una famiglia abruzzese. Il suo lungo percorso culturale ed artisico è ricco di studi e di esperienze professionali che l'hanno vista assistente alla regia, autrice di testi, di canzoni nonché di libri. In questa intervista ci parla dei suoi interessanti progetti futuri lasciando trapelare, tra le righe, la grande  passione per il suo lavoro.

A che punto siete con la pre-produzione del film: The Flight of the shaman – ovvero titolo italiano:“Il volo dello sciamano”?
R. - A un buon punto. Il produttore americano e il regista Robert Reed Altman stanno facendo il punto sui primi attori, e sulla protagonista. Ma non mi chiedere i nomi, perché non sono ancora definitivi, per il momento è solo una ipotesi di cast. Forse tra febbraio, marzo lo sapremo con più sicurezza.

Hai detto in più interviste che hai scritto questa  originale sceneggiatura per il regista Robert Reed Altman (figlio del leggendario Robert Altman).
R - Sono sempre stata una fan sfegatata del grande Altman, lo definisco il mio mentore e quando ho conosciuto il figlio   Robert Jr,  ero al settimo cielo, istintivamente gli ho proposto la mia sceneggiatura. Ricordo che era un 1° draft abbandonato da qualche anno nel cassetto. Quindi c’era ancora molto da scrivere e riscrivere. Dopo averlo letto lui mi disse che durante la lettura aveva avuto la sensazione di vedere un grande film. Robert fisicamente è identico a suo padre e per me era come darla al grande regista, e per quello che so ha ereditato anche il suo talento.

La produzione italiana è “La Caro Film” e quella americana?
R - Il produttore americano si chiama Silvio Muraglia ed è il produttore leader di questa coproduzione internazionale America, Italia. Ha prodotto numerosi film come Talos - L'ombra del faraone, Prayers for Bobby, Little Murder e tanti altri. Anche i produttori, Veronica Bilbao La Vieja e Giancarlo Sartoretto, hanno realizzato diversi films, sono dei veri professionisti, e posso dire che è un piacere lavorare con loro.

Mi hai detto che attualmente sei alle prese con una nuova originale sceneggiatura. Un thriller paranormale, tra suspense e mistero dal titolo:  The Crown of Thorns “La corona di spine”. Anche il volo dello sciamano se non erro è un thriller paranormale. Ti stai specializzando in questo genere?
R - Assolutamente no. Sono idee che vengono. Direi che è solo una coincidenza. Anche se il genere mi piace, non vorrei essere etichettata, amo scrivere di tutto. La corona di spine” è comunque un viaggio nel mondo dei simboli, lettere e significati  nascosti….. nel soprannaturale alla ricerca della verità… di Dio. Permettimi una considerazione, scrivere un film contro la Chiesa è molto più facile che scrivere un film sull’indimostrabile. Infatti, scrivere questa sceneggiatura è per me un impegno ed una sfida  perché tocca argomenti come Chiesa e scienza, ragione e fede. Due mondi distanti, due rette parallele che viaggiano nella stessa direzione ma che non riescono a incontrarsi.

Hai già completato la sceneggiatura?
R - No, mi trovo al 2° draft.  Stranamente si è ripetuta  la stessa situazione di Robert Jr, nel senso che la storia, pur non essendo ancora definitiva  ha già catturato l’attenzione e l’interesse del produttore Vivek Singhania che, dopo averla letta,  si è prenotato per realizzarla. Singhania ha prodotto numerosi films, tra questi: giusto per citarne qualcuno: "Karma: Crime Passione, Reincarnazione" che ha partecipato al festival del cinema di Cannes nel 2009 e il suo ultimo film (2012) “Seal Team Six: The Raid on Osama Bin Laden”. Lui è titolare della casa di produzione: Picture Perfect con sede in India e a Hollywood dove produce films internazionali.

Mi puoi dire di cosa parla La corona di spine ?
R - Oserei dire che è la risposta al film “Il codice Da Vinci”. Se hai visto il film,  sai che cerca di compromette i fondamenti del Cristianesimo, e in particolare quelli della dottrina professata dalla Chiesa cattolica… affermando che il Cristo non è divino per sua natura. Mentre la mia storia tratta il segreto della corona di spine che racchiude il mistero di ogni opera di Dio. Tutto ciò che lui ha creato è contenuto in un simile mistero. Per alcuni passaggi ho avuto bisogno di un esperto, della lingua aramaica – siriaca, così mi sono rivolta a una persona di grande cultura, P. Abramo Unal un sacerdote ortodosso che conosce alla perfezione la lingua che parlava Gesù.  Devo dire che mi è  stato di grande aiuto.

