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Vinitaly 2014

VINITALY 2014

La prima fiera al mondo per il settore del vino, alla 48esima edizione, si terrà dal 6 al 9 aprile

VERONA - Il Vinitaly, Salone internazionale del vino e dei distillati, appuntamento immancabile per gli amanti del genere, si svolgerà dal 6 al 9 aprile 2014, con orario per il pubblico dalle 9.30 alle 18.30, presso la Fiera di Verona.

La fiera che, come ogni anno, ospiterà degustazioni tematiche di vini italiani e stranieri e proporrà convegni legati alle tematiche legate alla domanda e all'offerta del mercato del vino, occupa una superficie di quasi 100.000 mq. che permette la presenza di oltre 4.000 espositori di tutto il mondo e più di 140.000 presenze. Unitamente alle aree espositive dedicate ai produttori vinicoli, il salone prevede workshop, buyers club e zone di esposizione dedicate alla promozione del Made in Italy e delle aziende emergenti. Oltre alle degustazioni e agli stand degli espositori, quest’anno ci sarà anche Vinitalybio, l’area dedicata ai produttori di vino biologico e biodinamico certificato. Ed altra novità dell’edizione 2014 è la creazione di un’area riservata alla produzione vitivinicola estera chiamata Vininternational,un nuovo padiglione interamente dedicato ai vini del “resto del mondo”, collocato tra il padiglione 11 e Sol&Agrifood.

VINI E DISTILLATI DAL "RESTO DEL MONDO" - Vini e distillati da Francia e Australia, Sud Africa, Nuova Zelanda, oltre a Ucraina, Slovenia, Russia, Azerbaijan, Argentina, Cile, Spagna, Kosovo, Colombia, finanche dall’India nel nuovo salone Vininternational - International Wine Production, nel padiglione “i” allestito per la prima volta a Vinitaly. Oltre agli assaggi negli stand, sono le degustazioni guidate la parte di maggiore richiamo per gli operatori in visita. Vininternational, infatti, non è una semplice vetrina e oltre agli allestimenti degli espositori è prevista al centro del padiglione un'area tasting, con un fitto programma di eventi, particolarmente interessanti perché assolutamente inediti, proprio come una grande annata.

I francesi sono i protagonisti assoluti con lo Champagne, ma molto attesi perché sconosciuti alla maggioranza delle persone sono anche i vini degli altri Paesi. Si inizia domenica 6 aprile con l’Azerbaijan e tre Château, mentre lunedì 7 è tutto all’insegna degli Champagne. Un pò di Champagne anche lunedì 8, poi spazio ai vini della Nuova Zelanda, della Spagna, con lo Sherry dell’Andalusia, e del Sud Africa. Ancora Sud Africa, con l’importanza del commercio equo e solidale, e Champagne per l’ultimo giorno di Vinitaly il 9 aprile. La partecipazione alle degustazioni è libera fino ad esaurimento dei posti.Il viaggio di Vinitaly tra i vigneti del mondo non finisce qui: fuori da Vininternational, alcuni espositori storici hanno mantenuto la loro tradizionale posizione all’interno degli altri padiglioni. È il caso di Russia, Slovenia, Georgia e Stati Uniti, confermati nei padiglioni 12, 6 e 3.

EVENTI DI RILIEVO:

VINITALY AND THE CITY: è il Fuori Salone di Vinitaly ed è dedicato a tutti i wine lovers che apprezzano anche il food di qualità. Si tratta di un prestigioso palcoscenico con oltre 300 etichette di vini nazionali selezionati da: Gambero Rosso; Verona Wine Top; Concorso Enologico Nazionale “Rosati d’Italia”; Concorsi della Camere di Commercio di Novara, Torino, Alessandria e Asti con la collaborazione di Unioncamere Piemonte. Dalle 17.00 alle 22.30, in live cooking, golosi piatti gourmet presentati dagli chef Salvatore Bianco - del Romeo Hotel di Napoli - e Pasquale Palamaro - del ristorante Indaco del Regina Isabella di Ischia - entrambi una stella Michelin. Domenica 6 e lunedì 7 marzo al palazzo della Gran Guardia.

CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE: si è tenuto dal 26 al 30 marzo ed è uno tra i più prestigiosi al mondo. Ogni anno vengono assegnati i Premi speciali Gran Vinitaly, Vinitaly Nazione e le prestigiose medaglie Gran Medaglia d’Oro, Medaglia d’Oro, Medaglia d’Argento e la Medaglia di Bronzo.

