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Robin Williams

ADDIO A ROBIN WILLIAMS, L'ATTORE CHE INTERPRETAVA LA SPERANZA

Williams è morto suicida ieri, nella sua casa di Tiburon: con lui, sparisce uno degli attori più grandi della storia di Hollywood

Robin Williams è “morto suicida ieri, 12 agosto, nella sua villa di Tiburon, presso San Francisco. La notizia è doppiamente sconvolgente: da una parte c'è la morte di uno degli attori di Hollywood più amati e grandi della storia, dall'altra la tragedia di un uomo che ha deciso di farla finita con la vita. Fonti vicino all'attore dicono che fosse affetto da una grave forma di depressione e avesse problemi economici. Quelli con l'alcol, invece, erano noti a tutti. Williams rappresenta l'ennesimo esempio di attore schiacciato da demoni interiori che i soldi e il successo non sono riusciti a placare.

Ciò che fa maggior scalpore in questa storia è il fatto che l'attore che per anni ha rappresentato la Speranza (con la “S” maiuscola) nel cinema, sia morto proprio per averla persa.

Tutti i personaggi interpretati da Robin Williams, fossero comici o drammatici, hanno sempre portato un grande carico di speranza dietro di sé. Basti pensare al Professor Keating in L'atttimo fuggente, il cui scopo era quello di tirare fuori dai suoi alunni sogni e aspirazioni che andassero al di là di canoni precostituiti, o al Dottor Hunter “Patch” Adams dell'omonimo film, che voleva ridare gioia ai pazienti, invece di limitarsi a curare lle loro malattie. Perfino personaggi cattivi, come Maxwell Wallace in August Rush e William Finch in Insomnia, a loro modo sono portatori di speranza: quella di un riscatto sociale da trovare attraverso la musica o l'amore, che, però, viene frustrato.

La capacità di Williams di passare dal comico al drammatico, di essere ironico, pungente, profondo, lo ha fatto entrare di diritto nel cuore della gente. I suoi personaggi non sono stati mai banali, hanno sempre portato un insegnamento, perfino quando ha interpretato film per bambini, come in Jumanji o Hook.

Robin Williams è stato un maestro nel suo campo, un attore come ne sono rimasti pochi. La sua capacità di far ridere e piangere allo stesso tempo, di rendere i suoi personaggi “vivi”, lo hanno fato entrare nella leggenda. Non c'era ruolo che non potesse interpretare. E' stato una “maschera” nel senso letterale del termine, ma considerarlo solo come comica sarebbe riduttivo e non renderebbe giustizia alla poliedricità di un attore che ha saputo incantare grandi e piccoli. Aveva una capacità naturale di trascinare e coinvolgere il pubblico che vedeva nei suoi film un occasione di divertimento e di riflessione. Per poter fare ciò non si doveva essere solo un grande attore, ma anche uno straordinario uomo perchè i personaggi dei film nascono dai copioni, ma la personalità che essi prendono nei film deriva dalla capacità di chi li interpreta di immedesimarli in loro e renderli “vivi”.

Da ieri Hollywood ha perso un grande attore, ma tutto il mondo è più povero: l'affetto dimostrato sui vari social network all'attore testimonia quanto lui fosse amato. Qualcuno ha detto che se Williams avesse saputo di quante persone lo amavano, forse non si sarebbe suicidato. Ci piace pensarlo. Rimane il rammarico perchè non potrà più interpretare altri film, ma quelli che ci ha lasciato, continueranno a renderne vivo il ricordo e a non farci dimenticare quale straordinario attore e uomo, fosse Robin Williams.

Ciò che fa maggior scalpore in questa storia è il fatto che l'attore che per anni ha rappresentato la Speranza (con la “S” maiuscola) nel cinema, sia morto proprio per averla persa. Tutti i personaggi interpretati da Robin Williams, fossero comici o drammatici, hanno sempre portato un grande carico di speranza dietro di sé. Basti pensare al Professor Keating in L'atttimo fuggente, il cui scopo era quello di tirare fuori dai suoi alunni sogni e aspirazioni che andassero al di là di canoni precostituiti, o al Dottor Hunter “Patch” Adams dell'omonimo film, che voleva ridare gioia ai pazienti, invece di limitarsi a curare lle loro malattie. Perfino personaggi cattivi, come Maxwell Wallace in August Rush e William Finch in Insomnia, a loro modo sono portatori di speranza: quella di un riscatto sociale da trovare attraverso la musica o l'amore, che, però, viene frustrato.

La capacità di Williams di passare dal comico al drammatico, di essere ironico, pungente, profondo, lo ha fatto entrare di diritto nel cuore della gente. I suoi personaggi non sono stati mai banali, hanno sempre portato un insegnamento, perfino quando ha interpretato film per bambini, come in Jumanji o Hook.

Robin Williams è stato un maestro nel suo campo, un attore come ne sono rimasti pochi. La sua capacità di far ridere e piangere allo stesso tempo, di rendere i suoi personaggi “vivi”, lo hanno fato entrare nella leggenda. Non c'era ruolo che non potesse interpretare. E' stato una “maschera” nel senso letterale del termine, ma considerarlo solo come comica sarebbe riduttivo e non renderebbe giustizia alla poliedricità di un attore che ha saputo incantare grandi e piccoli. Aveva una capacità naturale di trascinare e coinvolgere il pubblico che vedeva nei suoi film un occasione di divertimento e di riflessione. Per poter fare ciò non si doveva essere solo un grande attore, ma anche uno straordinario uomo perchè i personaggi dei film nascono dai copioni, ma la personalità che essi prendono nei film deriva dalla capacità di chi li interpreta di immedesimarli in loro e renderli “vivi”.

Da ieri Hollywood ha perso un grande attore, ma tutto il mondo è più povero: l'affetto dimostrato sui vari social network all'attore testimonia quanto lui fosse amato. Qualcuno ha detto che se Williams avesse saputo di quante persone lo amavano, forse non si sarebbe suicidato. Ci piace pensarlo. Rimane il rammarico perchè non potrà più interpretare altri film, ma quelli che ci ha lasciato, continueranno a renderne vivo il ricordo e a non farci dimenticare quale straordinario attore e uomo, fosse Robin Williams.
(di Davide Luciani - del 2014-08-13) articolo visto 4174 volte

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