Hai già il regista? Sarà sempre un americano?
R - Ho in mente qualche nome, e sono indecisa tra un americano e un italiano.. ma è ancora presto per decidere.

So che hai altre sceneggiature nel cassetto, di che genere sono?
R - Ne ho diverse, tra queste una storia molto particolare dal titolo: Alba d’Autunno. che tratta le frustrazioni, le sensazioni, di una professoressa di oltre cinquant’anni che vive in un paesino di provincia, vista per anni come mamma votata alla famiglia, ma che improvvisamente mostra l’altra faccia della luna, cioè una donna  ancora capace di desiderare e amare un uomo…che il destino, bizzarro, vuole molto più giovane di lei, bello e ricco,(infatti è un affermato produttore di vini) Un algerino, che conferma agli occhi di tutti che la donna, nonostante la sua non più giovane età, è ancora in grado di piacere….. che il suo corpo è seduttivo….. È una storia molto conflittuale, drammatica….. e alla fine, questa donna testimonia che ad ogni età della vita è possibile ricominciare, che la felicità amorosa non è preclusa agli anziani. Purché  sappiano abbandonarsi agli eventi, aprirsi alla relazione, mettersi alla prova del dialogo, anche se l’altro non ha la stessa età, né le medesime esperienze.  Gli amori tardivi, (lo sappiamo) scatenano  invidia, vengono spesso deprecati e derisi, ma in realtà dovrebbero rappresentare per tutti motivo di fiducia e di speranza perché testimoniano la vita. È da questa prospettiva che la protagonista dice:”Sono disponibile ad amare, quindi vivo”. .. Questa storia mi piacerebbe girarla in Abruzzo, ma per il momento non l’ho proposta a nessuno.
Mentre ce ne una che ho scritto quattro anni fa, a cui tengo particolarmente, dal titolo: Rovo di spine. Si tratta di una storia ambientata in un quartiere degradato di Napoli in uno di quegli interrati dove si tocca con mano il disagio, dove c´è un costante pericolo di promiscuità e di violenza, dove urla silenziose e richieste di aiuto sono destinate a rimanere inascoltate e dove una bambina di 12 anni viene abusata dal patrigno... Ma questa è una storia potrebbe essere ambientata in qualunque altra città o nazione, in quanto tratta un problema globale: «La malattia dell'anima» l´abuso sessuale dei più forti sui più deboli, dei più grandi sui più piccoli. Un problema che esiste è diffuso è un'amara verità, che non è semplice accettare.
(Una tematica, attualissima, forse ardua, ma che invia messaggi positivi per recuperare; il senso del rispetto, il diritto all´adolescenza, il diritto di essere bambine, di essere donne che spesso pagano un prezzo altissimo: la sfortuna di essere nate in certi luoghi. Tutto questo ci fa inorridire, ma accade anche nel nostro "civilissimo" Paese, nel mondo, dove recenti fatti di cronaca vedono tragicamente protagoniste numerose donne e ragazzine vittime di abusi, violenze, stupri e omicidi per mano di uomini. Sicuramente è un progetto che  invita le persone a una grande riflessione).


“Rovo di spine” è una sceneggiatura del tutto diversa dalle altre due precedenti. L’hai proposta a qualcuno?
R - Su consiglio di un amico, l’ho proposta al regista Aurelio Grimaldi, il quale è tornato da poco dal Brasile dove ha girato il suo ultimo film, adesso è impegnato con il montaggio ma, mi ha promesso che farà di tutto per leggerla, in quanto è molto interessato alla tematica.

Le tue sceneggiature sono dirette in America, suppongo siano in inglese le traduci tu?
R - Assolutamente no. Ho con me una amica, una brava traduttrice, la prof.ssa Laura Caliendo, che traduce tutti i miei lavori.

Bene. Speriamo che il nuovo anno ti porti ancora tanta fortuna e che tu possa realizzare anche queste sceneggiature, che mi sembra di poter definire più italiane.
R - Grazie. Lo spero anch’io.
Si ringrazia la signora Elettra Pirol per la preziosa collaborazione.
(di Redazione - del 2013-01-19) articolo visto 2098 volte
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