L'Opinionista Giornale Online - Notizie del giorno in tempo reale
Aggiornato a:
 
62 Trento Film Festival

62° TRENTO FILM FESTIVAL: GENZIANA D'ORO A METAMORPHOSEN DEL TEDESCO SEBASTIAN MEZ

Tutti i premiati, il bilancio degli organizzatori

La Genziana d'oro della sessantaduesima edizione del Trento Film Festival va a Metamorphosen del tedesco Sebastian Mez, la Genziana d'oro alpinismo a Sati di Bartek Swiderski, la Genziana d'oro esplorazione a Janapari: love on a bike di James Newton e Tom Allen.

Il film vincitore racconta che nel 1957, in una zona remota degli Urali meridionali, che all'epoca facevano parte dell'Unione Sovietica, un'esplosione nucleare contaminò una vasta area. Dopo decenni di incidenti e di gestione irresponsabile degli impianti e delle scorie, la zona contaminata misura 20 mila chilometri quadrati. La narrazione si basa sulle vicende e sulla vita delle persone che vivono lungo le rive del fiume Tetcha in una zona altamente radioattiva.

Sati del regista polacco Bartek Swiderski è un film inusuale per la giuria ed è un toccante ricordo di Piotr Morawski, conquistatore di sei Ottomila, morto in Himalaya nel 2009 attraverso le parole della moglie Olga.

Il documentario Janapar: love on bike del regista inglese James Newton, racconta di un lungo viaggio in bicicletta che diventa un'avventura di vita.

Il premio della Giuria va a Happiness del regista francese Tomas Balmès, la storia di un monaco bambino che vive con sua madre a Laya, un villaggio del Bhutan sulle alture himalayane. Un documentario che costituisce uno straordinario scorcio sulla società bhutanese e sui cambiamenti che sta affrontando, creato con rispetto e amore.

A far parte quest’anno della giuria sono stati: Lorenzo Cerrato, Alessandro Cicoira e Elisa Barana Sartori per l’Università di Trento; Christian Pfitscher, Timothy Robb e Kurt Unterhauser per la Libera Università di Bolzano e Ulrike Rieder e Katrin Schmiderer per l’Università di Innsbruck.

Le genziane d'argento sono state così assegnate: per il miglior cortometraggio al documentario francese Le lampe au beurre de yak del regista Hu Wei, un ritratto sfaccettato della situazione tibetana, e delle diverse reazioni del popolo Tibetano a questo momento storico difficile e di mutamento. Il premio è stato istituito per riconoscere la qualità e il particolare rilievo culturale del lavoro svolto da un/una giovane regista, di età inferiore ai 33 anni.

La genziana d'argento per il miglior contributo tecnico artistico al documentario The creator of the jungle del regista spagnolo Jordi Morató, documentario su un personaggio eccentrico quanto straordinario, il signor Garrel, fedele alla sua visione artistica, malgrado ogni condizionamento.

LE DICHIARAZIONI DEGLI ORGANIZZATORI - Roberto De Martin, presidente del Trento Film Festival ha dichiarato: “La 62a edizione è andata così bene che diventa una spinta per le edizioni del futuro. Saranno edizioni che affronteranno anche filoni nuovi come ho avuto modo di dire in occasione dell'ultima serata all'Auditorium S. Chiara, come il rapporto tra montagna e architettura, in analogia al fatto che quest'anno abbiamo approfondito il rapporto tra montagna e musica. Credo comunque che l'eredità più significativa di questa edizione sia il rinnovato auspicio che ci sia una montagna per la vita e non per la morte, così come ha sintetizzato il bel documento di Oreste Forno presentato in occasione dell'incontro dedicato al suo ultimo libro La farfalla sul ghiacciaio. Ben sette incontri di questa edizione hanno dato eco a questo messaggio, ad incominciare dalla serata dedicata al valore della rinuncia di Simone Moro. In questa linea abbiamo richiamato una mostra di trent'anni fa del Festival “Montagna da salvare Montagna da vivere”. Oggi potremmo dire ancora “Alpinismo da salvare, montagna da vivere”.

Luana Bisesti, direttrice del Trento Film Festival ha spiegato: “Fino ad ora un'edizione spumeggiante del Festival, ottimamente seguita dal pubblico e dai media, fin dall'inizio. Proiezioni molto frequentate, sale degli eventi piene a tutte le ore, serate alpinistiche sold-out con largo anticipo, mostre apprezzate e visitate. Un Festival sempre più diffuso nella città ed alla portata di tutti che ormai si caratterizza per un pubblico attento, multiforme e trasversale. Ad ieri sera il trend di crescita degli spettatori risulta più che confermato per le serate alpinistiche, quelle inaugurali e per tutta la programmazione collaterale alle proiezioni”.

Infine Sergio Fant, responsabile del programma cinematografico: “Avevamo due obiettivi in particolare per questa edizione – dichiara Sergio Fant - rendere il nuovo sito web del film festival strategico nel rinnovamento dell’intera manifestazione e soprattutto verificare se l’ambizione di aggiungere una nuova sala per la programmazione cinematografica – il cinema Vittoria – avrebbe suscitato l’interesse e la necessaria partecipazione del pubblico. Credo possiamo dirci molto soddisfatti su entrambi i fronti: il sito web ci risulta molto apprezzato sia in termini di design che di usabilità; il Cinema Vittoria, con i suoi 450 posti, si è dimostrato addirittura non ancora abbastanza grande per le anteprime più attese, garantendo con i suoi “tutto esaurito” un aumento complessivo del pubblico che stimiamo intorno al 10 per cento".

IN RICORDO DELLA GRANDE GUERRA - Per commemorare il centenario della Prima Guerra Mondiale, il festival ha chiuso la manifestazione con l’anteprima internazionale “La montagna silenziosa” del regista austriaco Ernst Gosser, ambientato all'epoca della Grande Guerra nelle Dolomiti. Si tratta di un racconto storico emozionante incentrato intorno alla guerra che ha diviso il Tirolo, ha segnato la fine della monarchia austroungarica e ha gettato le premesse per la seconda Guerra mondiale. Ma è anche un dramma toccante che ci fa avvicinare a un mondo sull’orlo del precipizio: un precipizio che può aprirsi davanti agli occhi di ogni generazione.

Fin dal 1914 il Trentino è stato coinvolto nella tragedia della Prima Guerra Mondiale, con le migliaia di suoi caduti sul fronte orientale nella lontana Galizia. Con l’ingresso dell’Italia nel conflitto gli orrori della guerra irrompono direttamente nel suo territorio, lungo un fronte di 300 km dall’Ortles alla Marmolada e il dramma di migliaia di famiglie trentine deportate a ridosso di quel fronte. Nel cast figurano Eugenia Costantini, William Moseley, star delle Cronache di Narnia, la leggendaria Claudia Cardinale, Fritz Karl e numerosi attori e attrici del Tirolo e dell’Alto Adige. Il film è stato sostenuto dalla Trentino Film Commission.

Prima del film di chiusura e la cerimonia di premiazione è stato presentato un altro progetto sostenuto dalla Trentino Film Commission: la prima italiana di Trento Symphonia del collettivo di artisti e filmmaker Flatform, attivo tra Milano e Berlino, le cui opere video sono state presentate in eventi come la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e nei maggiori festival internazionali e musei di arte contemporanea.

Foto gentilmente fornite da Omnia Relations
(di Adina Verì - del 2014-05-07) articolo visto 5256 volte

sponsor