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Collezione Schiaparelli

SCHIAPARELLI E L’AUDACE STRAVAGANZA

Paris Haute Couture: Zanini convince con la seconda prova da Schiaparelli. Per l'alta moda del prossimo inverno manda in scena una collezione incentrata sul DNA di Elsa. E su un immaginario da femme fatale

Seconda collezione disegnata da Marco Zanini per Schiaparelli, creata con mano audace e che celebra con persuasione i canoni di eccentricità artistica della Maison.

Sofisticata stravaganza, altero sdegno del conformismo, sfrontata opulenza, allure parisienne, miscele provocatorie e sbalordenti: tutto questo Zanini incorpora in una sfilata stupefacente per l'intenso impatto visivo, modernissima nella eclettica ed affascinante sintesi di rigore e fantasia, controllo e libertà decorativa.

Dal canto suo, Zanini precisa subito la collezione. "Si tratta del DNA di Schiaparelli", racconta il direttore creativo, "studiato, rivisto, analizzato e riproposto ai giorni nostri. Non si tratta di nostalgia perché più mi avvicino a Elsa, più scopro la sua modernità. Quell'attitudine a mischiare alto e basso, buon gusto e cattivo gusto. Sono partito dalle spalle importanti, in atelier le abbiamo ricostruite con l'ovatta per dare quel gesto couture che dona alla figura un'eleganza emblematica. Lo studio è poi passato alle giacche e al tailoring, materie amate dalla creatività. Su una cosa sono sicuro e fermo: abbiamo sperimentato con la prima collezione che le clienti cercano creazioni uniche e straordinarie, proprio com'era Elsa. Soprattutto chiedono un eccesso controllato".

Ed è proprio su questo ossimoro, eccesso controllato, che si erge la bellezza della collezione parigina: ovvero nel piegare l'immaginario da diva in un film noir, su una serie di abiti che usano la citazione senza diventare costume.

Le spalle importanti e orizzontali ancorano la silhouette, fluida e sinuosa negli abiti da sera, nitida e a clessidra nelle proposte da giorno: il disegno rileva quella polarità di elementi contrapposti che costituisce l'audace essenza dello stile Schiap.

I colori profondi e scuri sono punteggiati da sfumature delicate e acide con impennate di toni squillanti: rosso fiamma, rosa shocking, blu royal.

Ricerca e sontuosità nei tessuti: cachemere e alpaca, crepe giapponese, velluto e organza di seta, satin duchesse, faille, mousseline di seta, panne de velours jacquard. Preziosità negli accenti in pelliccia e pelli esotiche: visone, zibellino, volpe, castoro, Breitschwanz, coccodrillo, piume di struzzo.

Tutto è calibrato al millimetro: i ricami di insetti, il rosa schocking, il mix di toni a contrasto, le maxi pellicce, gli intagli arlecchino e l'opulenza noir.

Ma ciò che convince di più è la certezza con cui il designer italiano tratta i canoni classici dell'estetica Schiaparelli – ironia, spalle importanti, ricami inaspettati, colori forti, linee iper femminili o al contrario iper maschili – per descrivere un carattere più che un vestito, per abbigliare una persona più che un corpo. Con un risultato che si delinea sempre più personale.

Chi aveva visto la prima e verosimilmente più libera sfilata di gennaio, si è stupito di trovare stavolta tanta ricercata costruzione di un rapporto di continuità con la maison che fu chiusa nel 1954.

In sole venticinque uscite, Zanini ha detto molto della rinata Schiaparelli e lo ha fatto quasi con precisione filologica. A sfilare per l'Haute Couture autunno inverno 2014-15 a Parigi non è l'archivio della famosa "italienne", come la chiamava Coco Chanel, ma certo c'è la sua moda densa di colori e di contrasti, ricca di tagli e dettagli, di maniche importanti e di accessori preziosi, di ornamenti surreali e di ricami pregiati e piena di copricapi strani – oggi tutti di Stephen Jones – il cappellaio matto che non ha esitato a proseguire la tradizione di Schiap.

"In questa seconda stagione, con maggiore confidenza e minor timore, era arrivato il momento di definire la nuova Elsa Schiaparelli, avendo anche sperimentato, con quella prima collezione, che la clientela haute couture ci chiede cose uniche e straordinarie. Elsa Schiaparelli riusciva a bilanciare alto e basso, buon gusto e cattivo gusto facendo negli anni 30 la quintessenza dello chic parigino

Un miracolo di audacia che Zanini vorrebbe ripetere.

Credits: © Courtesy of Emanuela Schmeidler Srl @ emanuelaschmeidler.com
(di Rosalba Radica - del 2014-07-25) articolo visto 5671 volte
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