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Unione Europea

UNIONE EUROPEA: COSA ASPETTIAMO A MANDARLA AL DIAVOLO?

Dalla "Grande Bellezza" alla grande monnezza

ROMA - Quando ci si attiene a delle verità elementari, che anche un bambino o un ignorante possono comprendere, non vuol dire che siamo rozzi o semplicioni. Se poi con abili discorsi retorici e finti tecnicismi si prendono in giro popoli interi, definendo come necessarie politiche che per decenni sono state fallimentari, ebbene, queste idee semplicione o se volete populiste aumentano di fondamento.

Ci hanno detto che gli anni `80 erano stati l`inizio della fine, che erano gli anni degli sprechi e che avremmo dovuto essere puniti per il nostro consumismo. Il debito pubblico, questo grande mostro, ci avrebbe divorati, l`inflazione era un grande male e dovevamo salvarci. Ogni volta che si parlava di queste cose, in Italia si parlava di aumento di tasse, si nominavano governi tecnici perché i politici non volevano assumersi la responsabilità delle loro decisioni e si attuavano tagli alla spesa pubblica.

E chi ha voluto queste politiche? Chi ce le ha consigliate?

Sì, sono stati proprio quei signori che sedevano sulle poltrone europee pagate con i nostri soldi e poi hanno fatto lo stesso quelli che sono venuti dopo. Mentre gli Italiani sonnecchiavano di fronte a queste manovre e accettavano gradualmente l`aumento delle tasse, il peggioramento dei servizi pubblici e la limitazione del loro benessere, la classe dirigente si arricchiva, si spaventava di fronte alle pressioni Europee o più spesso si lasciava sedurre da esse, in cambio di laute ricompense in denaro e di poltrone.

É già un bel pezzo che chi vi scrive non segue le vicende politiche Italiane, i cui dibattiti sono incentrati sul nulla e le cui azioni concrete mancano del tutto. Diciamocelo chiaro una volta per tutte: ai nostri governanti non importa un fico secco di come stiamo noi del volgo e una poltrona nei governi e negli enti dell`Unione Europea vale molto di più della prosperità di un popolo intero.

PROMESSE VANE E PAURE INFONDATE - Ed ora ritorno alle argomentazioni se volete spicciole, ma inconfutabili di cui scrivevo all`inizio. Prima del 1992, quando iniziammo a tassarci e a seguire le regole stupide della grande Comunità Europea, ci siamo arricchiti o impoveriti? Quando uscimmo dal Meccanismo Europeo di Stabilità, ovvero un meccanismo di cambio fisso come é l`Euro ci guadagnammo o ci perdemmo? Ve lo dico io: la svalutazione del 20% della moneta che ne seguì portò grandi benefici all`economia e alle esportazioni. Vi chiedo un`altra cosa: dopo le tasse e i tagli di Monti, che doveva salvare l`Italia, siamo stati meglio o siamo stati peggio? I presunti salvataggi di cui si parla dovrebbero servire a migliorare la vita di tutti o a renderla peggiore? I politici Italiani ci abbindolano con l`idea che se facciamo sacrifici ne trarremo benefici e coglieremo i frutti di questi sforzi. Sono vent`anni che si aumentano le tasse pesantemente, dai primi governi tecnici ad oggi.

Dove sono i benefici? Lo chiedo a nome di una generazione di cui ho la presunzione di essere un portavoce, che e` stata messa in ginocchio da queste politiche. É colpa di quelli come voi, cari signori Barroso e Van Rompuy, se il mio paese, ma anche i vostri, quelli di cui siete stati i leaders, se la passano male. In alcuni paesi europei si sfiorano cifre sulla disoccupazione giovanile pari al 40% o addirittura del 50% e oltre. E siccome sapete che la gente é scontenta, un pò provate a convincerla (con le chiacchiere, perché di fatti non se ne vede nemmeno uno) e un pò provate a spaventarla.

"Se l`Italia esce dall`Euro, i vostri risparmi spariranno del tutto, la vostra moneta non varrà più niente e la merce importata costerà carissima!". Mah io negli anni `80 ero bambino e mi ricordo che quasi tutti avevano un lavoro, potevano permettersi almeno una casa di proprietà e fare l`impiegato era considerato da sfigati perché si pensava di potere fare soldi a palate.

Adesso invece vedo gente con una o due lauree che si scanna con altri laureati per avere un posto da bidello o da spazzino e dice anche: magari potessi avere quella opportunità! Avrei un posto fisso e potrei avere una macchina e forse anche una casa pagandole a rate!" E allora ci accorgiamo che anche questi lavori in fin dei conti non erano tanto male.

Negli anni `80 la benzina non costava piu` di adesso, ma semmai di meno anche in proporzione al costo della vita. L`Italia aveva un peso nella politica internazionale e aveva influenza sui paesi mediterranei. Faceva da mediatore nei conflitti del medioriente. In alcuni casi, come nelle crisi di Sigonella e dei missili russi puntati sull`Europa, abbiamo tenuto testa a Stati Uniti e Unione Sovietica.

