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TOD'S: ARISTOCRATIC PURISM

MFW: Nel giardino raffinato di Tod’s

Abitini in pelle leggerissima traforata con il gommino storico ridisegnato a laser. Corte gonne con fiori ricamati e cinture legate in vita come moderni decori. Ma anche giubbotti alla biker rivisti con grande femminilità. Tod’s torna in passerella con Alessandra Facchinetti e si può parlare solo di futuro e sperimentazione, dove la pelle si trasforma raccontando uno sportivo sofisticato.

Tod’s rivela la sua primavera-estate 2015 scegliendo un Italian set d’eccezione ricostruito da mani certosine all’interno del Pac – Padiglione d’arte contemporanea di Milano. Un lussureggiante giardino evoca raffinate atmosfere italiane. Siepi squadrate, boule di foglie. Ghiaia immacolata a terra. E grandi lanterne di neon che penzolano sotto arcate imponenti di ferro battuto. Perché il punto di partenza del percorso estetico di Alessandra Facchinetti è semplice: un aristocratico dehor dalle vetrate immense, in cui alberga una grande scultura di Brancusi.

«Volevo che questa donna avesse un’attitudine urbana», ha spiegato Alessandra Facchinetti alla sua terza collezione per il marchio ammiraglio di Diego Della Valle. «Ho lavorato intorno a un’idea di freschezza e di leggerezza. C’è un certo sapore 70s, ma senza un retrogusto vintage. E poi c’è uno studio intorno alla nostra icona, il Gommino». Che diventa ossessione-portafortuna della collezione, tra accessori e pezzi di abbigliamento, comprese le traforature seriali nella pelle.

Ma il pensiero sotteso alla stagione racconta un percorso intenso. «Ho cercato di immaginare una femminilità fresca e organica, decorata da uno spiccato gusto floreale», ha aggiunto, «che ritorna sulle borse e sugli abiti intarsiati con motivi astratti di fiori».

Gli stessi che, scomposti, tornano sulle it-bag dell’estate o diventato il motivo sequenziale di stampe. Fino ai palmizi, sensuali mangrovie che si rincorrono sul cotone dei completi dalle forme ampie, quasi cadenti. In mente una certezza: «Mi è sempre piaciuto lavorare sui classici del guardaroba femminile ma ho cercato anche di inserire qualche pezzo speciale, di quelli che vorresti avere nell’armadio e che ancora mancano», ha continuato Facchinetti, «e poi ho cercato di giocare. Con le stampe, con i colori o con i metissage di materiali, all’insegna di un codice artistico-organico».

Come nei completi in denim dalle preziose tasche di rettile. Come nei bracciali design, dalle boule asimmetriche di marmo. Come nei tocchi importanti, che fondono insieme legno e gommino, in omaggio al lavoro artistico dello stesso Brancusi.

Le camicie stile Oxford si trasformano in vestiti, le giacche sono giacche squadrate e i tailleur hanno la parte superiore che si allunga per essere più femminile, abbinandosi a pantaloni sartoriali che si fanno larghi.

A completare il quadro d’insieme è una parata delicata di silhouette importanti. Nelle gonne a portafoglio di pelle. Negli astrattismi organici di leather e cotone. Nei camicioni fluidi che accarezzano il corpo. O nelle pastiglie di specchio che s’insinuano tra la pelle, in un gioco vagamente tardo 60s-early 70s. E poi tailleur immacolati, puzzle astratti di materie, top di vernice lucida, petali intarsiati e cotoni light. A raccontare una femminilà snob e dal fascino urban-aristocratico.

Questa è la terza collezione di pret-a-porter disegnata da Alessandra Facchinetti ed è anche la terza volta di Tod's in passerella. Ormai c'è materiale sufficiente per dire che è iniziata una storia di moda e non più solo accessori, dedicata a quello stile italiano borghese che non cede al gusto altrui, che non si piega alle manie troppo contingenti ma si impone con la propria tradizione. Che è sempre stato, in fondo, il segreto del successo internazionale di Tod's.

Credits: © Courtesy of Tod’s Press Office
(di Rosalba Radica - del 2014-10-11) articolo visto 4555 volte
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