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UNIVERSITA' E GIOVANI: UNA SFIDA DA RACCOGLIERE

Le contestazioni de “La Sapienza” devono aiutare a capire le necessità dei giovani

L'università “La Sapienza” di Roma, è recentemente tornata a far parlare di sé, per due episodi che sconfinano dall'ambito accademico e ci riportano, seppur in maniera molto lieve, indietro di quarant'anni, a quel 1968, che ha segnato una delle pagine di più forte contrasto ideologico del secolo scorso.
DUE EPISODI PER CAPIRE - due fatti dicevamo: il primo, risalente all'ottobre scorso è stato il netto rifiuto da parte di molti studenti non cattolici, affiancati da 67 intellettuali, ad accettare la presenza di Papa Benedetto XVI alla cerimonia d'apertura dell'anno accademico 2007/2008.
Studenti e intellettuali si sono detti contrari alla presenza di Sua Santità perchè – come spiegato in una lettera redatta dalle suddette 67 prestigiose personalità - “E' sconcertante l'invito rivolto a Papa. “Nel '90, l'allora cardinale Ratzinger disse che il processo della Chiesa contro Galilelo fu ragionevole e giusto. Quelle parole ci offendono e umiliano”.
Il secondo episodio risale al maggio di quest'anno, quando la facoltà di Lettere fu occupata da alcuni studenti che chiedevano la revoca, poi ottenuta, di un convegno di Forza N uova sul tema delle foibe.
“Riteniamo gravissimo e inaccettabile” - facevano sapere in una nota gli studenti del laboratorio per l'Autoformazione di Lettere- che l'Università abbia dato l'autorizzazione ad un convegno organizzato da esponenti di estrema destra”.
I due episodi dimostrano l'insofferenza di una forte parte degli studenti di oggi verso le ingerenze religiose nella vita di ogni giorno, e verso un passato che i giovani d'oggi rinnegano, pur non conoscendo la storia in tutti i suoi risvolti.
RATZINGER E LA RELUIGIONE - per quel che riguarda la religione è chiaro che da quando Ratzinger è salito sul soglio pontificio, la Chiesa cattolica è arrivata ad "entrare" sempre più nel mondo laico suscitando malumori anche tra i vari schieramenti politici e mostrando una chiusura totale in materia di aborto, bioetica ed eutanasia. Benedetto XVI, essendo anzitutto un teologo, non riesce ad entrare nei cuori dei giovani, perchè usa un linguaggio meno diretto del suo predecessore e punta più sulle Sacre Scritture che sul dialogo.
E' chiaro però che la rottura avvenuta alla Sapienza non può minimamente essere paragonata alle rivolte studentesche del 1968 anche se anche in quel periodo sussistevano mtivi d'attrito contro la chiesa.
Nel 1968 Papa Paolo VI infatti pubblicò l'enciclica “Humanae vitae”, in cui si proibiva di avere rapporti sessuali se non si aveva come fine la procreazione. Come si vede dunque i tempi non sono cambiati poi molto, anche se nessuno al giorno d'oggi si sognerebbe di ripetere ad esempio, un altro “caso Isolotto”.
Quarant'anni fa infatti vi fu una lettera firmata da 150 parrocchiani appartenenti alla Comunità dell'Isolotto di Firenze in cui veniva rivendicato una necessaria opzione per i poveri e si chiedeva la fine di quell'intreccio tra chiesa e potere che aveva comandato fino a quel momento - , però è chiaro che c'è da sempre una certa insofferenza da parte dei giovani verso la Chiesa.
POLITICA E UNIVERSITA' - analizzando il lato politico, è chiaro che politica ed università sono sempre andati a braccetto. Nel 1968 tra gli studenti universitari dell'epoca c'erano tra gli altri, Arturo Parisi alla statale di Milano, Philippe Daverio alla Bocconi, alla Cattolica di Trento Marco Boato e Mauro Rostagno. Tutti questi personaggi hanno avuto una parte importante nella storia d'Italia di quell'epoca e anche in quella successiva.
Il contestatore per eccellenza di quegli anni è però Mario Capanna, che oggi fa la lotta agli Ogm e nel 1968 e che ha coordinato per anni le lotte per il Movimento Studentesco e ha rischiato anche di essere linciato nel 1969 dagli appartenenti del Movimento Sociale.
LE SFIDE DI OGGI - la situazione odierna lascia numerosi interrogativi ai giovani d'oggi, figli da un lato di una società dell'immagine che ha fatto perdere di vista alcuni valori fondamentali, dall'altra di ingerenze religiose e politiche sempre più marcate nella vita di tutti i giorni. Ai giovani di oggi pare che la società odierna non riesca a dare risposte adeguate in materie che fanno ormai parte della vita di tutti i giorni: eutanasia e matrimoni civili tra tutti e la Chiesa col suo rigido protocollo non aiuta di certo.
Bisogna dunque iniziare a dare risposte concrete su vari temi. I giovani universitari vanno ascoltati. Loro sono il futuro. Per spalancare loro la strada bisogna che nel presente si pongano le basi per una solida collaborazione.
(di Davide Luciani - del 2008-07-16) articolo visto 1224 volte
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