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MEDICINA ALTERNATIVA: QUANDO LA MUSICA AIUTA IL MALATO

La musicoterapia è ormai universalmente riconosciuta come terapia per combattere autismo e disturbi psichici

GUARIRE A TEMPO DI MUSICA - Musicoterapia è il termine utilizzato per indicare quella particolare tecnica terapeutica che si propone di combattere determinati disturbi psico-somatici per mezzo dell’ascolto di musica da parte del paziente. Secondo la definizione fornita dalla Federazione Mondiale di Musicoterapia nel 1996, lo scopo basilare è quello di: “facilitare i rapporti interpersonali del malato migliorandone le capacità di comunicazione, apprendimento ed espressione”. Il tutto sfruttando gli incredibili effetti positivi che la musica ha sugli esseri umani, testabili giorno per giorno nella vita di ognuno di noi.
LE PRIME NOTE … - La musica è parte integrante della vita umana da sempre; riti magici di tribù sciamane, liriche e madrigali di poeti e cantastorie, rappresentazioni teatrali, feste religiose e profane... questo è solo l’inizio di un lunghissimo elenco che conta i momenti di vita umana all’insegna della musica susseguitisi nel tempo fino ai nostri giorni! Nel XVIII secolo Richard Brockiesby, medico e musicista londinese scrisse il primo trattato di musicoterapia dando così per la prima volta nella storia un carattere scientifico all’attività più bella del mondo: l’ascolto della musica!
UNA MUSICA PUO’ FARE … - Ebbene sì, pur vivendo in una società all’avanguardia come la nostra la soluzione a problemi diffusissimi quali autismo, ritardo mentale, disabilità motorie o psicosi può semplicemente essere una canzone! Nel 1936 Kate Heimer dimostrò che vi sono due elementi essenziali che il nostro cervello utilizza per elaborare una risposta emozionale alla musica: la tonalità maggiore o minore e la velocità di esecuzione. Questo significa che in linea di massima ogni uomo reagisce allo stesso modo a un determinato stimolo musicale e che studiando queste reazioni, isolando quelle positive e individuando le caratteristiche del suono che le produce, è possibile costruire una terapia efficace che generi serenità, relax e che aiuti le personalità disturbate o in difficoltà. Studi recenti hanno infatti dimostrato, in via esplicativa, che la musica può persino aiutare l’integrazione scolastica perché la sua pratica aumenta l’autostima e la fiducia in se stessi. La musicoterapia si distingue in attiva e ricettiva; la prima stimola la socievolezza aprendo al confronto anche i caratteri più riservati, la seconda, che consiste nel semplice ascolto, agisce sulle patologie vere e proprie.
CANTA CHE TI PASSA! - Potremmo riportare alla luce questo antico proverbio insomma e affidare anche noi i nostri momenti più bui all’ascolto della musica, non necessariamente quella leggera ma, perché no, anche quella classica! Spesso l’ascolto dei testi impegna fin troppo le nostre menti e ci distoglie dal reale susseguirsi delle note che fornisce invece il vero effetto “terapeutico”. Esistono associazioni di medici musico-terapeuti e corsi professionalizzanti destinati proprio allo sviluppo ed alla diffusione del metodo musicale dal quale già in molti hanno trovato benefici. A questo punto credo che saremmo tutti d’accordo nell’affermare che non potrebbe esserci una terapia più bella, più gradevole ed efficace della musica!!
(di Alessia De Luca - del 2008-10-08) articolo visto 5479 volte
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