L'Opinionista Giornale Online - Notizie del giorno in tempo reale
Aggiornato a:
 

IL 18 SETTEMBRE 2014 IL REFERENDUM PER L'INDIPENDENZA DELLA SCOZIA

Dopo tre secoli di convivenza col Regno Unito la Scozia cerca di diventare una nazione indipendente come il Canadà o l'Australia, Quale moneta adottare? Che dicono gli allibratori?

Per la Scozia questa sarà una data storica. Quel giorno, gli scozzesi decideranno sulla loro indipendenza e sulla formazione di un nuovo Stato separato dal Regno Unito, dopo tre secoli dall’Atto di Unione che fece nascere il Regno Unito. La Scozia può già vantare alcuni simboli di uno Stato indipendente come una propria bandiera e rappresentative sportive. L’attuale sistema di decentramento dei poteri affida a Edimburgo il controllo sulla sanità, sull’istruzione e sulle carceri.
Inno scozzese:
LE FASI DEL PROCESSO DI INDIPENDENZA - ll testo del referendum per l'indipendenza, firmato dal vicepremier Nicola Sturgeon prevede questa domanda "La Scozia deve diventare Stato indipendente?".
Sempre lo scozzese, Nicola Sturgeon, guiderà la campagna per il sì del partito attualmente al governo; ha definito il referendum un "passaggio importante e significativo nel percorso verso l'indipendenza della Scozia" e detto di avere "una visione ambiziosa per il Paese, di prosperità e successo". Data l’importanza storica di questo evento il voto sarà consentito anche a sedicenni.
La data del referendum è un richiamo alle radici della storia scozzese. Cadrà infatti nel settecentesimo anniversario della vittoria di re Roberto I sulle truppe guidate da re Edoardo II d’Inghilterra nella battaglia di Bannockburn, decisiva per la vittoria nella prima guerra d’indipendenza. Robert Bruce, re di Scozia, si scontrò con l’esercito inglese ricco di cavalieri e di arcieri, circa tre volte superiori ai fanti scozzesi. Una delle gesta più eroiche che costella la storia della regione. Quella che, per intenderci, viene narrata a conclusione di Braveheart.
Secondo i sondaggi, non ci sarebbe una maggioranza per l’indipendenza, comunque sia il governo britannico che quello scozzese hanno svolto studi sulle conseguenze economiche, politiche e legali della secessione, quali ad esempio l’importanza di avere una moneta comune, come nell’area Euro, un altro tema importante è la scelta della moneta.
Il leader dello Scottish National Party - Alex Salmond,- che detiene la maggioranza al Parlamento locale ed è stato il principale promotore della consultazione, per sostenere il referendum ha iniziato una campagna di raccolta firme, relativa a una dichiarazione a sostegno dell’indipendenza della Scozia. Pensa di riuscire a coinvolgere un milione di eletttori. Questa dichiarazione, iniziata con il lancio a Edimburgo, nell’autunno 2013 della campagna per il sì al referendum, si propone di verificare se la popolazione scozzese vuole staccarsi o no dalla Gran Bretagna e raggiungere la piena indipendenza dal 2016.
Il sì all’indipendenza ha raccolto il favore di molti personaggi pubblici, dagli attori Alan Cumming e Brian Cox all’ex direttore dei servizi Bbc in Scozia, Blair Jenkins. Sean Connery, da sempre filo-indipendentista, ha mandato un messaggio di sostegno alla causa. “Questo è un giorno storico”, ha scritto l’ex interprete di James Bond oggi non più al servizio di Sua Maestà, “la campagna per il sì ha scelto una visione positiva della Scozia, fatta di accoglienza e uguaglianza e di quei valori democratici che garantiscono agli scozzesi di essere i guardiani migliori per il loro futuro”.
Alistair Darling, ex cancelliere dello Scacchiere, ossia ministro delle Finanze, del passato governo laburista guidato da Gordon Brown è tra coloro che sono contrari al referendum.
SOVRANITÁ MONETARIA - In teoria sono possibili quattro scenari: mantenere la sterlina all’interno di una unione monetaria con il Regno Unito, mantenere la sterlina in maniera unilaterale, creare una nuova moneta nazionale, entrare nell’euro. L’autonomia monetaria è una delle ipotesi, le altre tre sono forme diverse di unione monetaria.
Per la Scozia che utilizza da 300 anni la Sterlina cambiare conio implica un aumento dei costi di transazione,ciò significa un problema per i 2/3 delle esportazioni che vedono il resto del Regno unito come consumatore. Va anche ricordato che restare nell’area della sterlina permetterà alle imprese scozzesi di continuare ad accedere al mercato finanziario londinese.
Il gruppo di accademici incaricati dal governo scozzese di analizzare le alternative, composto da Andrew Hughes-Hallett, Jim Mirrlees, Frances Ruane e Joseph Stiglitz ha ipotizzato che l’attuale area della sterlina sia un’area valutaria ottimale. Questa ipotesi si fonda sui dati economici: gli intensi scambi commerciali, il simile livello di produttività e di pil pro capite, la mobilità dei lavoratori (il 50% dell’emigrazione da e verso la Scozia è legata al Regno Unito), la sincronia dei cicli economici (legata anche al fatto di essere state sottoposte alle stesse politiche monetarie e fiscali), la simile struttura delle istituzioni economiche come il mercato del lavoro e quello dei capitali.
Però l’unione monetaria centrata sulla sterlina ricreerebbe tutte le questioni relative ai vincoli delle politiche fiscali dei paesi membri che sono alla base dei trattati che gestiscono l’euro, priverebbe il paese di una banca centrale e quindi di una politica monetaria e di un’ istituzione che possa fungere da prestatore di ultima istanza nel caso di crisi bancarie.
L’adesione all’euro richiede un processo di transizione molto lungo ed il raggiungimento dei parametri fissati dal Patto di Stabilità e Crescita.
Infine, se optasse per una doppia circolazione euro e sterlina, la Scozia dovrebbe anche negoziare un accordo con il Regno Unito, per cui si troverebbe a gestire due transizioni allo stesso tempo.
Anche questo referendum, come da tradizione britannica, è considerato un evento sul quale scommettere, perciò i bookmaker hanno iniziato a quotare il referendum; la società i scommesse Paddy Power quota a 2 il voto per l’indipendenza e a 1/3 quello per la scelta di restare nel Regno Unito. Anche Ladbrokes e William Hill la pensano in maniera simili.
Per aggiornamenti: https://www.referendumscozia.it/
(di Carlo Baratta - del 2013-12-28) articolo visto 5398 volte
sponsor