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The Traveller l'intervista

THE TRAVELLER, UNCENSORED KINGDOM PART II: IL VIAGGIO ATTRAVERSO L'ENRICO VI

Massimiliano Forleo si racconta e annuncia le novità dell’ultimo EP

Milano, 15 Novembre: Massimiliano Forleo presenta il nuovo EP “The Marriage”, seconda parte della trilogia musicale “Uncensored Kingdom”. Il musical, ispirato alla tetralogia minore shakespeariana, ripercorre le opere del drammaturgo inglese in ordine temporale decrescente, cominciando quindi dalle vicende dell’ambizioso Riccardo III – protagonista del primo EP – fino alla storia di Enrico VI.

The Marriage” racconta proprio di quest’opera teatrale, partendo però dal secondo atto in cui Enrico sposa Margherita d'Angiò, da questo evento è appunto tratto il titolo dell’EP che prosegue da un punto di vista narratologico attraverso il tradimento con Lady Grey e la dipartita del re.

Si tratta quindi di una vera e propria rievocazione della drammaturgia inglese sia attraverso le tematiche e le vicende dei personaggi, sia attraverso un’appurata rivisitazione dei testi shakespeariani a cui Massimiliano Forleo dà particolare risalto, soprattutto in questo nuovo EP, grazie anche all’indispensabile presenza della chitarra acustica che si armonizza perfettamente con le tematiche trattate e con lo stile con cui ormai il cantautore si identifica, il folk rock.

Come sonorità “The Marriage” si distacca leggermente dalla prima parte della trilogia, ma offre agli ascoltatori un’analisi molto più intima del personaggio, attraverso le sue passioni e le sue paure più profonde, rendendo così la breve raccolta molto più di una rivisitazione storica: è il dramma dell’uomo di tutti i tempi, ed è ciò che ha reso l’opera shakespeariana immortale e rende brani come “Please” e “How”, che hanno anticipato l’uscita del disco, ad esempio, molto vicini alla quotidianità.

Grazie al minuzioso e complesso lavoro ricamato attorno alla realizzazione dei brani, questi diventano un mezzo di diffusione e promozione delle letteratura inglese, soprattutto attraverso i più giovani: la recente partecipazione al “Mo'l'estate Spirit Festival” ha dimostrato proprio questo, come la musica possa avvicinare i ragazzi alla letteratura e quanto sia stato ambizioso il progetto di Massimiliano Forleo, che, grazie all’intervista concessaci, ci racconta qualcosa in più a proposito della sua nuova avventura musicale:

“The Marriage” comprende la seconda e terza parte dell’Enrico VI, nel prossimo EP possiamo dunque aspettarci la prima parte: il dramma del potere, la rivalità tra le due rose e le insicurezze del giovane Enrico. In che modo hai intenzione di ricreare la tensione narrativa e la fatalità degli eventi?

Generalmente cerco di calarmi nel personaggio ed immaginare le sue tensioni ed emozioni. Rileggendo il primo atto prenderò quelli che secondo me sono i momenti più intensi e farò cantare i protagonisti. Ci tengo a sottolineare, però, che solitamente scelgo dei momenti molto riconducibili anche al quotidiano odierno e ad un vissuto che può appartenere a tutti”.

Hai scelto uno stile preciso, definito anche dalla tua dedizione alla chitarra acustica, ma già paragonando i due EP si nota una certa differenza stilistica, possiamo aspettarci altre sorprese sotto questo profilo? Hai intenzione di mettere da parte l’acoustic?

In verità, ritengo che il secondo sia per alcuni aspetti molto più acustico; anche se le parti con la chitarra elettrica sono un po' più in evidenza: l'obiettivo, comunque, è proprio quello di essere il più acustico possibile e forse utilizzerò molto meno la chitarra elettrica nel prossimo EP”.

A proposito di differenze con la prima parte del musical, la nuova produzione risulta molto più introspettiva e matura. A cosa dobbiamo questa maggiore attenzione per testi e arrangiamenti?

“Scrivo parecchi brani, ad esempio ne ho scritti 15 per il prossimo EP, e successivamente faccio una selezione. Scrivo testo, armonia e melodia insieme, di getto; se un brano non mi soddisfa preferisco aspettare che maturi in me, dopodiché vado dal mio produttore, gli faccio sentire i brani e completiamo insieme il tutto.

Se questo disco suona più maturo, significa sicuramente che sto crescendo … e “meno male” direbbe mia madre …”

L’idea di utilizzare delle animazioni nel video di “Richard III” è stata accattivante ed efficace, possiamo sperare in progetti simili per i prossimi video?

“Sinceramente non saprei... vedremo.”

“The Marriage” è stato anticipato dal video di “Please”, come mai questa scelta? Per estremizzare l’andamento a ritroso, dato che è l’ultimo brano, o ci sono motivi più precisi?

“Please doveva essere un antipasto, quindi un brano diretto, introspettivo ed acustico, in attesa poi del singolo: How”.

Avete da poco concluso il mini-tour in occasione della ventunesima edizione del “Mo'l'estate Spirit Festival”. Com’è stata questa esperienza e cosa ti ha lasciato?

“Il tour ha compreso Abruzzo, Campania e Puglia: è stata l'occasione per testare la fattibilità del progetto e l’impatto con le scuole, per cui l'idea del Matinee e di presentare "Shakespeare in Rock" ha decisamente funzionato”.

Perché proprio Shakespeare e perché le operette minori? L’“UNCENSORED KINGDOM” tutto, “Richard III” a parte, è il frutto di uno studio meticoloso della tetralogia … o di un interesse personale per la letteratura e la storia inglese?

“Collaboro con un artista che ha appunto RICCARDO III come nome d'arte, mettendo a disposizione la mia voce nelle registrazioni; grazie a lui mi sono avvicinato all'opera e grazie al suo nome, così evocativo, ho pensato di scrivere un musical sulla tetralogia minore di Shakespeare, ovviamente una volta documentatomi. Questo per avvicinarmi ad un pubblico più teatrale e sviluppare un progetto che potesse considerare anche la partecipazione delle scuole”.

Leggevo dalla tua biografia “la musica originale ha la necessità di "viaggiare" per essere ascoltata.”, perché questa necessità?

“Oserei dire che il sistema radiofonico sui grandi network è un po' chiuso, per cui il live è diventato il modo più semplice per far ascoltare musica emergente, come d'altro canto hanno capito anche i maggiori. In conclusione, credo che i km percorsi lungo lo stivale e la possibilità di esibirsi di città in città sono “la voce” delle nuove proposte musicali”.
(di Gabriella Mazzardo - del 2014-12-15) articolo visto 3225 volte

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