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Jamgle

JAMGLE: A CHIETI IL NUOVO SOCIAL NETWORK

L'intervista al suo ideatore, Antonio Di Francesco

Dicono che la crisi uccida ogni sviluppo. Ad alzare la voce dando una speranza in direzione ostinata e contraria ci pensa il giovanissimo Antonio Di Francesco classe '84 di Chieti. Dal suo genio creativo nasce "Jamgle" un nuovo social network improntato sulla possibilità di realizzare video da condividere e comporre con tutti gli utenti con cui si è connessi.

Cos'è praticamente Jamgle? Vuol dire poter fare una Jam Session musicale in video: suonare un brano comodamente da casa con tutti i musicisti del mondo. Jamgle è però molto di più. La presentazione ufficiale avverrà a Marzo 2015 e intanto ecco un contest per lanciare la versione beta: il vincitore sarà ospite con Jamgle al prestigioso Namm di Los Angeles programmato dal 22 al 25 Gennaio 2015.

Partecipare è facile basta andare su https://contest.jamgle.com/

Questa l'intervista all'imprenditore Antonio Di Francesco, artefice di questa rivoluzione per i social network:

Jamgle ovvero Jam Session Globale. È corretto?

"È proprio questo lo spirito di Jamgle e ne rappresenta la sua unicità: a differenza di altre piattaforme che permettono solo la collaborazione privata, su Jamgle si creano librerie globali".

Sembrava inventato praticamente tutto sui social …mancava davvero Jamgle?

"Jamgle è l'evoluzione del concetto di social, almeno nella nostra visione. I social sono nati per connettersi: pensiamo a Facebook e ai suoi albori. La fase successiva è stata quella della condivisione: YouTube, Soundcloud, Pinterest, Instagram, sono tutti social dove ci si connette e si condivide contenuto multimediale. Con Jamgle vogliamo arrivare all'era della creazione social".

A tuo giudizio manca altro? Puoi immaginarlo?

"Se immagino Jamgle tra 5 anni e le altre rivoluzioni che vogliamo inserire ... sì manca altro!"

Mi incuriosisce il colore che renderà riconoscibile il marchio. Come mai questa scelta?

"Volevamo un marchio riconoscibile che desse anche un messaggio fresco e ironico. Abbiamo dunque scelto il barattolino di marmellata, pensando al termine "jam" dentro jam session, che appunto è marmellata. Il colore è quello della marmellata che mi piace di più ed è anche un colore non utilizzato nel panorama social".

L'azienda in un territorio così difficile, parlando dell'Italia di oggi. Ti ha salvato l'America? Che messaggio possiamo dare?

"In realtà dire che mi ha salvato mi sembra esagerato. Ho passato gran parte della mia vita in Italia, io come gli altri founders, quindi alla base c'è la nostra cultura. Di sicuro negli States ti rendi conto della facilità di relazionarsi, ogni incontro è un'opportunità. In Abruzzo in particolare invece c'è diffidenza verso il prossimo e questo è il vero punto da cambiare".

L'Abruzzo sarà la culla di tutto questo o solo il trampolino di lancio? Partire da Chieti per te è una sfida o una speranza di restarci?

"È sia una sfida che una speranza di restare. Fare Jamgle in Silicon sarebbe stato troppo facile: ci siamo detti che se avessimo dovuto buttare la nostra vita dietro questo sogno, avremmo dovuto fare la storia e provare a riuscire in Italia e nel nostro Abruzzo. Quindi speriamo che la culla diventi abbastanza grande per ospitare la Jamgle che immaginiamo in futuro".

A Marzo finalmente la presentazione di Jamgle. Cosa ti aspetti e che previsioni possiamo dare?

"Il 2015 in generale sarà l'anno in cui dovremo capire come gli utenti usano davvero Jamgle e ottimizzare il prodotto di conseguenza: trovare questa ottimizzazione è l'obiettivo del nostro anno. Lanceremo nel frattempo iniziative come quella di Marzo per far capire che in Abruzzo, a Chieti, c'è una realtà come Jamgle".
(di Piero Vittoria - del 2014-12-26) articolo visto 3386 volte

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