SOL & AGRIFOOD: è un padiglione dedicato solo ai migliori oli extravergine di oliva e alle eccellenze dell’agroalimentare dalla pasta ai salumi, dalle specialità dolciarie ai formaggi, dai mieli alle salse, dalla birra al caffè. In 4 giorni sarà possibile esplorare l’intero panorama del meglio della produzione olivicola ed agroalimentare di qualità. Molte le iniziative che permettono di conoscere ed assaggiare i prodotti dialogando con gli espositori.

ENOLITECH: è il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie; si tratta di una valida opportunità per tutte le aziende del settore che intendono promuovere sul mercato il meglio della produzione, per presentare e far conoscere nuove applicazioni e tecnologie.

CANTINE COME BIBLIOTECHE - Ci sono cantine in Italia come biblioteche, dove è possibile trovare negli archivi aziendali i tratti stilistici, la storia e l’evoluzione di un grande vino e delle aziende stesse: ecco il patrimonio delle vecchie annate che alcune griffe del made in Italy in bottiglia già coltivano come merita.A Vinitaly 2014 si parlerà anche di queste speciali bottiglie, conservate da alcune cantine italiane , capaci di raccontare un mondo in evoluzione oltre che rappresentare vere e proprie testimonianze del peso del brand che portano.

Soprattutto perché, da più parti, e in particolare dal mondo della critica enologica internazionale e di una parte di mercato, il messaggio arriva forte e chiaro: anche l’Italia in bottiglia deve iniziare a puntare in modo convito sulle vecchie annate, costruendo scorte significative dal punto di vista della qualità e dei volumi, al contrario di quanto avvenuto fino ad oggi, eccezion fatta per alcuni casi virtuosi, ma spesso isolati.

«Quello di costruire una “biblioteca” – spiega Monica Larner, firma dall’Italia di “The Wine Advocate” – è fondamentale per raccontare anche all’estero la capacita dell’Italia di produrre vini di grande longevità, che esiste, ma che di fatto non è raccontata. È importantissimo. Certo, tante cantine sono piccole, ma anche queste possono riuscire a tenere da parte 2-300 bottiglie ad annata».

Un apporto necessario per raccontare una storia, costruire e rafforzare un brand, e non ultimo, perché una parte del mercato richiede questo particolare modo di presentare un’azienda. Un formidabile strumento di comunicazione dunque, nel quale i francesi fanno ancora una volta scuola. Basta vedere i lotti delle grandi aste internazionali, dove facilmente si incontrano annate precedenti al 1965-70 di Bordeaux, Borgogna e Champagne, che puntualmente spuntano le migliori quotazioni. Ma anche come molti dei top brand transalpini si presentano al mondo, con degustazioni verticali di grande profondità d’annata e, spesso, portando in assaggio le bottiglie forse più valide per questi grandi eventi: le Magnum.

I grandi vini da invecchiamento e le vecchie annate sono senza dubbio i soli protagonisti capaci di alimentare il sogno e di costruire il mito del vino immortale. Purtroppo, per tanti motivi, questa suggestione viene accesa di rado dai vini italiani, eccezion fatta per un pugno di etichette di Barolo e Brunello di Montalcino e qualche sparuto Supertuscan. Eppure, sono molti i territori del Bel Paese in bottiglia dalla storia enoica secolare alle spalle. Ma le piccole dimensioni e i volumi di produzione ridotti di molte cantine, anche blasonate, hanno spesso rappresentato un ostacolo non secondario alla costruzione di queste “biblioteche”.

Non tanto, quindi, perché non ci siano vini italiani con grandi capacità di invecchiamento, ma perché culturalmente, la maggioranza dei produttori ha sempre pensato a vendere il più possibile, magari ad esaurire la produzione, trascurando di fare una scorta di cantina significativa, anche nei numeri di vecchie annate, che non solo possono diventare, come accade, pezzi da collezione, sigillo del brand o vero e proprio mito, ma anche un “database” storico della produzione dell’azienda stessa, dove il critico, prima di tutti, può ricostruire la storia, l’evoluzione di un territorio, lo sviluppo stilistico dell’azienda, le molteplici sfaccettature e sfumature che determinano la differenza fra un buon vino e un grande vino.
(di Donatella Di Biase - del 2014-04-05) articolo visto 4912 volte

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