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Il ricco, il povero e il maggiordomo

IL RICCO, IL POVERO E IL MAGGIORDOMO: LA RECENSIONE

Al cinema il nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Fonte: www.newscinema.it (Fb)

ROMA - “Alla base del nostro lavoro c’è fondamentalmente la nostra grande amicizia” dichiarano Aldo, Giovanni e Giacomo, il trio comico italiano che l’11 Dicembre porta al cinema il nuovo film Il Ricco, il Povero e il Maggiordomo, distribuito da Medusa. Sono passati quattro anni dal loro ultimo film, ma la comicità e la semplicità di Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti torna sul grande schermo con una storia curiosa e frizzante, che diverte un pubblico di varie generazioni.

“Un film per tutte le stagioni” come lo definisce l’attrice Giuliana Lojodice che interpreta nel film la madre di Aldo, la Signora Calcedonia, una donna forte e umile, che accetta il figlio così com’è nonostante la sua incapacità di trovarsi un lavoro stabile e una donna. Aldo infatti, in questa occasione, è un venditore ambulante che va avanti ogni giorno tra imprevisti e situazioni imbarazzanti, con il sogno di aprire un giorno una bancarella vera e propria per dare avvio alla sua attività nell’abbigliamento. Giacomo Poretti invece è un ricco e insensibile broker di successo, con una villa enorme, una moglie che sperpera il suo denaro in piaceri e interventi di chirurgia estetica, e un figlio costretto al golf ma con la passione per il calcio. Giovanni è il maggiordomo di Giacomo, con un particolare interesse per le arti marziali e la cultura giapponese, innamorato della collega Dolores, che sogna di sposare. Quando un affare di Giacomo va male, le vite di questi tre uomini si incrociano bruscamente e, ritrovandosi tutti nella stessa barca, cercano una soluzione e un modo per ritrovare un equilibrio.

“In questo film c’è anche un fattore politico molto interessante: i poveri devono assistere i ricchi! E io penso che la ricerca della qualità deve esserci anche nel commerciale e nel comico” aggiunge la Lojodice in conferenza stampa. Questo nuovo film, diretto da Morgan Bertacca, che lavora con Aldo, Giovanni e Giacomo da quasi venti anni, mantiene infatti l’impronta artistico ludica che ha sempre contraddistinto i film e gli spettacoli teatrali dei tre comici, ma la sceneggiatura lascia più spazio alle riflessioni e ai momenti personali, togliendo un po’ di respiro al puro divertimento a cui eravamo abituati fino ad oggi. Non mancano le scene esilaranti che strappano sincere risate, ma sono in parte frenate e racchiuse all’interno di dialoghi articolati, che toccano temi come la crisi e la precarietà, non solo della vita ma anche delle relazioni, tra marito e moglie, tra padre e figlio, e tra amici.

I personaggi sono irresistibili e ben scritti, ognuno con i suoi punti deboli e punti di forza, e con un sogno nel cassetto. Dapprima incredibilmente diversi, nel corso del film, cominciano a diventare complementari e a darsi una mano l’uno con l’altro, contro un mondo spietato e insensibile. I battibecchi tra i tre, tuttavia, animano le scene come sempre, regalando momenti divertenti e di puro intrattenimento, senza mai scadere nella comicità volgare o demenziale.

Un pregio che pochi artisti della risata in Italia riescono a mantenere dopo molti anni di successo. Se non andate al cinema siete della tribù dei Vacaputanga, come cantava Walter Valdi nella canzone che fa parte della colonna sonora del film dal sapore vintage.
(di Letizia Rogolino - del 2014-12-12) articolo visto 2609 volte

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