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BRUNETTA CONTRO I FANNULLONI: UNA BATTAGLIA IMPOSSIBILE?

Molti i problemi che il neo ministro si troverà ad affrontare nella sua crociata

Fin dal suo insediamento, il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, ha fatto della lotta ai fannulloni della pubblica amministrazione il suo cavallo di battaglia.
“I dipendenti fannulloni, vanno semplicemente licenziati” ha dichiarato il ministro tempo fa, durante l'inaugurazione del Forum della Pubblica Amministrazione alla Fiera di Roma. Il discorso è stato poi affrontato più volte e ripreso da giornali e televisioni.
LA FRASE DI MAO -proprio in televisione e più precisamente in una puntata di “Porta a Porta“, Brunetta ha reso ancora più esplicito il suo discorso citando una celebre frase di Mao “Colpirne uno per educarne cento” e aggiungendo poi “Chi non lavora non deve mangiare. Il sistema pubblico deve essere equiparato a quello privato premiando chi lavora bene e licenziando chi non lo fa. Bisogna puntare sugli incentivi come accade nelle aziende private".
Che la pubblica amministrazione sia allo sfacelo a causa della politica sbagliata da parte dei vari governi succedutisi in questi anni, non è una novità. E' lo stesso Brunetta a citare alcune cifre: “Le ore di assenze per riunioni sindacali nel settore pubblico sono state 475.508 nel 2005, riunioni che sono costate nello anno 8.749.00 euro. Le ore di permesso sindacale richieste in Italia sono addirittura 8.400.000 ogni mese”.
LE SOLUZIONI - ma quali sono le soluzioni a questa situazione? Secondo il ministro anzitutto sarà necessario diffondere on line tutti i nomi dei rappresentanti sindacali della P.A. “distaccati" che sono più di 3.000 e che nel 2006 sono costati 125 milioni di Euro alle casse dello Stato. tura 8.400.000 ogni mese”. In secondo luogo bisognerà valutare e misurare la qualità e il volume delle prestazioni e dei servizi; aprire il settore alla concorrenza dei privati; diffondere le tecnologie informatiche; fare leva su tecnologie informatiche, federalismo e reti.
Tutto questo perché far funzionare la macchina burocratica «non è né di destra né di sinistra» ma serve per “cambiare ora, se no la barca non va più”.
I DATI DEL DISASTRO - l'idea di Brunetta trova certamente il consenso dei cittadini e degli esponenti del governo, ma i problemi sono ben più gravi. Come ha fatto notare Sergio Rizzo in un articolo del 19 maggio 2008, oggi la maggioranza dei contratti integrativi prevede incentivi economici, sulla base della mera presenza sul luogo del lavoro: basta cioè timbrare il cartellino è l'aumento è pressochè assicurato, poco importa se il tuo livello di produttività è vicino allo zero.
C'è poi il dato pesante dell'assenteismo che arriva a superare, in alcuni casi i 30 giorni, escludendo ferie pagate e assenze non retribuite. Il problema della pubblica amministrazione poi, si acuisce nelle regoni meridionali, dove, nonostante il maggior numero di dipendenti rispetto al Nord,i servizi sono più scadenti. Ma il dato certamente più eclatante riguardante la pubblica amministrazione è la lentezza dei procedimenti e dei processi giudiziari.
La scarcerazione del figlio di Riina, causa scadenza dei termini di custodia cautelare, ha fatto inorridire molti e negli ultimi tempi sono stati numerosi i delinquenti usciti a causa della lentezza della macchina giudiziaria.
LA MACCHINA GOVERNATIVA - se davvero Brunetta vorrà cambiare questo stato di cose, dovrà impegnarsi molto e partire anzitutto dal suo orto, cioè dal governo.
Qualche tempo fa infatti, Confindustria ha pubblicato un dossier nel quale veniva stilata una graduatoria sui posti dove si lavorava meno. Ebbene tra i ministeri il primato spettava a quello della difesa, mentre tra le regioni, la capostipite delle fannulloni era la regione Lazio. Anzitutto quindi bisognerà trovare il modo di punire chi trae vantaggio da questa situazione.
L'intento è certamente onorevole, ma la strada è lunga e costellata di problemi, a cominciare dagli accordi con i sindacali. Proprio a loro Brunetta ha proposto un "grande patto per cambiare il Paese".
SCETTICISMO - lo scetticismo è d'obbligo in questi casi, non fosse altro perchè i sindacati prima di tutto pensano a battere cassa per i rinnovi dei contratti scaduti. Servirebbe una svolta culturale prima che legislativa, ma se è vero che, uno dei tanti stereotipi degli italiani all'estero è quello di “imbroglioni” e se, come canta Gianna Nannini, l'Italia è “il Paese delle mezze verità”, Brunetta fa quasi tenerezza, perchè assomiglia a Don Chisciotte che va alla battaglia contro i mulini a vento.
(di Davide Luciani - del 2008-07-16) articolo visto 4423 volte
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