É vero: c`era la corruzione, c`erano i servizi segreti deviati, c`erano infiltrazioni mafiose nella politica, ma oggi non ci sono? So soltanto che allora eravamo un paese benestante, con un alto livello di risparmio privato e oggi no. Allora, cari governanti della seconda repubblica, io preferisco quelli che c`erano prima di voi. E smettetela di parlarci degli spauracchi inflazione e debito pubblico. Per parlarne bisogna capire di cosa si tratta.

LA "BALLA" DEL DEBITO PUBBLICO - Il debito pubblico non é altro che spesa a deficit per finanziare il benessere di un popolo. Uno stato che spende a deficit mette soldi in circolazione e arricchisce il popolo. Uno stato che fa il contrario toglie soldi al popolo per dare soldi alle banche con le quali fa patti scriteriati. Lo sapete perché dal 1981 al 2000 il debito pubblico é raddoppiato?

No, non é per colpa di Craxi, come dice qualcuno. Craxi, con tutta la sua corruzione, che comunque si alimentava di soldi dei privati, si era opposto al meccanismo che ha fatto crescere il deficit. É successo questo: nel 1981 fu privatizzata la Banca d`Italia e si decise di vendere i titoli di stato solo alle banche, e la banca centrale non poteva più comprare i titoli invenduti per tenere bassi i tassi di interesse. Benissimo, dopo questa "illuminata" decisione, i tassi di interesse schizzarono in alto, così i soldi da restituire agli istituti di credito diventarono molti di più. Ma dobbiamo preoccuparci del debito pubblico o no, anche se é aumentato?

No che non dobbiamo: Il Giappone e gli Stati Uniti, che hanno conservato la loro politica monetaria, se ne fregano e hanno deficit enormi, molto più alti in proporzione al loro pil rispetto al nostro. Piuttosto, dobbiamo riprenderci la nostra moneta e le nostre politiche monetarie che abbiamo demandato all`Unione Europea.

L`INFLAZIONE É UN BUON SEGNO, QUANDO NON É A DOPPIA CIFRA - Per quanto riguarda l`inflazione, essa se non è a doppia cifra è un bene. L`inflazione è segno che la moneta circola e che la gente spende. Se io vendo una poltrona a `100 euro e vedo che tanta gente la compra, dopo un anno la venderò a 105 euro, perché so che la gente la comprerà lo stesso. Questa, in larga scala, si chiama inflazione. Se invece vedo che nessuno compra la poltrona, dopo un pò la venderò a 95 euro. Questa si chiama deflazione. L`inflazione, salvo alcune eccezioni, é segno di un paese che cresce economicamente. Se non é a doppia cifra e i redditi vengono adeguati con leggero ritardo non é un problema. La deflazione é invece una costante di paesi come l`ex Unione sovietica.

L`Unione Europea si é spesa tanto, con la Germania in testa, per combattere l`inflazione. Ebbene, oggi l`Italia é in deflazione e la stessa Germania sta rallentando decisamente la sua crescita. Cara signora Merkel, la pacchia é finita. L`Euro ormai non conviene nemmeno a te, così come lo hai voluto. Aggiungo solo un altro esempio: la Gran Bretagna, dove vivo tuttora, ha registrato negli ultimi anni un aumento del Pil di oltre il 4% annuo. Loro, ovvero gli Inglesi e i loro vicini, la loro sovranità monetaria l`hanno mantenuta. Loro, i patti europei che non erano convenienti per loro, non li hanno firmati. E qui in Uk quasi tutti pensano che l`Unione Europea attuale sia una grande immondizia e sostengono invece che l`Italia sia la Grande Bellezza.

MANDIAMO AL DIAVONO I FALSI AMICI EUROCRATI - Mi ricordo di un ragazzo francese con cui parlai durante un viaggio in treno. Aveva delle cattive amicizie, qualche anno prima. Si trattava di ragazzi di buona famiglia, non violenti e anche acculturati. Erano però senza personalità: dovevano fare tutti la stessa cosa all`interno del gruppo e chi non la faceva era un emarginato, per loro. Se non fumavi eri uno sfigato. Se non avevi il cellulare eri un poveretto; se non vestivi alla moda e non ti atteggiavi eri un tipetto insignificante. Jean Paul, invece, era uno che pensava con la sua testa. Si disse: ma sono veramente miei amici questi tizi? Loro vanno a ballare, spendono venti euro ogni sabato per i drinks e a me non piace neanche bere. Perché devo fare quello che fanno loro? In poco tempo li mandò tutti a quel paese e si trovò delle amicizie più sincere. Ecco, noi Italiani dovremmo fare come Jean Paul.
(di Andrea Russo - del 2014-11-07) articolo visto 3674 volte

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