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UN CASO VERO, UN NOIR DI CRONACA SUCCESSO E SCOPERTO A NAPOLI

Ragazza segregata in casa dalla madre: quando la miseria umana non ha limiti

É successo a Napoli, ma poteva succedere ovunque sembra un trhiller un film, ma é realmente accaduto: é la storia di una ragazza segregata in casa senza acqua senza gas da sua madre incapace di realizzare che prima di portare la figlia alle strutture preposte, poiché ha asserito alle forze dell' ordine che questa non stava bene, doveva curarsi lei.

É la storia della follia, della follia latente che esplode in questo caso non all' improvviso di quella che provoca omicidi, in questo caso il suo epilogo la sua violenza si é instaurata con lentezza. La sofferenza la privazione di una realtà avranno conseguenze certe per il resto della vita di questa ragazza che tra sudiciume in compagnia di sacchetti di spazzatura e quando capitava qualche pasto che gli portava la madre ha condotto una esistenza che é stata solo sopravvivenza fino a quando é stata liberata dalle forze dell' ordine arrivate dietro una segnalazione che ha aspettato otto anni circa per concretizzarsi.

Tali fatti pongono degli interrogativi atavici sia verso quei comportamenti definiti "di normalità" dai canoni attuali, sia circa quella presenza di un gene che sembra essere presente in molti individui definiti normali, il gene della follia. Quando si parla di movente, di giustificazioni, sembra quasi voler giustificare situazioni che non possono essere giustificate nella normalità, una causa od una concausa non possono, infatti, essere il fulcro di un gesto folle come questo o di un un omicidio.

Le motivazioni di quella madre che la figlia non stava bene non possono essere un attenuante ma un aggravante. Se questa effettivamente non stava bene era dovere della madre di curarla e non segregarla. L'esasperazione, vero che spesso conduce ad una prevalenza di quella parte latente di follia nel nostro comportamento ma, nonostante ciò, siamo lontani dal poter giustificare un gesto così folle.

Del resto anche nelle sindromi depressive cui la letteratura pone in essere la possibilità di un comportamento di un gesto estremo, inevitabilmente di fondo deve esistere in tali persone un qualcosa che giustifichi almeno nella loro follia, o meglio di un gene della follia responsabile di un gesto estremo. Il pazzo è definito come un sognatore sveglio, lì dove la pazzia è un sogno sognato mentre i sensi sono svegli, Schopenhauer identificava i sogni come una breve follia e la follia un lungo sogno.

La realtà sembrerebbe essere allora quella che in ognuno di noi c'è un contenuto manifesto ed uno latente ed è proprio tale contenuto, ovvero il latente, il vero significato di una facciata spesso sostenuta in un limite borderline di normalità. Ogni persona si procura quella facciata di costume in un mondo onirico secondo le proprie caratteristiche individuali occultando in questo modo quella latente.

Ma chi nasconde un facciata in prevalenza di un altra sa benissimo quali siano i canoni della normalità, ovvero il pazzo sa essere intelligente tale da nascondere una follia latente che solo lui conosce. La follia può scatenarsi per motivi occasionali o meno occasionali essa abbisogna sempre di una pseudomotivazione nella mente di chi la compie.

La cultura la sensibilità l'intelligenza spesso accompagnano l'individuo folle a volte l'esatto contrario, in questo caso tale é mancata per quasi otto anni ma non solo nell' individuo folle.

Foto L'Urlo di Munch
(di Antonello Laiso - del 2014-03-02) articolo visto 4540 volte
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