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IL REDDITOMETRO VIOLA LA NOSTRA PRIVACY?

Come nasce, osservazioni, pro e contro

"Il redditometro viola la privacy" tale è la motivazione di una sentenza del Tribunale di Napoli su una situazione che al di là delle interpretazioni volute, e sulle quali in tutti i casi si e' d'accordo, non può essere vista come una "caccia alle streghe".
Il redditometro è nato come forma di controllo fiscale nel Governo Monti. Inizialmente esso è stato concepito come un deterrente all'evasione che consapevolmente sappiamo esiste e, con la quale - nonostante i sacrifici - attualmente conviviamo.
Se affermiamo che dal redditometro scaturisce un controllo sulle spese, un controllo su tutto quanto spendiamo ed una chiusura a quella micro e macro economia che si tenta ad ogni costo di far emergere, sarebbe grave. Non affermiamo né che sia così né che non lo sia, se lo fosse pero' saremo di sicuro in uno stato di polizia fiscale. Se fossimo controllati in tutto e per tutto, quando facciamo un acquisto come una macchina nuova,mobili,ristruttarazioni ed altro dobbiamo dimostrare perché e in che modo abbiamo potuto comprare quella determinata cosa.
Sembra di capire che la situazione sia proprio in questi termini. Ma se la teoria è questa, la pratica non può essere uguale. Sarebbe una situazione di deprivazione della libertà personale, sarebbe una violazione della privacy, del nostro modo di essere, delle nostre abitudini, della nostra dignità, del vestire, del mangiare e magari del comprare il viagra in farmacia per chi ne ha bisogno.
Il redditometro, se dovesse assolvere tale funzione di controllo di un "grande fratello" sarebbe uno strumento di tortura psicologico, lederebbe la nostra salute mentale ed anche fisica poiché è dimostrato che molte patologie fisiche sono concausa di una salute mentale lesa. Una siffatta situazione riporterebbe a tempi della nostra Nazione che non vogliamo ricordare. La funzione del redditometro - pensato con quella logica ed intelligenza del settore per il quale è stato concepito da persone sicuramente con alte nozioni di Economia e Finanza - dovrebbe essere quella di evitare situazioni paradossali come si sono verificate un po' in tutt'Italia: quei fuoristrada costosissimi intestati a nullatenenti, quegli appartamenti di gran pregio di proprietà di lavoratori saltuari, quelle barche per le quali il rimessaggio e la sosta di un solo mese estivo costa di gran lunga lo stipendio da impiegato del proprietario, o di qualche professionista che dichiara un reddito pur avendo la barca da operaio della Fiat, con tutto il dovuto rispetto.
Allora, se è questa la funzione del redditometro, è il benvenuto, e non possiamo che essere felici di tale strumento. In tutti i casi la lodevole iniziativa di chi ha usato un proprio diritto di Legge al fine di evitare controlli del redditometro per lesiva riservatezza e dignità e l'ancora piu' lodevole risposta da parte della legge - ovvero del tribunale di Napoli, sezione civile distaccata di Pozzuoli - circa l'accoglimento del ricorso, non può che essere, la Costituzione insegna solo simbolico.
Il simbolismo, pur essendo utile non basta a fermare una legge, o, un decreto avente forza di legge. Come sappiamo ben altre sono le strade ivi compresa quella del referendum, o di abrogazione da parte di un prossimo governo. Auspichiamo in tutti i casi che tali controlli siano unicamente per chi si trova in una situazione paradossale e non credibile tra quanto dichiara e quanto spende per i propri beni. Del resto perché dovrebbe aver paura chi è onesto?
Che sia il ritorno a un'inquisizione stavolta non santa ma fiscale? Sarebbe molto grave in un paese simbolo di democrazia che fa parte dell' Eurozona che ci osserva.
(di Antonello Laiso - del 2013-07-16) articolo visto 4364 volte
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